Sep 26 2005
Seconda edizione di ArteLibro
Il vero festeggiato era lui, il libro d’arte: oggetto del desiderio, prova d’autore, strumento di comunicazione e promozione, reperto storico e tanto altro ancora.
Lo scorso weekend è andato in onda per così dire la seconda edizione di uno spettacolo che già al suo esordio aveva fatto gridare al successo, confermato anche quest’anno dal gran numero di visitatori, addetti ai lavori, appassionati e semplici curiosi che hanno calcato le grandi sale all’interno di palazzo Re Enzo e del Podestà, dove erano collocati gli stands degli espositori, oltre che altri luoghi del centro storico scenario d’eccezione per incontri, conferenze, mostre tutte particolari, cioè di tutto quel contorno che ha reso così vivo e originale questa grande kermesse.
Un vero e proprio ordine di tutto quello che c’era potrebbe essere riduttivo, così come potrebbe suonare fin troppo verboso elencare tutti gli eventi che si sono succeduti nell’arco dei 4 giorni del festival da venerdì scorso a oggi: potrei allora partire dagli eventi che ho avuto la fortuna di vedere personalmente e da lì tracciare un itinerario per temi.
È un aula absidale di S.Lucia abbastanza piena a dare il benvenuto ai relatori dell’incontro pubblico sul libro d’arte in redazione, ovverosia l’arte della recensione e un certo qual libretto delle istruzioni per usarla: da una parte e dall’altra si sono succeduti interventi di alto spessore, con alcune battute davvero geniali, che hanno squarciato, per me e tanti altri redattori/pubblicisti/giornalisti o magari praticanti/appassionati quello che significa vivere le dinamiche di una redazione culturale di un giornale, il correre verso l’esclusiva, lo stare sui temi più interessanti per il grande pubblico, e il farsi programmare l’attività dalle grandi mostre, che ormai prosciugano le risorse e le energie, oltre che gli spazi sulle pagine di ogni redazione medio/grande.
Non di soli incontri per specialisti ha vissuto il festival: vi erano diverse mostre sparse per tante sedi diverse, tra cui quella sul libro d’artista nella nostra regione, allestita in modo sobrio nei saloni dell’archeologico: una panoramica curata da Barilli che non ha tralasciato nulla delle forme più originali prodotte dai nostri conterranei.
Altra componente è stata quella delle presentazioni al pubblico: da segnalare con una menzione particolare la nuova uscita di DamianiEditore dedicata al Brasile, un volume fotografico di Ralph Gibson, autore americano dal discreto italiano e anche piuttosto simpatico, a giudicare dalle due chiacchiere veloci che ho scambiato con lui allo stand della casa editrice poco prima della conferenza.
Questi erano beninteso alcuni flash colti dalla mia personale esperienza di un pomeriggio al festival, concluso da un rapido giro tra gli stand, dove spiccavano altro ai grandi nomi da sempre presenti nell’editoria di alto livello (e dei cataloghi di mostre sempre molto costosi) anche fondazioni culturali come la Ragghianti di Lucca con le sue nuove mostre in preparazione, le fondazioni bancarie, come quella della Carisbo che può fregiarsi della sede di S.Giorgio in Poggiale per le sue esposizioni, il gruppo FMR-Art’è con le sue creazioni di altissima elite e il suo ciclo di conferenze sul rapporto tra arte e fede giusto per citare alcuni estratti tra quelli che più mi hanno colpito.
Quanto manca al Settembre 2006 per vedere e partecipare alla prossima edizione ?
Scritto da: Guido Cagnoni
Data: 26-09-2005
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