Feb 26 2011
L'iniziativa promossa da ArchiBiblio e Gruppo del Tasso

Fred Vargas. Ma chi è Fred Vargas? Innanzitutto è una scrittrice di gialli, donna quindi, sebbene il suo pseudonimo possa trarre in inganno.
Si è svolto il 24 febbraio un incontro su di lei presso il teatro anatomico della biblioteca Ariostea in collaborazione con il Gruppo del Tasso, associazione culturale di studenti. Quest’incontro non ha particolarmente illuminato su chi sia Fred Vargas, ma poco importa perché, se è vero che gli scrittori sono ciò che scrivono, allora dev’essere veramente una donna divertente, misteriosa, affascinante. Io non ho mai letto nulla di Fred Vargas, ma vi garantisco, cari lettori, che mi è venuta proprio voglia di farlo. Dunque dicevo: il teatro anatomico. Le gradinate erano fitte fitte di gente diversissima: il signore che sembrava un contadino, la maestrina, una cantante country, la signora del 'vorrei ma non posso' e c’era uno che mi ricordava Indiana Jones però quando era vestito da professore. Insomma, c’erano proprio tanti tipi di persona. Tutti lì per sentire qualcosa in più su questi romanzi.
Da quel che ho capito, è la storia di una squadra anti-crimine parigina dove spiccano per la loro personalità Camille, Adamsberg, Danglard, e Veyrenc. I relatori si divertivano a leggere recitando la parte che meglio si addiceva loro: erano Alberto Amorelli, Silvia Lambertini e Alessandro Tagliati.
Lei, Camille: definita come la donna di cui tutti potrebbero innamorarsi, bella, sveglia, una donna “essenziale-totale”, sempre sull’orlo di fuggire via da se stessa, in preda agli impulsi di donna libera.
Lui, Adamsberg (che già mi piace): è il poliziotto che non indaga, aspetta. Aspetta che le buone idee sorgano da sole perché non è lui che pensa le cose, ma sono le cose che pensano a lui e lui non deve far altro che decidere come impiegare il tempo nell’attesa dell’intuizione del vero poliziotto: bere birra nel pub irlandese dove lo rilassa il fatto di non capire una parola di inglese, camminare avanti e indietro, scarabocchiare, lasciare che la mente fantastichi libera. Non è pronto per una storia con Camille, la lascia sempre scappare, e lei sempre ritorna. Alessandro Tagliati, il relatore che lo impersonava, per darvi un’idea, indossava due orologi che rappresentavano lui e Camille: lei sempre avanti, lui sempre indietro e non importa quale sia l’ora giusta, quello che importa è che lui percorre sempre i suoi passi.
Danglard è invece l’ispettore capo, il “padre” di Adamsberg: lui stesso dice al figlio, come consiglio di vita: «Come cavarsela quando non capisci niente? Chiama Danglard» Famigerato bevitore, del gruppo è quello più intelligente, serio, reale. Veyrenc è il contraltare di Adamsberg, è il nuovo acquisto della squadra. Lo odia per un motivo che, per nostra fortuna, non è stato rivelato e lo attacca laddove lo sa più debole: Camille. Adamsberg è forse il personaggio più intrigante, è stato fatto anche un fumetto su di lui. L’intervento di una signora è stato puntuale su questo: è il tipo di persona che usa solo l’emisfero destro del cervello, quello della creatività, dell’irrazionalità e della memoria dell’infanzia e per questo lo stile fumettistico è adatto al personaggio. Un’altra signora a questo si è indignata dicendo che Adamsberg non era un bambino, anzi, a volte è fin troppo vecchio per la sua età, è il tipo di uomo a cui, cito testualmente, “affiderebbe la sua vita”.
Quello che mi ha colpito è che le persone erano completamente immerse nel mondo creato da Fred Vargas ed è stato bello farsi coinvolgere dal loro entusiasmo: ridevano, recitavano e citavano e, soprattutto, non vedevano l’ora che uscisse un nuovo episodio della vicenda. Non so se siete il tipo di persona che si fida se c’è una quantità di persone a cui piace la stessa cosa, non so nemmeno io se lo sono, però quello che ho sentito era che a questa gente piace davvero leggere. A me piace leggere; e leggerò. P ALIGN>
Scritto da: Gloria Dalla Vecchia
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