Dec 14 2004
Televedere
Recita un detto: ogni pubblicità, anche la più negativa… è comunque pubblicità. Ormai lo sanno cani e porci. Di conseguenza, forse è stato meglio aspettare un po’ di tempo prima di scriverne, se ne è detto di tutto! Però, forse sarete così stanchi di sentirne parlare che chiuderete subito la pagina. Chissà...
Comunque, sembra essere finita... come la bonaccia alla fine della tempesta, così anche le nostre televisioni/giornali/pagine internet si sono acquietate. Ma vuoi vedere che la moda dura ancora un po’ e che le gemelle continueranno ad essere invitate da speranzosi epigoni delle maggiori trasmissioni di intrattenimento italiano?
Che fenomeni quelle due. Una dichiarazione qui, un balletto là, un cd da incidere… forse una candidatura in politica -proposta della Mussolini che probabilmente sa stare allo scherzo- …più o meno come quello che mi fa Word, programma testardo ma stranamente opportuno, che continua a correggere Lecciso con "Leccio"... definizione: “albero che ha chioma densa e tondeggiante e tronco poco slanciato, ricoperto da corteccia grigia..”
Ok ok, tralasciamo il sarcasmo -sennò si fa presto- perché vi assicuro che non è stato affatto divertente mettermi davanti alla TV con occhio clinico a guardare Loredana e Raffaella da Greggio/Venier/Cucuzza… Ho provato vergogna, sensazione sottile quanto fastidiosa –sia per loro(!) che per me, lì a guardare come un voyeur in attesa dell’osceno (magari uno scivolone, un labbro che scoppia, un seno che fuoriesce…). Ma chi non l’ha fatto, almeno una volta??
Vergognarsi, intendo. Allora forse è per superare la vergogna che le pagine Internet, arrivate fino a 3.710 se si cerca “sorelle Lecciso” e a 2.710 per “Le Lecciso”, sono esplose e per TV e sui giornali sono state avanzate tante belle teorie?
Lecciso, Lecciso, Lecciso, il “fenomeno mediatico di questo autunno” che ha messo a nudo difetti e pochezza del sistema televisivo e della platea italiana. E chiunque, fosse esperto oppure no, ha sostenuto la consueta teoria del popolo che “bove era e bove resta”, e che, anche quando criticato, schernito, umiliato, abbocca sempre, orifizi spalancati e occhi vitrei per giorni e giorni. A questa interpretazione ci sto proprio poco. Rifiuto di credere alla solita zuppa del popolo bove che dagli anni 50, (o meglio forse, dagli anni 80…) si è trasformato in “pubblico” bove. Rifiuto anche di pensare però, che ci sia una strategia ben definita da parte dei media per farne un nuovo caso spettacolare… Proprio un bel quadro insomma, fra spettatori boccaloni e direttori di reti magna-magna, talent-scout e veline spodestate, non si sa più dove girarsi!
Soprattutto -ed è qui la novità del caso- quando sono i media stessi ad auto-denunciarsi (chiaro, criticandosi l’un con l’altro, ma comunque è un inizio) e nel contempo a criticare il “cliente”, sostenendo la propria e l’altrui superficialità. Spiazzante davvero, quasi quasi mi viene da dire che ci mancava solo quella! Costruire un caso basato sul nulla, per poi costruirne un altro, perché se ne è costruito uno! Pensateci un po'! Cervellotico, paradossale, diabolico!!
...ci fosse qualcuno da incolpare...
Scritto da: Maria Bonfiglioli
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