Ferrara Dietro Le Stelle 2012

FDLS2012 \ Damien Rice a Ferrara 27.07.2012

Il ritorno del cantautore irlandese chiude questa edizione del festival con un tutto esaurito

di Edoardo Gandini
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damien rice1”Come si può trattenere gli ormoni quando si è giovani e ne si ha così tanti a disposizione?” – si chiede Damien Rice appena salito sul palco di Ferrara Sotto le Stelle. La parola non è proprio “ormoni”, ma il senso è quello e, poco dopo, la stessa domanda inizia ad abitare anche la mia testa, mentre osservo il vasto pubblico accorso al motovelodromo per il ritorno del cantautore irlandese a Ferrara. Vedo praticamente solo coppiette; coppiette che trattengono a fatica i loro ormoni, appunto. L’ispiratore di tutto questo sbaciucchiamento è, ovviamente, Damien Rice e, più precisamente, le sue canzoni, una più caramellosa dell’altra. D’altra parte tutti i presenti erano li per anche questo motivo, me in primis.

La decisione, presa qualche giorno prima, di mettere i posti a sedere crea immediatamente il pericolo sold out, mettendo l’ansia di non trovare più biglietti e costringendo il pubblico a recarsi il prima possibile al motovelodromo per accaparrarsi la posizione migliore, regalando però un'atmosfera più intima e consona a concerti di questo tipo.

Alle 21.45, accolto da fragorosi applausi, sale sul palco Damien Rice, a cinque anni di distanza dalla sua ultima esibizione in Piazza Castello. Il gracile irlandese crea, fin dalle primissime battute, un’atmosfera di intimità e rilassatezza, interagendo in maniera continua e divertente con il pubblico, raccontando i fatti suoi senza preoccuparsi di essere troppo volgare; ”è come me! - verrebbe da dire – sensibile, un po’ sboccato, perché non stiamo bevendo insieme qualcosa al pub?”.
Invece Damien non è affatto come me ed è già più che chiaro al primo brano in scaletta, The Professor & La Fille Danse, arguta ballata in cui il rosso cantautore mette in mostra una invidiabile vocalità unita ad uno spassoso ed intelligente testo. L’interazione con il pubblico diventa sempre più presente negli sketch di introduzione delle canzoni, a volte seri come nel caso della melanconica Coconut Skins, accompagnata da uno scacciapensieri e dedicata a tutti gli ostacoli che non ci permettono di arrivare a ciò che si vuole, altre volte più divertenti come I Remember, brano di cui è solito dimenticare le parole (ed è divertente – dice – perché inizia proprio con “I remember it well…”).
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L’artista irlandese, accompagnato unicamente dalla sua chitarra, mette in piedi uno spettacolo estremamente confidenziale, interrotto da brevi e sporadiche distorsioni, fino all’exploit di Cannonball, in cui chiama tutto il pubblico ad alzarsi in piedi e ad avvicinarsi a lui, per cantare e suonare totalmente privo di microfoni; a questo punto inizia lo show, tanto languido e profondo quanto divertente e coinvolgente. Il finale di Volcano, uno dei brani più apprezzati dell’album d’esordio O, diviene un pretesto per far cantare tutto il pubblico, diviso in tre diverse melodie che si intrecciano in maniera perfetta, ricreando un effetto da brividi.

L’encore si apre con Cold Water, accolta con un boato del pubblico ed eseguita a luci spente, e soprattutto The Blower’s Daughter, dolce brano che più di tutti ha contribuito alla notorietà dell’artista. Il finale di concerto, invece, è spumeggiante ed esilarante con Damien Rice che chiama sul palco una sua cara amica per festeggiare il “quindicesimo anniversario di amicizia” seduti comodamente in un salottino improvvisato con tanto di candela e bottiglia di merlot. Quattro bicchieri e mezzo a testa, bevuti alla goccia, e il cantautore irlandese diventa incontenibile, introducendo la storia che ha ispirato Cheers Darlin’, cantata poi con andatura barcollante prima di congedarsi definitivamente da un divertito pubblico ferrarese.
damien rice
Anche questa edizione di Ferrara Sotto le Stelle giunge al termine, in forma ridotta e pesantemente influenzata dagli avvenimenti sismici di inizio estate, ma comunque di alto profilo, come nella tradizione del festival estense, uno dei fiori all’occhiello della nostra città.
È, quindi, con un po’ di magone che vi saluto e do appuntamento al prossimo anno, allegandovi la scaletta integrale del concerto.

Damien Rice
1. The Professo & La Fille Danse
2. Delicate
3. Coconut Skins
4. Fool
5. 9 Crimes
6. I Remember
7. Elephant
8. Insane
9. Accidental Babies
10. Cannonball
11. Woman Like A Man
12. Volcano
---bis---
13. Cold Water
14. The Blower’s Daughter
15. Cheers Darlin’

28-07-2012 - visite: 2613

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