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SPALtopia, episodio 3: SPAL-Chievo

Se una partita fosse pura questione di immaginazione
di Alessandro Orlandin \ 15-12-2018 \ visite: 374
spal esultanza costa
In un calcio inaridito dal tatticismo e brutalizzato dagli algoritmi, è bello pensare di poter scatenare ancora l'immaginazione. Quella che da bambini ci portava a vederci dentro stadi stracolmi con compagni straordinariamente talentuosi, mentre invece eravamo a due metri dal cancello di casa, da soli e con due pietre a delimitare i pali di una porta più virtuale che reale. Il lavoro di giornalista sportivo porta più a raccontare che ad immaginare. Al massimo si finisce col pronosticare, che però è una cosa diversa. 
E se invece provassimo a disegnare degli scenari, come se le partite fossero pagine di libri ancora da scrivere?

Puntata #3 / 16^ di campionato / SPAL-Chievo
UTOPIA
(u-to-pì-a; Quanto costituisce l'oggetto di un'aspirazione ideale non suscettibile di realizzazione pratica)
Ancora una volta la vigilia di uno scontro diretto viene caricata dalle aspettative interne ed esterne: la vittoria manca ormai da due mesi e c'è un passo salvezza da mantenere per evitare di scivolare troppo vicino a un Bologna impantanato. La tensione nel prepartita è più penetrante della nebbia che verso sera avvolge la città in questo periodo dell'anno. Eppure la SPAL spiazza tutti, decidendo di affrontare la partita in maniera spregiudicata fin dall'inizio, senza i calcoli del primo tempo di SPAL-Frosinone e senza i balbettii difensivi di SPAL-Empoli. I biancazzurri manovrano con velocità, vanno in verticale ogni volta che possono e mettono immediatamente in difficoltà l'eterno Sorrentino con un paio di conclusioni di Petagna e Antenucci. Dieci minuti e la SPAL è già avanti: pallone tra le linee di Kurtic per Antenucci, controllo del capitano e destro preciso, rasoterra, sul secondo palo, dove il portiere non può allungarsi. Il Chievo, che si aspettava un confronto a ritmi bassi, deve riorganizzarsi e provare qualcosa di più del lancio lungo su Stepinski e Pellissier nella speranza che accada qualcosa. Birsa prova a cucire qualcosa sulla trequarti, il trio difensivo Cionek-Vicari-Felipe però è quello scintillante visto nella partita con l'Atalanta e là dietro non passa neanche una zanzara. Giaccherini viene tenuto a bada da Missiroli e così Gomis passa la maggior parte del tempo a immaginare cosa avrebbe potuto mangiare per pranzo, anziché prendere freddo mentre è inquadrato dalle telecamere di DAZN. Pur col risultato ancora in bilico, Semplici fa una mossa coraggiosa all'intervallo: fuori Schiattarella, dentro Valdifiori per provare a verticalizzare ulteriormente l'azione, a fronte di un Chievo che dovrà per forza sbilanciarsi più del dovuto. L'idea si rivela brillante: l'ex Empoli sfodera una prestazione degna dei giorni migliori e con un delizioso tocco di prima a ridosso dell'area smarca Lazzari, che lascia partire un diagonale imprendibile per Sorrentino. Dopo meno di un'ora la partita è in ghiaccio e gli spettri della rimonta in stile SPAL-Cagliari vengono spazzati via da un Vicari da 7,5 in pagella che annulla il vecchio leone Pellissier, comunque applaudito dal suo ex pubblico. Altri cambi: fuori Fares dentro Costa, giù Antenucci e spazio a Moncini. Lazzari a destra continua a mettere in imbarazzo Barba: all'83' un suo traversone supera il cuore dell'area e piomba sulla fascia opposta. Costa lo controlla, vince un rimpallo con Bani e batte Sorrentino per il punto del 3-0. Pippo prima fa un gesto di scuse ai suoi 100 ex tifosi in curva ospiti e poi mette il pallone sotto la maglia, per festeggiare l'imminente paternità. La SPAL sale a 18 punti in una giornata in cui il Bologna è travolto a domicilio dal Milan (-7), l'Udinese torna a mani vuote da San Siro e il Genoa viene castigato di misura da un rediviva Roma.

DISTOPIA
(dis-to-pì-a; Contrario di utopia: la realtà massimamente indesiderabile)
La fobia dello scontro diretto ancora una volta presenta il conto. Di fronte ai 12mila del Mazza va in scena una partita dai contenuti tecnici poverissimi, in cui la SPAL prova a fare la partita ma si ritrova alle prese con un'inspiegabile senso d'insicurezza. Il Chievo se ne sta rintanato in trenta metri di campo davanti a Sorrentino, come lo studente che ha sbirciato il compito in classe del Frosinone e punta a replicarlo per prendere lo stesso voto. I biancazzurri muovono il pallone in ampiezza, in attesa del varco giusto, ma nessuno si prende la briga di crearlo con una giocata estemporanea, troppo preoccupato dall'idea di provare rischi eccessivi. Gli avversari ringraziano: tre linee compatte, Pellissier primo difensore col pressing su Vicari e Schiattarella nei momenti in cui l'azione prende il via dai piedi di Gomis. Kurtic e Radovanovic decidono di aggiornare la loro statistica sui tentativi da fuori area senza riuscire a impegnare i rispettivi portieri, Petagna ingaggia un duello di pura fisicità con Bani senza riuscire mai a districarsi. Lazzari sprinta, ma crossa addosso ai suoi dirimpettai, complici gli asfissianti raddoppi di marcatura; Fares sente il clima da derby e si intestardisce in azioni personali che portano a nulla. Il primo tempo va in archivio con uno 0-0 tutt'altro che memorabile, il pubblico rinuncia a fischiare, però mugugna il giusto, mentre dal cuore della curva arrivano cori d'incitamento. Il copione non cambia un granché nella ripresa: non che alle squadre vada bene il pareggio, è che proprio non ce la possono fare a prevalere una sull'altra. L'orologio interno degli abbonati di tribuna azzurra ticchetta, dopo dieci minuti si sentono i primi ululati: "Semplici! Cambia!"; "Metti una punta!", un rituale al quale tutti gli allenatori passati per Ferrara si sono più o meno dovuti abituare. Il mister però si limita a pensar male di loro e resta fedele al suo piano: d'altra parte quando non si può vincere bisogna accertarsi di non perdere. Quindi fuori Schiattarella e dentro Valdifiori, poi Antenucci per Paloschi e infine Valoti per Missiroli. Il finale se non altro è vivace: Gomis vola su un sinistro velenoso di Birsa, dall'altra parte un cross sbagliato di Fares colpisce la parte superiore della traversa. Fino a quando un rimpallo favorevole non mette Paloschi di fronte a Sorrentino: il 43 conosce il suo avversario da una vita e decide di saltarlo. Fatalmente si allarga troppo e al momento di liberare il destro manda la palla in curva. Finisce senza gol e con un altro pareggio, il terzo consecutivo. Solo che il Bologna riesce incredibilmente a vincere di pura fortuna contro un Milan ancora stordito dall'eliminazione europea e l'Udinese sbanca San Siro chiudendo la settimana d'inferno delle squadre milanesi. La SPAL si ritrova quart'ultima con soli due punti di vantaggio sul Bologna.

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