Cultura e Spettacoli

Un popolo di storie attraverso una finestra

Pueblo di Ascanio Celestini
di Giulia Tiozzo \ 28-01-2019 \ visite: 472
Ascanio Celestini
 
Lo spettacolo Pueblo, di Ascanio Celestini, è caratterizzato da un turbinio di parole che, narrate con estrema capacità, portano lo spettatore all’interno di una vicenda complessa.
I personaggi principali sono tre, tutti portatori con le loro storie di riflessioni socio-politiche molto attuali: La cassiera Violetta, costretta per il turno di lavoro a sostare seduta e a trattare tutti i clienti allo stesso modo, fa pensare che durante il lavoro, o più in generale in alcune situazioni della vita, è possibile perdere la propria identità; Domenica, nella sua quotidianità sembra essere una semplice barbona, ma, la scoperta della sua vicenda personale e dei motivi per cui è ridotta così, ci fanno riflettere su chi siano i poveri oggi e su come dobbiamo rapportarci alle persone che incontriamo di cui non sappiamo la storia; Samir, il fidanzato di Domenica, ci invita a parlare del problema della dipendenza, toccando solo a latere la problematica dell’immigrazione, spesso troppo centrale ai nostri giorni.
Le storie di questo mondo così drammatico, sono raccontate, o meglio immaginate, da dentro una casa, viste attraverso una finestra. La pioggia, elemento naturale, richiamo delle lacrime e della tristezza, viene usata come espediente rivelatore di ciò che sta dall’altra parte della strada, all’interno della casa di Violetta, guidatrice della storia nella sua prima e ultima parte.
L’elemento della televisione viene preso in considerazione nel finale della vicenda e sembra quasi riportare ad un interno che ci conduce fuori, ma senza immaginare, facendo vedere solo quello che vuole.

Ascanio Celestini

Celestini si dimostra un narratore molto abile anche se, nell’economia dello spettacolo, sembrano inutili e fuorvianti le battute, le barzellette e l’interazione con il pubblico, momenti che certamente stemperano la tensione, ma allontanano anche da una storia che merita di essere narrata senza interruzioni.
La scenografia e le luci sono ben integrate nella narrazione, al pari della musica e delle canzoni che forse meriterebbero anche più spazio in quanto portatrici di sentimenti forti.
Per immaginare basta stare nelle nostre case, ma lo scontro con la realtà è subito fuori da esse e a volte vale la pena aprire la finestra per accorgersene.
 

 
Foto tratte dal sito del Teatro Comunale di Ferrara, di Piero Tauro
 

    Condividi questa pagina:

Altri articoli in Cultura e Spettacoli