May 24 2006
La capitale del Nord Irlanda
And the battles just begun. Theres many lost, but tell me who has won.
The trench is dug within our hearts. And mothers, children, brothers, sisters torn apart.Sunday, bloody sunday. Sunday, bloody sunday. How long...How long must we sing this song? How long? How long...cause tonight...we can be as one. Tonight...Tonight... (U2 Sunday Bloody Sunday)
Sono stata a Belfast gia’ tre volte, ma mi decido a scriverne soltanto adesso.
Non senza fatica, perche’ questa citta’, con il suo aspetto dolente, non mi ha lasciato ricordi abbastanza belli da poterli fermare sulla carta, riprendere con la tastiera e condividere con voi.
Non si puo’ certo considerare una citta’ povera di arte o di attrazioni: basta passeggiare per i Docks per sentirsi vicini alla leggenda del Titanic, che fu costruito proprio qui; se invece ci si vuole tuffare in un giro di shopping, basta recarsi nei negozi del centro; mentre se si ha voglia di visitare un museo si puo’ scegliere quello di Storia Naturale nella zona universitaria, un affascinante edificio moderno, circondato da serre stupende ed orti botanici.
Si puo’ sostare presso la City Hall, sede dell’amministrazione cittadina, pomposo edificio la cui forma ricorda quella di una wedding cake, ossia una torta di nozze a piu’ strati.
Si puo’ passeggiare per College Square, raggiungere la Opera House oppure recarsi da Tesco – il corrispondente della Coop, solo che qui si trova all’interno della Provincial Bank, che e’ un edificio storico con tanto di decorazioni dorate e soffitti a cassettoni.
Insomma i luoghi da visitare non mancano, in alternativa si puo’ restare in un pub e sorseggiare dell’ottimo irish coffee, o semplicemente scegliere una gustosa cheesecake in un bar del centro.
Ma se si decide di prendere un taxi, per fare il giro dei murales storici della citta’, e se si ascolta attentamente il tassista, che racconta di guerre tra concittadini, molotov lanciate nei vicoli, rancori covati per anni, scioperi della fame, solchi incolmabili tra abitanti dello stesso suolo, ecco che Belfast assume un volto nuovo, che mi fa pensare a quella raccolta di Goya che ho studiato a scuola, acquaforte e acquatinta, ma il titolo qual e’?
Ora ricordo, “Il sonno della ragione genera mostri”.
Nulla di piu’ appropriato per descrivere i murales lealisti di Shankill Road, in cui si celebrano i martiri di parte protestante, membri della U.F.F., ossia gli Ulster Freedom Fighters – ebbene si’, l’I.R.A. ha una controparte altrettanto agguerrita e “arrabbiata”.
Nulla di piu’appropriato per descrivere la peace line, una sorta di recinzione eretta a dividere nettamente la parte cattolica della citta’ da quella protestante, una recinzione cosi’ vicina alle case, che la si puo’ quasi toccare stando ai balconi, alle finestre: da’ la sensazione di essere in gabbia.

I murales cattolici non sono da meno, celebrano Bobby Sands e gli eroi morti durante lo sciopero della fame: “Our revenge will be the laughter of our children”, era il suo motto; resta pero’da vedere quanti bambini possano sorridere davvero, in un clima di terrore e di pressione continua come quello che si respira in questa citta’, appena usciti dall’area piu’ turisticizzata e, solo in apparenza, tranquilla.
Spero che tutto questo possa cambiare, spero in un futuro migliore, senza piu’ recinzioni ne’ mostri.
foto di Francesco Tavernini
Scritto da: Irene Galvani
Data: 24-05-2006
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Michelangelo AntonioniMi sono fatto da solo. Credo di aver avuto per maestri i miei occhi.
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