La speranza è un sogno ad occhi aperti

Aristotele
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Mar 28 2006

Ferrara Musica

Da Andrea Bixio a Tom Jones

di Matteo Musacci

Max Raabe e Das Palast Orchester

A vederla così, “Das Palast orchestre” sembra uscita da un film in bianco e nero, in quell’epoca in cui le gambe di Marlene Dietrich facevano impazzire tutto il mondo, in quell’epoca in cui i regimi totalitari stavano iniziando il loro processo di devastazione totale. Una storia crudele, che Max Raabe (il geniale cantante dell’orchestra) liquida con un “non m’importa”.
Non è disinteresse quello di Raabe, anzi, è pura ed altissima comicità; una comicità “formale”, che non fa scomporre minimamente il cantante imbellettato con un elegantissimo smoking.
Protagonista della serata è la musica degl’anni di cui sopra si è parlato: anni in cui la gente aveva voglia di divertirsi e forse anche di chiudere gli occhi su quel mondo così crudele che non lasciava spazio a nessuno. E così si susseguono valzer, rumbe, fox-trot, pezzi d’operetta, ballabili, ma anche canzonette italiane come Parlami d’amore Mariù e Mille lire al mese, per poi approdare al successo pop Sex bomb.
Pochi i componenti dell’orchestra, ma tutti pieni di risorse: ci troviamo davanti ad artisti poli-strumentisti, che passano dal clarinetto al sax, dal contrabbasso al basso tuba, dalla chitarra al violino ma al tempo stesso, artisti che fanno della musica un teatrino comico: e così abbiamo una canzone in cui gli strumentisti si cimentano ad armonizzare la melodia con dei semplici campanellini, e poi altri tre che, durante la canzone dei Tre porcellini si mettono un naso da porcellino e cantano in modo “bambinesco” la canzonetta, tutto questo senza mai scomporsi, mantenendo l’eleganza che era d’obbligo di quegl’anni (e se mi permettete, quell’eleganza che oggi non esiste più, purtroppo).
Ma il grande ed assoluto genio comico della serata è veramente Max Raabe, che presenta ogni brano in italiano, scatenando di volta in volta risate, e quel pubblico che nei concerti “standard” è sempre composto e silenzioso, in questo concerto si lascia andare, e così lo senti cantare, battere le mani e i piedi a ritmo di musica e ridere ridere ridere. Un pubblico che a fine concerto si lancia a comprare i cd e i dvd dell’orchestra, un pubblico che non dimenticherà così facilmente il concerto di ieri sera.

raabe

Scritto da: Matteo Musacci

Data: 28-03-2006

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