Per chi ama lasciarsi impressionare...
di Clas
Non posso dire con serenità che questo è un bell'album, ma mi piace, e mi piace perché mi disturba. Non è un'opera "facile", immediata al primo ascolto, su questo non ci sono dubbi; ma è comunque il caso di parlarne.
Nel precedente The Director's Cut (2001, Ipecac, secondo lavoro dopo Amenaza Al Mundo del 1998), Mike Patton, Buzz Osborne (Melvins), Dave Lombardo e Trevor Dunn rivisitavano in chiave metal-apocalittico alcuni brani mitici del cinema horror e già si capiva che cosa bolliva in pentola.
Partiamo dal booklet di Delìrivm Còrdia: il colore dominante è il nero, sulla copertina le mani incrociate di un chirurgo, all'interno si susseguono raccapriccianti fotografie di operazioni chirurgiche tratte dal libro The Sacred Heart di Max Aguilera; alcuni titoli delle immagini? Irrigating wound before closing, Organ donation for cornea transplant…non mi sembra il caso di continuare. Questa ambientazione “medica” ricorda A Chance To Cut Is A Chance To Cure dei Matmos, album quasi interamente composto registrando suoni e rumori dalle sale operatorie. Sul retro del cd si legge questa citazione: Like the surgeon, the composer slashes open the body of his fellow man, removes his eyes, empties his abdomen of organs, hangs him upon a hook holding up to the light all of the body's palpitating treasures sending a burst of light into it's innermost depths. Nulla da ridire, è proprio questo l’effetto dell’unica traccia da 74:19 minuti di Delìrivm Còrdia: una sensazione di sventramento, colmato di angoscia, appesantito da un’atmosfera di densa inquietudine.
Un cuore che pulsa rimbalza nel cervello, sospiri demoniaci e canti gregoriani introducono l’ascoltatore ad una dimensione apocalittica. Le voci utilizzate come suoni contribuiscono a questa colonna sonora dark-ambient creata recuperando anche rumori “on the street”, con un approccio simile alla musica industriale ma di maggior raffinatezza. Non un filo di luce penetra nella densa oscurità dai ritmi tribali, ancestrali e strazianti, a tratti scandita da vocalizzi acuti o profondi e spettrali, tra inquietanti accordi di pianoforte e scariche noise. Forse questo album potrà sembrare un’accozzaglia di suoni e credo sia necessaria della buona volontà per rilevare al suo interno un qualche tipo di filo conduttore; ma certo è che non si può negare ai Fantomas il coraggio di presentare un lavoro così estremo. Delìrivm Còrdia è un viaggio nell’oltretomba, un percorso attraverso gl’inferi, un’allucinazione perversa, un’esperienza dalla quale vi invito a lasciarvi avvolgere.
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