Dec 24 2007

A sei anni sfogliai il mio primo catalogo d'arte e poco più tardi mi iscrissero in prima elementare.
Fin da subito iniziai a decorare i miei quadernoni a quadri grandi con insolite e coloratissime cornicette e poco più tardi, la ripetizione infinita dell'alfabeto in stampatello e corsivo lasciò spazio a disegni a tutta pagina: io, mamma e papà, la nostra casa, una sottile linea azzurra-cielo e un tondo giallo comparivamo a più riprese in quello che la maestra si ostinava a ripetermi era un quaderno scolastico e non un album da disegno. E per vendetta anche la maestra finiva nel mio quaderno. E i suoi capelli ricci parevano una leggera nuvola posata sopra la testa.
Alle scuole medie un miraggio: educazione artistica. Materia di poco conto, secondo alcuni, mi diede per tre anni grosse soddisfazioni. Ricordo con piacere le numerose tecniche apprese, i lunghi pomeriggi trascorsi tra acquarelli, china scura, cartoncini ruvidi e colori a cera. Nel frattempo mio padre dipingeva ed illustrava racconti: donne dal collo infinitamente lungo e dal volto triste, girasoli, case solitarie ed interni illuminati da luce fioca stimolavano la mia mente (e i miei sogni).
Al Liceo, abbandonati fogli e colori, mi tuffai a capofitto tra le pagine lucide e patinate del manuale di Storia dell'Arte e forse soltanto in quel momento mi resi conto della passione che nutrivo per il colore, le forme, i segni indecifrabili. Mi conquistarono dapprima il passato e i suoi Maestri, in particolare il Rinascimento, la cupezza di Bruegel e l'armonia di Botticelli. Poi l'impressionismo e in particolare Cézanne, autentico pioniere del nuovo. L'espressionismo mi colse di sorpresa e soltanto allora capii la mia propensione per la soggettività e rifiutai il manierismo, l'en plein air, la realtà. Kokoschka e Schiele mi portarono con loro nelle tenebre e nel buio scovai la luce. Appresi come soltanto il malessere e il tormento potessero dar vita ad opere d'arte davvero autentiche, sincere, ricche di pathos. Mi stupirono le avanguardie artistiche e lentamente, attraverso Burri, Manzoni, Pollock, Dubuffet e Bacon arrivai a decifrare la contemporaneità.
Attraverso arteaparte racconterò l'arte contemporanea, nel tentativo di tessere una trama tra protagonisti, eventi, correnti artistiche e soprattutto soffermandomi ad osservare quelle zone di confine, dove le arti visive s'incontrano e danno vita ad esperienze e progetti altamente creativi ed entusiasmanti. Un filo unirà arte, moda e design; si formeranno nodi, grovigli inestricabili che pazientemente proverò a districare. Dorfles scrisse che un messaggio offre il massimo d'informazione quando la sua inaspettatezza ed imprevidibiltà, ci procura il massimo piacere. Io andrò in cerca di quell' inaspettatezza, di quell' imprevedibilità. O almeno ci proverò.
_ARTEAPARTE SI ARTICOLA IN TRE SEZIONI: ARTE CONTEMPORANEA, MODA E DESIGN, NON DI SOLA ARTE.
_LA SEZIONE MAX50KM, A CURA DI ELENA CAMONI, RAPPRESENTA UN FOCUS SU FERRARA E BOLOGNA.
_photo by cristiano guerri
Scritto da: Saul Marcadent
Data: 24-12-2007
Con Antonio Caporilli ai Magazzini Generali
di Redazione, 08-09-2010
Dal 4 al 15 Ottobre dalle 20,30 alle 22,30 ai Magazzini Generali
di Redazione, 08-09-2010
Al Teatro Nuovo di Ferrara Sabato 23 Ottobre alle 21:00
di , 08-09-2010
Art Spiegelman
di Sara Gradoni, 02-09-2010
Mostra fotografica di Cinzia Campana
di comunicato, 02-09-2010
1-2-3 ottobre in Provincia di Viterbo
di comunicato stampa, 02-09-2010
Visite: 104911 - crediti - redattori
Comune di Ferrara
Assessorato alle Politiche per i Giovani
Reg. n. 05/2004 Tribunale di Ferrara
Michelangelo AntonioniMi sono fatto da solo. Credo di aver avuto per maestri i miei occhi.
Powered with CMS Priscilla by ^____^ - XHTML/CSS Design by petraplatz