La speranza è un sogno ad occhi aperti

Aristotele
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May 08 2008

Quasi gol

di Fabio Zecchi

Lo sport di Occhiaperti.net

Quasi gol - Lo sport di Occhiaperti.net

Negli anni Trenta la radio di stato faceva risuonare la voce decisa e pungente di Nicolò Carosio. Il più celebre radiocronista dell'epoca faceva palpitare gli sportivi all'ascolto con la sua imprescindibile dovizia di particolari: "GOL! No quasi gol, perchè il pallone ha quasi sfiorato il palo della porta".
In quella precisazione tardiva (seppure tempestiva) è racchiusa buona parte dell'anima dello sport, formata da centimetri che delimitano il confine sottile tra caso e destino, vittoria e sconfitta, gioia e dolore, tutto e niente. Centimetri da occupare, conquistare, cedere e liberare sono disseminati in ogni storia che lo sport continua a saper proporre, nonostante tutto, e che a noi spettatori non manca mai la voglia di assistere, per poter poi raccontare.

Quasi gol è la sezione di Occhiaperti.net dedicata allo sport. Se la cronaca e gli eventi si susseguono veloci, ed è ormai impossibile rincorrere la pioggia di numeri e risultati, c'è ancora spazio per provare a capire e spiegare che cosa rappresenta lo sport oggi, in tutte le sue facce e in ogni sua dimensione. Dal palasport di provincia al campo di una finale mondiale, è sempre questione di centimetri.

Prima di essere esibizione e banchetto, lo sport era epopea. Articolo di giornale che ti macchia di inchiostro le dita. Un rosario di nomi impronunciabili e di facce strapaesane. Un urto di bandiere, il corpo della nazione, un odio private e irriducibile. Il dilettantismo come stagione della vita. La foto in bianco e nero del trionfo; e l'istantanea della tragedia. La squalifica di Dorando Pietri. La nuvola di fumo delle Mille Miglia. Il pavè bagnato del Tour che riflette un cielo cupo. E, alla fine, il ritorno del reduce che a quell'epopea aveva assistito. Sulla curva del Galibier, sulle nevi di Chamonix, sugli spalti di San Siro. La leggenda di un campione, ma anche di chi lo aveva visto.
Lo sport era una cosa lontana. Unica. Irripetibile, di cui nessuno metteva in dubbio l'autenticità. Era un'azione che provocava un'altra azione. E richiedeva una distanza, un tempo, un giorno consacrato.


(Tratto da "Lo sport e la poetica degli oggetti", articolo su Velvet - Repubblica, di Fabio Stassi)

Scritto da: Fabio Zecchi

Data: 08-05-2008

 

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Mi sono fatto da solo. Credo di aver avuto per maestri i miei occhi.

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