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Viva la carta!

La lotta tra giornalismo online e cartaceo prende vita a Internazionale
di Giulia Masoli \ 02-10-2017 \ visite: 430
viva la carta

“Long life to paper”. E’ questa la frase che ha accolto il pubblico, accorso numeroso alla Sala Estense domenica mattina in occasione di uno dei tanti incontri di Internazionale. “Lunga vita alla carta”, dunque. Affermazione curiosa e sconvolgente vista la convinzione oramai diffusa di stare vivendo nell’epoca del digitale e del mobile. Ma non per la protagonista del dibattito, Iris Chyi, docente alla scuola di giornalismo dell'Università del Texas e autrice del saggio “Trial and error: U.S. newspapers’ digital struggles toward inferiority”.
Giovanni De Mauro, direttore di Internazionale e moderatore del dibattito, ha sottolineato subito quanto il saggio abbia rappresentato per lui, e non solo, una vera e propria rivelazione, come se di colpo qualcuno lo avesse informato del fatto che la terra è piatta e ha evidenziato quanto Iris Chyi non porti avanti la sua idea solo sulla base di una retorica legata ad un amore nostalgico ma sulla base di dati reali.
Dati che la giovane ricercatrice ha illustrato in ogni minimo dettaglio e che hanno reso evidente il succo della sua tesi: siamo stati tutti vittime di un abbaglio e il futuro dell’informazione non è online. Questa affermazione così tanto contrastante con la realtà che ci circonda è il risultato di una ricerca durata oltre 20 anni che ha mostrato come, nonostante lo sforzo della maggior parte delle testate giornalistiche di migrare verso il settore online e mobile seguendo il rapido sviluppo della rivoluzione digitale, non esiste ancora un modo per sostenere economicamente i giornali online.
In poche parole: tutti i giornali hanno cominciato a cercare soluzioni alternative all’evidente declino della carta stampata ma, pur non avendo ottenuto risultati brillanti, hanno proseguito per questa strada rischiando di rovinare tutto. Iris Chyi non riesce a dare una spiegazione a questo fenomeno, non capisce perchè i giornali, nonostante i dati dimostrino come la crescita del digitale non risulti ancora oggi eclatante, abbiano proseguito interstarditi senza interrogarsi veramente su che cosa desiderino i lettori.
Ma quindi, il fatto che il futuro del giornalismo non sia online, è una buona o cattiva notizia per i lettori? Iris Chyi ha interrogato il pubblico e le mani alzate hanno mostrato una spaccatura tra i partecipanti. Per spiegare le ragioni di coloro che la considerano una “buona” notizia ha riportato alcune metafore illuminanti: le news online sono come i noodles in vendita a meno di un dollaro, mentre la carta stampata è come una bistecca di qualità. E’ come paragonare un classico della letteratura con un libro di moda: la carta stampata è un’alternativa migliore, un modo di usufruire le notizie che ha riscontri positivi anche sulla comprensione e sulla memoria.
La notizia diventa “cattiva”,invece, se si immagina un futuro in cui i giornali continuino a perseguire il loro sogno irrealistico, concentrando molte risorse nel digitale e “inaridendo” così gli articoli.
Sì perchè, oltre a portare problemi finanziari, l’eccessiva migrazione digitale porta anche effetti di impoverimento qualitativo delle notizie: redattori licenziati, riduzione del numero delle pagine, “sbriciolamento” sui Social Media con conseguente perdita d’identità. Tutti elementi che, alla lunga, potrebbero portare ad un vero e proprio “disastro culturale”.
E allora? In conclusione, qual è la soluzione? Iris Chyi ancora non l’ha trovata ma di una cosa è certa: non possiamo rinunciare alla tecnologia ma non possiamo nemmeno rinunciare alla carta stampata. O, perlomeno, fino a quando non saremo certi di cosa ci riserverà il futuro.
E voi, da che parte state?
 

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