Cultura e Spettacoli

Alice Bolognesi

Come trasformare la propria passione nel lavoro quotidiano
di Giulia Paratelli \ 11-08-2017 \ visite: 518
Arena le pagine
 
“Ti ho portato una pizzetta che è presto e magari non hai fatto colazione.” Conosco così Alice Bolognesi, direttrice artistica del cinema Boldini, e penso all’istante che l’intervista sarà bellissima.
 
Alice, classe 1978, vestito nero, tatuaggi colorati sulle braccia e sandali rossi si presenta sorridente e fresca all’appuntamento nonostante il caldo di questi giorni. É una ragazza che sa quello che fa e che ci mette tutto l’impegno possibile per realizzare l’idea che ha in mente, lo si percepisce non appena si incrocia il suo sguardo.
Alice gestisce da qualche anno la programmazione della sala in città tra mail ai distributori, incontri con i registi e affezionati che non si perdono nemmeno una proiezione “in particolare quelle del mercoledì!” Ci tiene a sottolineare.
 
Il cinema Boldini è un punto di riferimento per i ferraresi in cerca di film d’autore, d’essai, di documentari e rassegne particolari per tutti quelli che non si sentono soddisfatti all’uscita dell’ennesima multisala fotocopia di mille altre dopo la visione di un blockbuster.
Da anni presenta titoli di qualità, rassegne importanti, film in lingua sottotitolati, documentari e incontri con i registi.
 
“Il 2016 è stata l’annata migliore degli ultimi dieci anni. Il pubblico ha risposto molto bene ai titoli proposti, siamo più che soddisfatti!” E non c’è da stupirsi, con le migliorie apportate: schermo nuovo, proiettore digitalizzato e unica sala in città ad avere una risoluzione in 4K, i 360 posti della sala sono difficili da riempire ma per certi titoli ho memoria di aver fatto la coda invano nel tentativo di accaparrarmi un posto. “Si certo, di cose da sistemare ce ne sarebbero ancora moltissime, cominciando dal poltrone, ai tendaggi all’arredamento dentro in generale ma con calma e magari qualche bando ci si può pensare. Il mio sogno sarebbe quello di ricreare un ambiente simile a quello del Kino, a Roma, dove a fianco della sala si possono trovare un bar, un piccolo ristorante con portate veloci per concepire il cinema come una serata completa. Si entra, si beve qualcosa, magari si mangia poi se si vuole si entra in sala ma non deve essere obbligatorio, non è un evento mordi e fuggi ma bensì un’esperienza completa, una serata che si passa in quel luogo, facendo cose diverse. Le grotte del Boldini si prestano tantissimo a questa idea ma i finanziamenti mancano, bisogna studiare un progetto sul lungo periodo, capire i costi e ipotizzare i possibili ricavi.” Insomma, le idee in cantiere non mancano.
 
Come si arriva a gestire un cinema? La domanda mi pulsa in testa da giorni ormai.
“Mi sono laureata al Dams di Bologna con una laurea specialistica in Cinema, Televisione e Produzioni Multimediali dopodiché ho fatto uno stage all’interno del Teatro Comunale, poi, quasi per caso, ormai decisa a cercarmi un lavoro per mantenermi l’appartamento a Ferrara mi sono imbattuta in un bando di Servizio Civile presso l’ARCI Ferrara nel quale sono stata selezionata. Durante il periodo di servizio civile svolgevo varie mansioni, ho seguito il Festival dei Diritti,  seguivo la comunicazione da inviare ai giornali, e altri incarichi legati al mondo del cinema o della cultura. Terminato il servizio civile sono rimasta in ARCI occupandomi sempre di cinema e da qualche anno gestisco la programmazione del Boldini e del cinema all’aperto d’estate.”
 
A questo punto la domanda è  d’obbligo: Come si sceglie una programmazione?
“Guardando molti film e chiedendo molti consigli. Purtroppo la programmazione non è totalmente libera da vincoli, ci sono titoli che devono per forza uscire in determinate date per gli accordi con le case di distribuzione ma quando si può decidere generalmente mi piace andare a ricercare film che mi hanno consigliato amici esperti o di cui ho letto bene. La parte di ricerca di una pellicola è molto divertente, si tratta di andare a cercare dentro enormi archivi il film prescelto, contattare il distributore, stipulare un accordo a aspettare che il corriere ci consegni la pellicola. Fino a tre anni fa arrivavano le bobine enormi, grandi come pizze spesso malmesse e ammaccate, avevano un fascino incredibile, mentre ora con l’era digitale abbiamo perso un po’ di magia in cambio di una qualità video nettamente superiore.”
 
Un'altra parte del lavoro di Alice che mi affascina molto sono gli incontri con i registi o gli autori che spesso si riescono ad organizzare.
“Si, spesso i registi sono felici di passare a promuovere i propri film discutendo dal vivo con il pubblico. Esistono delle specie di tour, nei quali su invito i registi si spostano di città in città discutendo dei loro ultimi lavori. Qui spesso accadono situazioni divertenti, vado io stessa a prenderli alla stazione, li portiamo poi fuori a cena e parliamo di quello che capita. Non per forza si parla di film o di lavoro, in particolare se hanno idee in cantiere sono sempre molto attenti a non svelare particolari, ma capita di imparare aneddoti divertenti della loro quotidianità.”
 
Tipo?
“Tipo l’attore settantenne di Perfidia che era venuto accompagnato dalla moglie a presentare il film, vista l’età avevo pensato di riaccompagnarli in hotel finita la presentazione non di proporre loro un giro in centro magari fermandosi a bere qualcosa come faccio con  gli artisti più giovani ed invece…  mi hanno chiesto dove potessero trovare una sala bingo e finii con loro fino a notte fonda a giocare!”
L’elenco dei nomi che sono passati sul palco legnoso del Boldini in questi anni è lungo partendo da Wim Wenders in tempi lontani a Bellocchio qualche settimana fa.
Nella lista dei “vorrei” di Alice ci sono nomi importanti come Amelio, Mainetti e Sorrentino, Garrone..chissà.
 
Un discorso a parte va fatto per l’Arena nel parco, quest’anno intitolata “Arena le Pagine”, qui si tratta si selezionare tutto ciò che è passato in rassegna durante l’anno per selezionare i titoli migliori, quelli che magari ci si era persi. “Si tratta quasi sempre di seconde visioni, si va dai titoli che hanno avuto maggior successo e riconoscimenti, agli oscar come La La Land e commedie italiane a film passati al Boldini che sono stati apprezzati dal pubblico come Elle.
 
parco pareschi arena le pagine

I titoli da non perdere questa estate?
“Fare una selezione è davvero difficile ma gli imperdibili sono:
  • Paterson
  • Libere disobbedienti Innamorate
  • Personal shopper
  • È solo la fine del mondo
  • Elle
  • La La Land (ovviamente)”
 
La pizzetta è terminata prima della fine della prima risposta, l’intervista è durata tantissimo ed è stata scoppiettante come un film inatteso, uno di quelli che ti fanno ridere e al tempo stesso riflettere su quante cose ancora da conoscere ci sono, su quanto possano essere interessanti alcuni lavori, su quanto entusiasmo si nasconda tra le pieghe dormienti di questa città dove i giovani pensano alla riqualificazione dei posti che conoscono fin da quando erano piccoli, dove ci sono legami, dove la dimensione umana è più importante del ricavo netto.
Dove tutto ciò viene ancora premiato e stimato.
Alla faccia di chi parla di generazioni perse, di entusiasmo mancante, di telegiornali che trasmettono dati allarmanti sulla staticità dei giovani d’oggi. Basterebbe forse, credere di più nelle nuove generazioni, svecchiare le posizioni decisionali, lasciare più carta bianca e, visto l’impegno e il cuore che ci si mette, in tante, tantissime realtà che esistono nella nostra piccola Ferrara sono certa che la città potrebbe fiorire ancora di più come centro attrattivo culturale e turistico della regione.
Coraggio, continuiamo così.
 
Brava Alice, ti meriti tutti i complimenti che ricevi.

obiettivo proiettore cinema

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