Sep 22 2008
Montagne di rifiuti, scarti, spazzatura…è la cultura del trash che oggi sembra invadere la società contemporanea. Trash come eccesso, come consumismo portato all’esasperazione. I consumi crescono e gli spazi per gli scarti si riducono e le città soffocano, spesso in preda a strani meccanismi di “smaltimento” senza soluzioni positive. Siamo tutti clienti affezionati dei supermercati dell’usa e getta. Selezionare, comprare, buttare via.
La gestione dei rifiuti è un problema percepibile ovunque a livello ambientale, ma piccole strategie quotidiane possono aiutare a prevenire gli sprechi.
Nuove espressioni artistiche e stili musicali si stanno sviluppando nel tentativo di dare un valore originale al riciclaggio e rendere i rifiuti esteticamente utili.
Il rifiuto è stato spesso concepito come oggetto artistico. Basta pensare ai linguaggi della pop art che hanno trasformato semplici oggetti quotidiani in opere d’arte, per rendersi conto come i prodotti di consumo, anche quelli più kitsch e i loro scarti, possono essere riutilizzati per creare nuove forme artistiche. Andy Warhol diceva: Gli scarti sono probabilmente brutte cose, ma se riesci a lavorarci un po’ sopra e renderle belle o almeno interessanti, c’è molto meno spreco. I ready-made di Duchamp, la merda d’artista di Manzoni, la retrospettiva di Vittorio Sgarbi sugli escrementi in arte, sono solo degli esempi di come il rifiuto possa diventare arte.
Il gruppo RifiutArti si occupa di realizzare performance artistiche ed esperimenti di video-arte per riflettere sugli atteggiamenti consumistici, per recuperare i rifiuti come oggetti di memoria e come fonte per ricostruire qualcos’altro, per acquisire nuovi significati. Gli scarti sono materiali prediletti anche da molti artisti che si occupano di street art: un esempio la trolley art di Emiliano Rubinacci che ha costruito una particolare scultura assemblando carrelli della spesa da cui spuntano trolley rovesciati. Navigando nel sito www.riciclarte.it si possono scoprire i nomi di numerosi artisti contemporanei che hanno aderito alla nuova tendenza dell’arte del riciclaggio, ognuno con la propria personale capacità e creatività di reinventare con stili e materiali diversi.
I rifiuti possono diventare anche strumenti musicali. Divertenti sono quelli dei “Riciclato Circo Musicale”, un gruppo bizzarro composto da tre musicisti e un fonico che ha messo in piedi una vera e propria orchestra di rifiuti solidi urbani. Il risultato è un mix di ritmi originali e coinvolgenti che si ispirano alle culture tribali e popolari, realizzando confluenze di suoni innovativi, dalla Word Music al Trip Hop, dal Rock alla Techno. Il pubblico è chiamato a partecipare al delirio musicale con bottiglie di plastica, bicchieri di latta e vari oggetti di scarto, incitato dal motto: Non buttate via niente, suonate!!. (www.riciclatocircomusicale.it)
La cultura del trash e il sovraccarico di rifiuti incombe, ma qualche tentativo di ribellione sarebbe opportuno da parte di tutti, a cominciare dalla raccolta differenziata fino a restituire una nuova identità a ciò che si pensa sia destinato solo ai cassonetti. Per chi fosse interessato e incuriosito, può consultare i siti internet: www.eco-riciclo.it o www.rifiutilab.it che si occupano di scambio e gestione di rifiuti.
Scritto da: Adelina Zarlenga
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Michelangelo AntonioniMi sono fatto da solo. Credo di aver avuto per maestri i miei occhi.
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