Dec 23 2004
Stupore e riscoperta di opere quasi sconosciute
Come per tutte le città, anche la nostra ha avuto momenti di grande risalto e momenti di oblio: i ferraresi che conoscono la storia locale si ricorderanno probabilmente dell’anno 1598, quando il ducato estense si estinse o per meglio dire venne spostato nella vicina città di Modena, e anche del 1796, anno dell’invasione napoleonica: nel mezzo ben due secoli di storia in cui la nostra città non ritornò più ai livelli di ricchezza, potere e prestigio conquistati nel Rinascimento, un periodo da molti considerato oscuro, testimoniato anche dal fatto che ben pochi sono gli studi e gli approfondimenti su quei secoli, da molti erroneamente considerati secondari nella nostra storia.
Per fare luce su quanto di quel periodo è rimasto e sul significato che può avere avuto dal lato prettamente artistico è nata l’ultima fatica editoriale della fondazione Carife, intitolata “Scultura e scultori a Ferrara 1598-1797”.
Il risultato è ora un volume, recentemente presentato presso il ridotto del Teatro Comunale, curato da Berenice Giovannucci Vigi, che indaga ed esplora una produzione mai veramente considerata come di pregio ma che presenta inaspettatamente dei livelli qualitativi elevati.
Attraverso un censimento sulla statuaria
del patrimonio ecclesiastico si è giunti a ricreare un ideale percorso attraverso opere che divergono per modelli, economia, finalità, ma tutte sono accomunate dal carattere tipicamente locale e dal legame con il territorio.
Questo legame si esplicita nell’uso del cotto come materiale prevalente, seguito dal gesso, dalla cartapesta e dal legno, con un’assenza giustificata per il marmo, materia nobile, costosa, ma sopratutto presente e prodotta solo nelle zone montuose della penisola. Altri aspetti correlati agli studi compiuti per questo volume sono anche i tratti dello scultore dell’epoca, invero poco chiari a causa della mancanza di fonti riguardo chi faceva cosa nello specifico su ogni altare studiato.
Tra i punti rimasti in sospeso vanno ricordati la mancata presenza di statuaria monumentale proveniente da palazzi nobiliari: questa lacuna, dovuta a mancanza di tempo e modo, potrà diventare da qui a breve spunto per un nuovo volume, che insieme a questo appena pubblicato, dimostrerà una volta di più che la cultura a Ferrara non è finita nel 1598.
Scritto da: Guido Cagnoni
Data: 23-12-2004
Festival per uno stile di vita ecosostenibile
di Pasquale Matarazzo, 22-05-2013
Presentazione del volume a cura di Licia Vignotto e Giuseppe Malaspina
di Comunicato stampa, 20-05-2013
Le date dei concerti più interessanti del momento...
di Enrico Testi, 20-05-2013
Il profumo dell’occulto
di Sara Draghi, 19-05-2013
Laboratorio di scrittura creativa
di Comunicato stampa, 16-05-2013
Sala Civica Falcone e Borsellino
di Comunicato stampa, 15-05-2013
Visite: 2744 - crediti - redattori
Comune di Ferrara
Assessorato alle Politiche per i Giovani
Reg. n. 05/2004 Tribunale di Ferrara
Michelangelo AntonioniMi sono fatto da solo. Credo di aver avuto per maestri i miei occhi.
Powered with CMS Priscilla by ^____^ - XHTML/CSS Design by petraplatz
Condividi questa pagina: