Cultura e Spettacoli

Dietro le quinte di Ferrara Sotto Le Stelle

Intervista ad Elisa Giusti, presidentessa e direttrice artistica di Ferrara Sotto Le Stelle
di Elena Bracchi \ 25-06-2018 \ visite: 1938
Elisa Giusti Ferrara Sotto Le Stelle

Eccitatissima, paurosa, pensierosa, stressata.
Si definisce così Elisa Giusti, presidentessa e direttrice artistica di Ferrara Sotto Le Stelle, all’inizio di un festival che movimenta l’estate della città estense da ben ventitré anni.
Anche quest’anno la programmazione vanta nomi di tutto rispetto da The Breeders, LCD Soundsystem e Cosmo a Colapesce, Cigarettes After Sex e Kasabian per finire in bellezza. Bisogna sempre fare i conti con l’allerta meteo, ma i primi due concerti sono stati un vero successo e la stessa Elisa ne è ancora incredula. “Se anni fa mi avessero detto ‘Giusti, te diventerai la presidentessa di un festival che sarà un esempio virtuoso per tutti!’ non ci avrei mai creduto!”
Il merito è senz’altro di un modello organizzativo, quello di Ferrara Sotto Le Stelle, che tiene alla sicurezza dei concerti e ad una programmazione per tutti i gusti, oltre che a far conoscere la nostra bella Ferrara a livello internazionale. Ma cosa si nasconde dietro le quinte del festival? Elisa ce ne ha dato un assaggio con la sua energia travolgente!
 
Allora Elisa, come sta andando la ventitreesima edizione di Ferrara Sotto Le Stelle?
“Mi devo baciare i gomiti! Sono molto contenta della programmazione di quest'anno, ha mantenuto la sua trasversalità come tutti gli anni. Noi cerchiamo sempre di accontentare le diverse fasce di pubblico e mi sembra di essere riuscita nell'intento anche quest'anno. I primi due concerti sono andati molto bene, abbiamo scongiurato l'allerta meteo e ricevuto una buona risposta dal numero e dalla partecipazione del pubblico. Il prossimo concerto è quello di Cosmo e anche lì mi aspetto bei numeri.”
 
Quest’estate si è infatti rivelata un po’ pazzerella! Ma che si fa in caso di seria allerta meteo?
“Eh, è un tema molto delicato. Abbiamo due spazi, il Cortile del Castello e Piazza Castello. In Cortile il palco è scoperto, quindi la prima goccia d'acqua arriva addosso all'artista che sta suonando. Se non va ad inficiare l'attrezzatura, la sicurezza del pubblico e dell'artista il concerto continua, se diventa pericoloso viene sospeso e si rimborsano i biglietti. Purtroppo il piano B non c’è quasi mai per mancanza di spazi. Nel caso di LCD è stato diverso perché il palco di Piazza Castello è coperto e si sarebbe sospeso il concerto solo in caso di serio pericolo.”
 
Parlando proprio di LCD Soundsystem… Che magie avete fatto per portarli a Ferrara dopo otto anni dalla loro ultima data in Italia?
“Pensa che l’ultima volta avevano suonato proprio a Ferrara nel 2010 in Piazza Castello, poi per una serie di motivi la band si è sciolta. Durante la trattativa con l'agente, la proposta di Ferrara come location è stata accolta. Sai, non è solo la città che fa decidere l'artista, è la location, il castello estense, la capienza della piazza, la produzione, la fiducia della gente nel festival. Quando gli agenti vengono qua a fare concerti stanno tranquilli perché sanno che abbiamo un personale ed una situazione logistica tale da farli sentire in vacanza. Poi abbiamo Paolo Vettorello come direttore di produzione, ha una gran esperienza e con lui siamo in una botte di ferro.”
 
Quale è stato il percorso che ti ha portata a diventare presidentessa e direttrice artistica?
“Ho studiato Dams Musica dove mi sono avvicinata al mondo della classica, della lirica e dell'opera, che è una branca della musica che non mi era mai stata insegnata. Ma non era esattamente la mia strada. Alla specialistica ho scelto Economia per i Beni Culturali che mi ha dato la possibilità di fare un tirocinio nel 2011, proprio per Ferrara Sotto Le Stelle. Seguivo Paolo Vettorello e il suo assistente come segreteria di produzione e ho allestito i primi concerti. Nel 2012 ho continuato l’esperienza grazie al Servizio Civile, allo scadere del quale iniziava esattamente la produzione di Ferrara Sotto Le Stelle 2013 e lì sono rimasta. Successivamente non ho avuto modo di rimanere in associazione, perché dal punto di vista di produzione il lavoro è solo nei mesi clou, ossia maggio, giugno e luglio. Mi sono quindi trovata il mio lavoro di segreteria e ogni tanto facevo la responsabile promoter per i concerti in giro per l'Italia. Nel 2016 sono stata ricontattata da Bobo (Roberto Roversi), ex presidente, nonché uno dei miei mentori, per propormi di diventare l’assistente di Paolo. Allora avevo un lavoro part-time, che faccio ancora adesso, e che mi consentiva di giostrarmi con un altro lavoro. Alla fine dell’anno Bobo mi diede segnali che avrebbe dovuto lasciare la direzione per problemi lavorativi e ne ero disperata, credevo che non si sarebbe più fatto il festival senza di lui! Invece ad ottobre mi arrivò la proposta che ho accettato con un misto di timore e serietà. È un grosso impegno, ci sono tanti da aspetti da considerare, tra cui far quadrare i conti e realizzare una programmazione degna di nota utilizzando le risorse della regione.
Inoltre ho deciso di assumermi tutta la responsabilità della direzione artistica perché purtroppo certe decisioni bisogne prenderle al volo e non c’è tempo per consultarsi. Per fortuna i miei colleghi del direttivo e l’amministrazione comunale mi hanno sempre dato tanta fiducia e non è cosa da poco.”
 
Toglimi una curiosità, cosa fa una direttrice artistica?
“Principalmente deve studiare. Io sono una grande appassionata di musica, l'ascolto da quando ero bambina e mi sono creata il mio gusto. Però questo cartellone non rispecchia solo il mio gusto perché il festival deve essere di tutti. Quindi mi informo, leggo recensioni, ascolto una marea di dischi, guardo un po' i trend del momento, vado a tanti concerti, vedo il pubblico che facce fa quando vede l'artista, cerco di mischiarmi nell'ambiente per assorbire più informazioni possibili. Una volta che ho il mio bagaglio di conoscenza, mi consulto con gli agenti per capire quali siano gli artisti disponibili. In base alle possibilità economiche e logistiche cerchiamo di capire quale mix di artisti può fare un cartellone più completo ed eterogeneo, in modo da accontentare tutti.”
 
Che effetto ti fa essere la prima presidentessa donna di Ferrara Sotto Le Stelle?
“Sono contenta di essere la prima e spero di non essere l’ultima. In questo momento storico, l'Arci di Ferrara non è mai stato tanto popolato da donne - lo scorso 5 maggio Alice Bolognesi è infatti diventata presidentessa Arci. Non so come mai sia successo questo, se ci siamo tolti di dosso l’idea della donna che deve dedicarsi solo alla famiglia. È vero che bisogna fare tanti sacrifici nell’assumersi determinate responsabilità, ma vedo tante donne come me fare due lavori. Io sono per la parità dei sessi, credo fermamente che le capacità di una donna possa avercele anche un uomo e viceversa.”
 
Da questa chiacchierata con Elisa ne esco con la convinzione che il continuo successo di Ferrara Sotto Le Stelle è merito di chi, come lei, ci mette anima e corpo nel dare vita ad un festival per tutti. Grazie per portare sempre tante novità nella nostra Ferrara e soprattutto incrociamo le dita affinché anche questo festival continui a svolgersi al meglio!

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