Attualità e Viaggi

La casa di Anne Frank

Un museo con una storia
di Nicolò Baglioni 4B, Federico Baglioni 1B \ 25-01-2018 \ visite: 916
Anna Frank
 
Prinsengracht 263, Amsterdam. Questo è l’indirizzo dell’abitazione dove si era nascosta Anne Frank con la sua famiglia.  Il nascondiglio si trovava nella sezione non utilizzata della ditta di Otto Frank (padre di Anne). L’impresa, situata nella sezione anteriore dell’edificio, continuava a funzionare normalmente mentre i clandestini vivevano chiusi. Ben presto l'accesso all’alloggio segreto viene nascosto da una libreria girevole. “Il signor Kugler pensava fosse meglio sistemare una libreria davanti all’accesso al nostro rifugio”.  Così una voce di ragazzina nella cuffia, di cui sono dotati tutti i visitatori, riporta un brano dal diario di Anne Frank, mentre si attraversa il passaggio segreto che porta all’alloggio dove lei ha vissuto in clandestinità per due anni insieme ai genitori, alla sorella maggiore Margot, alla famiglia Van Pels, composta da tre persone, e a Fritz Pfeffer.

“La nostra cameretta con i suoi muri nudi era finora molto spoglia; grazie a papà, che aveva pensato di portare qui la mia intera collezione di cartoline e di fotografie di stelle del cinema, ho coperto l’intera parete di colla e ne ho fatto un grande poster! Adesso ha un aspetto molto più allegro.” Così continua la ragazzina nella cuffia, mentre si cammina nella stanza dell’alloggio segreto dove lei ha vissuto in clandestinità. Come molte altre ragazze anche Anne Frank ravviva le pareti della sua stanza con immagini. Subito dopo l’arrivo nel nascondiglio, Anne incolla immagini e cartoline di vario genere alle pareti della sua cameretta e dedica regolarmente del tempo alla sua collezione.
Da 6 luglio 1942 i Frank vivranno in clandestinità.  Allora non sapevano che avrebbero dovuto trascorrere più di due anni nel nascondiglio. In tutto quel tempo non poterono uscire perché era troppo rischioso e dovevano condividere il buio, umido alloggio, vivendo sempre nell’ansia di essere scoperti.
Di giorno le tende dell’alloggio segreto devono rimanere chiuse, altrimenti i vicini avrebbero potuto vederli. L’unica possibilità di prendere una boccata d’aria fresca era la finestrella della soffitta. A volte, di notte le finestre venivano socchiuse.
“Più di tutto vorrei avere una casa mia, potermi muovere in libertà, finalmente avere un aiuto nei lavori di casa e quindi tornare a scuola!" prosegue la voce nella cuffia mentre ci si avventura per scalette strettissime con una luce fioca che le illumina. I pavimenti di legno sotto ai nostri piedi scricchiolano terribilmente e ci chiediamo come potessero non sentirli quelli del piano di sotto. Di istinto ci viene di camminare in punta di piedi come se avessimo paura di fare scoprire il nascondiglio per causa nostra.
Anne Frank è una del milione e mezzo di bambini ebrei assassinati durante la Seconda Guerra Mondiale. Molti di loro furono costretti a nascondersi perché la loro vita era in pericolo. I Paesi Bassi erano occupati dall’esercito tedesco e gli invasori avevano pianificato l’arresto di tutti gli ebrei e la loro deportazione in campi di concentramento. Soltanto quelli che si nascondevano riuscivano a sfuggire alla cattura, ma dovevano disporre di un buon nascondiglio e di persone disposte ad aiutarli. Anne nel suo rifugio era spesso triste, il suo unico conforto era il diario a cui confidava tutto: la sua rabbia, la sua tristezza, il suo amore per Peter, i suoi ideali. Nell'irruzione avvenuta il 4 agosto 1944 gli otto clandestini e due dei loro protettori sono arrestati. Come questo sia avvenuto non è ancora chiaro ed è una domanda che molti continuano a porsi.

Otto Frank, unico superstite della famiglia di Anne, inizia a leggere il diario della figlia dopo la sua morte. È per lui una vera e propria rivelazione, perché non conosceva Anne così bene. La Anne del diario era un’altra persona, diversa dalla ragazzina che aveva conosciuto. Nel diario c’erano scritte cose che sua figlia non gli aveva mai raccontato. Dal diario Otto apprende inoltre che Anne aveva pensato di pubblicare un libro sul periodo trascorso nell’alloggio segreto. Aveva perfino riscritto una parte consistente del suo diario originale. Otto Frank inizialmente esita, ma alla fine decide di esaudire il desiderio della figlia. Il 25 giugno 1947 esce il diario di Anne Frank con il titolo L’Alloggio segreto. Su richiesta dell’editore vengono tolti alcuni passaggi in cui Anne Frank scrive della sua sessualità. 
Il diario di Anne Frank è il libro olandese più tradotto: lo si può leggere in ben 65 lingue.
 
Dopo la guerra l’edificio in Prinsengracht 263 non era più di proprietà di Otto Frank, era stato venduto ed il nuovo proprietario ne stava progettando la demolizione. Un gruppo di cittadini di Amsterdam si è opposto ed insieme ad Otto Frank ha costituito la Casa di Anne Frank. La fondazione ha raccolto fondi per l’acquisto dell’edificio e per la sua trasformazione in museo. Il Museo è stato inaugurato nel maggio 1960. Da quel momento ha continuato ad attirare un numero crescente di visitatori. Nel 1970 erano già 180.000; nel 2004 936.000 persone da tutto il mondo hanno visitato la Casa di Anne Frank.
 

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