Aug 14 2010
Doppia mostra alla Rocca sul lago
Dove si trovava e perché fu così importante la "via delle anime" ? per rispondere a questa domanda dobbiamo recarci nella città di Riva del Garda e osservare una delle vie che tracciano un asse nord sud, l'odierna via Marone, che termina con un capitello che la tradizione locale ha chiamato "capitello delle anime": è proprio lungo questa via che sono stati rinvenuti una serie di reperti archeologici, prevalentemente relativi a sepolture, che quest'estate sono diventate protagoniste dell'ultimo evento espositivo presso il museo civico MAG, presso la Rocca sul lago.
Il tema principale è dunque la morte e l'atteggiamento verso di essa che svilupparono le antiche popolazioni di queste terre: al centro del percorso troviamo dunque oggetti di vario tipo, recipienti e monili provenienti da una ventina di corredi tombali databili fra il primo e il quarto secolo d.C.
Va ricordato che il territorio di Riva del Garda è, insieme all'antica Tridentum, quello archeologicamente più significativo dell'intero Trentino: la ricchezza, varietà e originalità dei reperti rinvenuti sta a testimoniare questa caratteristica peculiare, per una mostra che svela aspetti significativi ancora poco esplorati relativi alla storia di questi territori, oltre a presentare oggetti di scuro fascino e valore che non mancheranno di registrare commenti positivi tra gli appassionati di archeologia e non solo.
Alla stessa maniera, spostandoci alle sale superiori, non potrà non colpirci la rassegna selezionata e proposta dal fotografo Roger Ballen: "Storie" sceglie come punto di partenza le suggestioni di precedenti cicli quali Outland, Shadow Chambers e Boarding Houses per rielaborarli attraverso una commistione e accostamento di temi mai banali.
Procedendo per approcci soggettivi spiccatamente espressionisti, le creazioni fotografiche di Ballen ci appaiono cariche di teatralità, costruendosi su composizioni di soggetti umani, animali e contesti artefatti, rivisitati in bianco e nero. Il fascino che esercitano sull'osservatore stanno però non sulla disposizione scenica, ma bensì sulla crudezza dei temi e sulla bruttezza che talvolta sfocia nella repulsione verso ciò che percepiamo non corrispondente ai nostri canoni: non c'è dubbio infatti che lo shock che provocano sia parte integrante e anzi vero e proprio perno insostituibile dell'attrazione, positiva o negativa che sia, che esercitano sui visitatori e osservatori che passeranno alla Rocca di Riva del Garda.
Scritto da: Guido Cagnoni
Data: 14-08-2010
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