Cultura e Spettacoli

Perchè Sanremo non è solo Sanremo

Cosa succede quando la tv e il web si incontrano
di Giulia Masoli \ 15-02-2018 \ visite: 844
festival di sanremo
Fotografia tratta da: "The Jackal" 

Alzi la mano chi non ha sentito, almeno una volta, parlare di Sanremo durante il mese di febbraio. Il festival, che ogni anno puntale ritorna a far parlare di sé, è un vero e proprio fenomeno mediatico che tiene impegnate per settimane e settimane non solo la televisione ma anche i giornali e sopratutto il web. E forse è stato questo l’anno in cui il fenomeno della convergenza tecnologica, ovvero la fusione di diverse forme di comunicazione, si è fatto maggiormente sentire ed è arrivato addirittura, come vedremo, a influire sulla gara in sé.

Ma partiamo dal caso più eclatante di fusione tra televisione e web che ha dato vita a quello che potremmo chiamare “fenomeno gnigni”. Tutto parte da un video dei The Jackal, un gruppo di youtuber napoletani che conta un forte seguito online, pubblicato su Facebook, nel quale viene inscenato il rapimento di uno dei conduttori, Pierfrancesco Favino. La trama è molto semplice: il gruppo ha rapito e rinchiuso Favino in una stanzetta buia con l’intenzione di sostituirlo nella conduzione con uno dei loro membri, ovvero Fru. L’obiettivo? Dare finalmente voce ai giovani che da anni sono costretti a guardare il programma senza poter intervenire e lanciare un messaggio totalmente privo di senso ma, a detta loro importante, ovvero “gnigni”. Così accade che, nel corso delle puntate siano moltissime le persone che pronunciano questa parola di colpo, lasciando interdetti i più: si va da Favino stesso, a Michelle Hunziker, ai Negramaro fino al direttore d’orchestra Beppe Vessicchio. Nel mentre su Facebook si susseguono nuovi video nei quali vengono mostrati da un lato un Favino sofferente per la brutta figura che il suo alter ego gli sta facendo fare e dall’altro i The Jackal felici per essere riusciti a portare il loro amico sul palco. E il tutto si conclude con un grande colpo di scena: in realtà Fru (l’alter ego di Favino) non è veramente Fru ma è, nientemeno che, Pippo Baudo, il quale afferma di essere l’unico in grado di saper veramente presentare il Festival.
Insomma: un piano architettato alla perfezione che, una volta divenuto virale sul web per le migliaia di condivisioni, grazie alla commistione tra questi due mezzi apparentemente distanti e alla collaborazione dei protagonisti del mondo dello spettacolo, ha fatto sì che moltissime persone, giovani sopratutto, si interessassero all’universo Sanremo.

Ma non è questo l’unico elemento che ha permesso ai due mezzi di andare a braccetto. Durante la prima serata, infatti, la conduttrice Michelle Hunziker, parlando del fenomeno dei social network, ha intervistato casualmente una spettatrice della platea, la quale, dopo aver affermato di usare Facebook e Instagram, ha deciso spontaneamente di pronunciare il suo nome utente. La signora, Rosa Trio, che prima di questa intervista contava circa 1000 followers, ha visto il proprio profilo “esplodere” in pochissimi minuti. Moltissime persone, in diretta, spinti da curiosità, sono andati a cercare la signora in questione facendo sì che in meno di 24 ore raggiungesse circa i 30 mila followers. Ovviamente Rosa Trio non poteva immaginare un tale successo improvviso ma ha saputo gestirlo al meglio e ha deciso di “sfruttare” la sua popolarità momentanea per parlare di un argomento a lei molto caro: la lotta contro il cancro. La dimostrazione che molto spesso Internet, se usato nella maniera corretta, può essere usato anche per fare del bene.

Infine, il pubblico del web ha avuto un ruolo fondamentale anche nel caso di presunto plagio della canzone che poi ha primeggiato su tutte le altre ovvero “Non mi avete fatto niente” interpretata da Ermal Meta e Fabrizio Moro. Non appena esploso lo scandalo decine di video contenenti le due canzoni incriminate sono stati prontamente pubblicati su Youtube e sono rimasti in tendenza per moltissimo tempo. E sotto questi video sono stati migliaia i commenti di sdegno nei confronti della Rai e della possibilità di squalifica che aleggiava. Una sorta di ribellione popolare online che, in parte, non è difficile credere che abbia influito sulla decisione finale della commissione.
Insomma, il web oramai è entrato prepotentemente nel mondo televisivo e, seppur nella sua lontananza e diversità, riesce a influire su di esso. I confini sono sempre più sfumati e gli effetti della convergenza sono sotto gli occhi di tutti noi e Sanremo è solo uno dei casi più evidenti. 

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