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SUP, il nuovo sport delle spiagge

Un amante e praticante di SUP racconta del successo di questo sport
di Elena Bracchi \ 12-02-2018 \ visite: 1639
SUP
Foto di Alessandro Giovagnoni 

Tra le varianti del surf esiste lo Stand Up Paddle (SUP) in cui si sta in piedi su una tavola simile al surf ma con maggior volume per sostenere il peso dell’atleta ed utilizzando una pagaia apposita per la propulsione. Le origini di questo sport sono lontane: stando infatti alle analisi degli esploratori, i polinesiani costruivano piccole imbarcazioni rudimentali che permettessero di navigare in piedi e spostarsi velocemente da un’isola all’altra.
La nascita vera e propria dello sport risale circa agli anni ’50, in California, con la prima generazione di beachboys e da lì ha iniziato ad espandersi in tutto il mondo. “Il SUP ti dà libertà.”, ci racconta Simone Tugnoli Peron, un amante e praticamente di questo sport acquatico, “Mi ha rivoluzionato la vita, posso andare dove voglio e nella direzione in cui voglio senza dover aspettare l’onda o il vento giusto. Si può fare la passeggiata in mezzo alla natura ovunque ci sia un po’ d’acqua, che sia lago, fiume o mare. Ed è tonificante per il corpo, soprattutto a livello emotivo. C’è chi dice che andare da solo in mezzo al mare, senza cellulare, documenti etc sia pericolosissimo ma io mi rilasso. Mi posso ritagliare il mio spazio personale, mi aiuta a pensare e ad essere più sereno.”
Come tanti appassionati di sport acquatici, Simone praticava, e tuttora pratica quando possibile, il windsurf seguito dal suo maestro Nicola Veronese. Ma stanco di doversi continuamente spostare nelle località climaticamente più adatte, ha trovato nel SUP il modo per praticare sport con continuità. “Sai, mi piace dire che è uno sport a tutto tondo perché utilizzi tutte le parti del corpo, dalla punta dei piedi alla punta dei capelli. Stando in piedi, l’equilibrio dipende tutto dalle gambe e dal tronco, la propulsione invece deriva da braccia, spalle e schiena.” Questo è solo uno dei tanti motivi del successo del SUP, ma prima di scoprirne altri segreti chiedo a Simone come ci si allena. “Andando in mare con qualsiasi condizione, che ci sia l’onda di due metri o mare piatto. Ci si può allenare in palestra o a casa facendo esercizi a corpo libero o con dei piccoli pesi per sviluppare soprattutto la parte di tronco, spalle e gambe. Se ti cedono le gambe è finita.”
Il SUP è quindi uno sport completo e adatto ad ogni età, l’importante è saper nuotare.
L'Italia vanta una delle squadre più titolate di SUP, il Romagna Paddle Surf, dove Simone è entrato e ha avuto modo di conoscere il suo mentore, l'allenatore Roberto Mandoloni. L'anno scorso ha partecipato al suo primo campionato, piazzandosi settimo in classifica e vincendo invece il campionato come squadra.
Le gare di SUP sono articolate in percorsi prestabiliti dagli 8 ai 20 km ed il punteggio finale viene calcolato come somma dei punteggi dei singoli componenti della squadra. Simone spiega inoltre che il campionato tenutosi l'anno scorso, l’Italian SUP League, è nato come movimento in risposta alla direttiva del CONI di accorpare il Surfing e il SUP all’interno della FISW (Federazione Italiana Sci Nautico e Wakeboard). La sua squadra è stata una delle fondatrici di questo movimento, che ha ricevuto il sostegno economico di molti privati e ha permesso all’Italian SUP League di accorpare tutte le ASD (associazioni sportive dilettantistiche) di SUP. Quest'anno, in attesa della seconda edizione del campionato, Simone ha ricevuto l'incarico di addetto stampa.
Ma i suoi propositi per l'anno nuovo non terminano qui: la passione di Simone per il SUP e la presenza di nuovi sponsor come il Safe (venditore di prodotti per sport acquatici, tra cui  tavole gonfiabili per SUP), lo portano a spingersi oltre.
“Il bagno Ristoro del lido di Volano, la baia di Maui a Spina e il belvedere di Goro sono centri che animo con varie attività. Qui, quest’estate, partirò con dei corsi base. Prima con prove gratuite, poi chi ne vorrà sapere un po' di più farà un corso avanzato… E chi ne vorrà sapere ancora di più lo manderò dal mio maestro! Ovviamente mi piacerebbe mandare qualcuno lì perché vuol dire che è davvero interessato alla strada delle gare.” A Ferrara infatti non c'è un vero e proprio gruppo di praticanti di SUP ed uno degli scopi di Simone è quello di appassionare più gente possibile a questo sport, organizzando diversi eventi mirati alla conoscenza del territorio. “L'anno scorso ho organizzato un tour con un'amica, la blogger Valeria Cira. L'ho conosciuta perché anche lei pratica SUP ed abbiamo progettato insieme un tour di tre giorni: da Volano siamo andati fino all'isola, abbiamo pagaiato fino allo scalo di Goro dove c'è il faro, poi abbiamo fatto il giro in gip delle Valli di Comacchio di Delta Adventures assieme ad Antonio Romagnoli. Lui non è solo un buon amico, ma anche un'ispirazione e mi dà sempre buoni consigli quando devo organizzare delle passeggiate! Per l'ultimo giorno avevo organizzato, con fondi e permessi, una passeggiata di gruppo nel parco del Delta... Pensa che c'erano più di 100 partecipanti da tutta Italia, ma purtroppo è venuto giù il diluvio. A maggio di quest'anno lo rifarò, sperando nel tempo! Poi organizzerò eventi nei vari centri di Goro, andremo a passeggiare verso la sacca di Goro, arrivando fino allo scanno (conosciuto anche come Isola dell’Amore), gireremo attorno al faro e dato che il gestore del belvedere è lo stesso del faro andremo lì a fare un picnic. Probabilmente farò anche dei corsi fitness SUP, ossia corpo libero su tavola... Praticamente ancori la tavola a 50 metri dalla riva dove ci sono circa 60-70 cm di acqua e si fanno esercizi a corpo libero, senza pagaia in mano, usando tavole gonfiabili che sono più stabili e adatte all'allenamento. Come ti dicevo si può fare proprio di tutto con il SUP!”
I racconti di Simone non forniscono solo un punto di prospettiva diverso del nostro territorio, ma esaltano con entusiasmo le zone d'acqua navigabili che gli stessi ferraresi forse non conoscono: fari, canali, sacche, coltivazioni di vongole, il Bosco della Mesola e la torre della finanza, un'antica costruzione eretta dai papi quando il loro territorio si estendeva fino al mare e che fungeva da passaggio doganale per le imbarcazioni che entravano nel Po di Volano. Le passeggiate di SUP possono portare alla scoperta della parte più incolta e selvaggia delle nostre zone... e se ancora siete incerti nel provare, Simone ci svela un altro piccolo segreto: il SUP fa bruciare molte più calorie della corsa o del nuoto!

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