Arte e Letteratura

Courbet al Palazzo dei Diamanti: tra natura e passione

Courbet e la natura in mostra al Palazzo dei Diamanti
di Sara Govoni \ 24-09-2018 \ visite: 688
palazzo dei diamanti courbet

Sono pennellate di colore decise. Colore che diventa forma, forma che diventa paesaggio, e poi quella firma in contrasto, evidente, in un angolo, a siglare un’opera: questo è ciò racconta la mostra dedicata a Gustave Courbet al Palazzo dei Diamanti.

Un grande ritorno quello di Courbet che, dopo una cinquantina di anni, sbarca di nuovo in Italia, nelle preziose sale del Palazzo dei Diamanti, per una grande mostra dedicata alle sue opere tra le più rappresentative, i paesaggi e la natura.

Parliamo dei suoi paesaggi, quei luoghi che ha conosciuto durante la sua vita e con cui ha un particolare legame. Sono attimi del suo tempo raccontati sulla tela, come delle istantanee, catturate con quell’occhio fotografico che Courbet possedeva.

Impossibile non farsi trascinare dalla grande passione dei curatori francesi Dominique de Font-Réaulx, Isolde Pludermacher e Vincent Pomarèdeche durante l’anteprima per la stampa di venerdì 21 hanno fatto da guida agli ospiti presenti, raccontando tutto lo studio dietro alle opere di Gustave Courbet, raccontando la sua vita e gli aneddoti legati a questo grande protagonista della storia dell’arte, con una verve ed una passione che hanno lasciato incantati tutti gli ospiti presenti, e questo forse anche perché la lingua francese possiede un fascino quasi melodico che incanta tutti.

La mostra si suddivide in più sale, tutte dedicate ad aspetti specifici della pittura di Courbet e alla sua originalità nel rinnovare la pittura di paesaggio. Le opere dialogano con un allestimento particolare, volto a dare una cornice geografica ai luoghi presenti nei dipinti, tutti luoghi che, come detto in precedenza, raccontano attimi di vita di Gustave Courbet e raccontano i tratti del suo forte carattere.

Quella in mostra al Palazzo dei Diamanti non è una semplice retrospettiva, ma un viaggio nella vita del pittore e nella sua Francia, si passa così da un suo autoritratto giovanile a delle particolari “cartoline” direttamente dalla Franca Contea.

“Per dipingere un paesaggio, bisogna conoscerlo. Io conosco il mio paese, lo dipingo.”

Fanciulle  sulle  rive  della  Senna courbet
Fanciulle  sulle  rive  della  Senna  (estate),  1856-57Olio  su  tela,  cm  174  x  206  Parigi,  Petit  Palais,  Musée  des  Beaux-Arts  de  la  Ville  de  Paris

Le montagne, il fiume Loue e le sue valli, fino a passare ad un dialogo tra uomo e natura, dove il paesaggio, sempre protagonista delle sue opere, dialoga e si integra con le figure, soprattutto splendide donne raffigurate senza veli e senza ideologia, donne normali, reali e non per questo meno seducenti, anzi, di gran lunga molto più affascinati.
In fanciulle sulle rive della Senna, lo sguardo penetrante, vero, delle due ragazze distese, si rivolge all’osservatore sfondando la quarta parete: sembra che sappiano di essere guardate e sembrano compiaciute di questo. Il dipinto fu un verso scandalo per l’epoca e Courbet venne accusato di raffigurare delle ragazze di facili costumi per dirla in termini gentili, ma poco importa, perché questo dipinto fu ciò che ispirò tanti pittori e tanti impressionisti soprattutto, a dipingere lungo le rive della Senna.

Altra sala e nuova luce, i paesaggi di Courbet si tingono di quell’azzurro vivido tipico delle zone mediterranee. Si parla sempre di un importante aspetto della vita dell’artista, l’incontro con il ricco banchiere e collezionista Alfred Bruyas, che diventerà non solo suo mecenate ma anche caro amico. Il dipinto L’Incontro, meglio noto come Bonjour Monsieur Courbet, pone l’enfasi proprio sul rapporto con Bruyas.

L’onda courbet
L’onda,  1869  Olio  su  tela,  cm  65,6  x  92,4  Francoforte,  Städel  Museum,  Städelscher  Museums-Verein  e.V. 

Altro punto forte della mostra come anche della produzione pittorica di Courbet sono i paesaggi di mare, quelle grandi onde potenti che sembrano uscire fuori dalla cornice dal tanto che sembrano vere, l’incontro con l’oceano, con il mare in tempesta ma anche la quiete successiva, Courbet è stato in grado di immortalare il moto dell’acqua nelle sue diverse forme.

“Il bello è nella natura”
Volpe  nella  neve courbet
Volpe  nella  neve,  1860  Olio  su  tela,  cm  85,7  x  128   Dallas  Museum  of  Art,  Foundation  for  the  Arts  Collection,  Mrs.  John  B.  O’Hara  Fund

Le ultime sale della mostra al Palazzo dei Diamanti sono dedicate agli ultimi anni di vita del grande maestro, ai suoi anni in esilio in Svizzera e al suo sentimento quasi romantico nel raffigurare la natura.

Quello sguardo romantico unito alla voglia di sperimentare ed uscire dai canoni pittorici scorge compimento nell’ultima sala, dove paesaggio, scene di genere e raffigurazioni di animali trovano il loro connubio nelle opere dedicate alla caccia, frutto di uno studio molto approfondito in cui gli effetti di luce ed ombre comunicano con l’abilità nel raffigurare la profondità atmosferica e gli spazi.
Gli occhi neri e accessi della Volpe della Neve salutano il visitatore accompagnandolo alla conclusione della mostra.
Un percorso davvero approfondito che permette di scoprire gli aspetti più noti ma anche meno noti di Gustave Courbet, una retrospettiva frutto di grande passione e studio, una passione che si percepisce in ogni singola sala, in ogni singola opera, in ogni singola pennellata di colore.
 
courbet palazzo dei diamanti
Courbet e la natura
Al Palazzo dei Diamanti dal 22 settembre 2018 al 6 gennaio 2019
A cura di Dominique de Font-Réaulx, Barbara Guidi, Maria Luisa Pacelli, Isolde Pludermacher e Vincent Pomarède

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