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Sud italians 2

Considerazione sulla presenza italiana in Sud Africa 2
di Antonio Vergoni \ 03-04-2017 \ visite: 655
sud italians 2
 
“ Lo voglio gridare al mondo intero che la mafia è una montagna di merda ”, lo scriveva Peppino Impastato nel 1967. Gridarlo al mondo intero, gridarlo in tutto il mondo perché ovunque nel mondo puoi trovare la mafia e di quella buona per giunta, original made in Italy. Come qui in Sudafrica, nella Città del Capo da dove vi scrivo, anche qui ho trovato, quasi per caso, un piccolo brano di storia italiana, quel motivetto mafiosetto facilmente reperibile da una sponda dell’oceano all’altra.
Ecco tempo fa giungermi all’orecchio la storia del più alto rappresentante della tradizione mafiosa italiana in Africa, uno che ha sempre rifiutato titoli e demeriti attribuitegli dalle varie procure che l’hanno indagato e che ha passato i migliori anni della sua vita nella terra del Capo e dintorni. E fino a che c’è stato c’è stato anche bene, un nuova vita, un nuovo nome e un nuovo lavoro, è stato infatti governatore di una piccola regione autonoma del Sudafrica. Continuò chiaramente a contribuire a distanza alla causa mafiosa, in memoria del quanto ricevuto tanto dovuto, del periodo Vitu U’ Pallunaru, quello che l’ha reso mafioso più di altro, incoronato cassiere dei mille tesori dei corleonesi, dei grandi capi, del fu Provenzano. In Africa per coltivare originali passioni, come diventare un allevatore di struzzi in Namibia, con quel progetto mai realizzato di esportare questo business nella sua Sicilia. Ha avuto tempo di godersi anche un po’ d’Angola, a far i soldi veri estraendo a più non posso tutti i preziosi che ha potuto . Con lo spirito imprenditoriale ch’entro gli ruggiva approfittò dei nuovi ricchi emergenti nel paese per proteggerli, fondò un servizio di sicurezza che però finì in malora a causa di quel vizietto mafioso di chiedere sempre quel “ caffè ”…  Nel suo periodo elvetico ha potuto affinarsi come specialista ripulitore, lui che si autoproclama asso della finanza, un fiuto e un giro di polso fenomenale, eccolo ad una certa finir implicato in una losca trama, di cui ufficialmente dichiara essere stato solo uno dei tanti fili tramati, da altri.  Ma questo dopo perché prima… se era un bel periodo quello?  Magico. Accolto, mai estradato e venerato come un re, tra amici cari e parenti stretti, tra leoncini al guinzaglio e a bordo di piscine dorate in ville faraoniche. Don Vitu ha potuto infine assistere al realizzarsi del sogno che fu sogno anche del Vito Corleone nel romanzo di Mario Puzo: trasformare la famiglia in un organizzazione legale. E così fu, oltre al taglio di diamanti a Cape Town ci fu un giorno che fu la sorgente di Frenchoek che incominciò a regalare acqua in bottiglia che ora scorre popolarissima tra le palme e le spiagge nei più lussuosi ristoranti. Un tempo la sua acqua volava, servita in prima classe sugli aerei della compagnia di bandiera, ma questo accadeva una volta, come c’era una volta anche Don Vitu, sparito dalle scene con l’ultimo arresto e rinchiuso in chissà quale cella segretissima dove da un po’ ha iniziato a raccontare tutta la sua  storia. Questa la fine di uno dei più grandi Mamasantissima della storia mafiosa d’Italia,  storia di un altro esemplare d’italianità in Africa, il peggiore che ho conosciuto da quando sto qui.
Per la mafia italiana il Sudafrica è da anni un’importante base di affari, per molto tempo è stato tra i più importanti mercati esteri per Cosa Nostra che qui politicamente ungeva tutti, governo e opposizione, bianchi e neri, eccezionalmente bipartisan per l’epoca. L’organizzazione criminale ha dato una mano importante al paese , ha contribuito a modo suo alla transizione alla democrazia nel 1994 ed è finita per rimanerci, qui, cancro d’esportazione italica, piovra che anche qui continua a divorare ricchezze e speranze d’altri, che qui come lì continua ad uccidere ogni sogno.     

Sitografia:
Giulio RubinoCecilia Anesi,  “ Married to the Mob: The diamond boer and the honeytrap ” 17 Apr 2015, http://mg.co.za/article/2015-04-16-married-to-the-mob-the-diamond-boer-and-the-honeytrap, visitato il 3/7/2016

Giulio RubinoCecilia Anesi, “ L’impero di Vito Palazzolo, il re dei denari ”, http://espresso.repubblica.it/plus/articoli/2015/04/16/news/l-impero-di-vito-palazzolo-il-padrino-dei-denari-1.208316, visitato il 20/8/2016

“ Il tesoro dei boss ”, http://livesicilia.it/2014/11/13/vito-roberto-palazzolo-tesoro-boss-pentiti_564239/, visitato il 10/ 6/ 2016

Il denaro fantasma di Cosa nostra ”,http://www.antimafiaduemila.com/home/mafie-news/254-focus/60077-il-denaro-fantasma-di-cosa-nostra.html , visitato il 5/8/2016

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