Cultura e Spettacoli

La nazionale è anche biancoazzurra: c'è Meret nei 23

Prima convocazione nella selezione azzurra maggiore per il portiere classe '97
di Matteo Tagliati 2E \ 30-03-2017 \ visite: 676
alex meret
 
Fotografia di Geppy Toglia per www.lospallino.com
 
“Meret? No, Muret”. Basta questo gioco di parole del presidente della Spal Walter Mattioli per capire le doti di questo ragazzo. Lui è Alex Meret, nato nel 1997 a Udine, portiere della formazione estense in prestito dalla “madre” Udinese, che lo ha cresciuto fino alla Primavera per poi farlo diventare secondo portiere della prima squadra, e ora titolare fisso tra i pali del Paolo Mazza.
Alex è un vero friulano, silenzioso e autoritario, ma quando entra in campo sono gli altri a dover stare zitti e ascoltare i suoi ordini. Non fatevi ingannare dall'aspetto: il carattere ce l'ha eccome, e quest'anno lo sta dimostrando. Fa dei suoi punti di forza L'abilità nelle uscite alte e un ottima presa, oltre che ad una straordinaria reattività.
 Nonostante ciò l'avvio di campionato non è stato però dei migliori.
27 agosto 2016, Benevento-Spal, la prima stagionale: esordio pr la Spal, esordio per Meret. Siamo al minuto 80, la Spal è sotto per 1-0, attacca,  attacca e attacca allo sfinimento, quando la compagine campana riparte con un contropiede bruciante: il centravanti del Benevento arriva al limite dell'area e calcia centralmente: Meret si fa piegare le mani. 2-0, partita chiusa e prima sconfitta per la Spal. Qui cominciano a rumoreggiare i tifosi, fino a che dopo qualche partita non dicono “basta!”: volano frasi pesanti del tipo “abbiamo preso un bidone”, “che ci va a fare questo con l' under 21?”  E  tanto altro. Si, Meret mostrava molte incertezze nella presa, di piede, caratterialmente troppo “morbido”: non rispecchiava le attese.
Ma proprio qui si è visto il carattere di questo giocatore: le incertezze diminuiscono, diventa sempre più leader e in Spal-Carpi 3-1 si riconquista anche i tifosi: para tutto, ma proprio tutto. Non sembra neanche lontanamente quello di Spal-Benevento.
Le cose cominciano ad andare alla grande, ma come al solito, proprio sul più bello,
capita ciò che nessuno si aspetta: microfrattura al polso, un mese di stop.
Passano  30 giorni e Meret torna sul campo: Pro Vercelli-Spal, finisce 3-1; Meret non è  impeccabile in nessuno dei 3 gol subiti. Subito si pensava che l'infortunio fosse più grave del previsto e che potesse condizionare tutta la stagione. E ancora qui il buon Alex tira fuori tutta la grinta che ha: partita dopo partita è sempre più sicuro di se stesso, non sbaglia più nulla, si dimostra un portiere completo; e qui si incominciano a sentire le sirene di grandi club e dell'Italia. Diverse squadre sono sempre più interessate a lui, così come il CT Ventura, che lo chiama per i periodici stage della Nazionale.
Fino ad arrivare ai complimenti di un “certo” Dino Zoff, che sicuramente di portieri ne sa qualcosa. Meret è maturato definitivamente: sempre più leader tra i pali, la Spal vola in classifica e adesso sogna pure la serie A: grazie anche a questo ragazzo che diventa fondamentale per Mister Leonardo Semplici. E a metà marzo, ecco  che arriva la prima convocazione in nazionale maggiore. Brinda la Spal, che dopo 65 anni torna a fare parte della Nazionale Azzurra, brinda Meret che ha la conferma di aver completato il suo processo di maturazione tecnica e psicofisica.
Il futuro è suo, sarà una sfida con Donnarumma, portiere del Milan di due anni più giovane, ma gli italiani possono stare tranquilli che per una ventina d'anni la porta sarà ben coperta. Si diceva che dopo Buffon ci sarebbe stato il nulla, e invece, eccone addirittura due.
Il prossimo obiettivo è la promozione in A con la Spal, che oltre a Meret sta mettendo in mostra un altro giovane interessante, Kevin Bonifazi, difensore classe 1996, e sta confermando che non servono gli stranieri per vincere, ma bastano e avanzano i nostri giovani (ma anche gli esperti) italiani. La Spal infatti è l'unica tra Serie A e B ad avere una rosa completamente tricolore.
Ora a Ferrara si sogna, e si deve continuare a farlo.
 
 
 

    Condividi questa pagina: