Lo specchio delle donne

Ricerca sugli stereotipi di genere e la percezione di sé nelle adolescenti ferraresi
di \ 14-10-2015 \ visite: 639
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Lo specchio delle donne: lo studio, incentrato sugli stereotipi di genere, condotto nel 2010, ha interessato complessivamente 584 ragazze dai 12 ai 17 anni dei distretti sociosanitari Centro Nord e Sud Est della provincia di Ferrara, che si recano alla pediatria di comunità sia per l’ultima vaccinazione obbligatoria sia per la profilassi del Papilloma Virus. In più, nel distretto Centro Nord si è potuto sperimentare un confronto tra mamme accompagnatrici e figlie sottoposte a vaccinazione. Nella fattispecie si sono intervistate 254 mamme; ciò ha consentito di fare un’ulteriore elaborazione, incrociando le opinioni e i valori genitoriali con quelli dichiarati dalle figlie.
Il disegno della ricerca parte dalla volontà di verificare se e quanto sono ancora persistenti stereotipi femminili che danno una rappresentazione della donna fortemente in contrapposizione al genere maschile e se possano essere considerati transgenerazionali, ovvero “tramandati” di mamma in figlia. Dai dati elaborati si sono potute evincere delle categorizzazioni di stereotipi, ugualmente condivise da ragazze e mamme: sensibilità (per l’80,4% delle ragazze e il 60,2% delle mamme), prendersi cura di chi è più debole (50,5% delle adolescenti e il 43,3% delle donne), essere docili e remissivi (rispettivamente 59,9% e 52,8%) percepiti come tipicamente femminili; non cedere ai sentimenti (per il 61,6% delle ragazze e il 44,9% delle mamme), saper dominare nel rapporto con gli altri (39,3% delle adolescenti e 28,3% delle donne) come tratti tipicamente maschili.
Altro nucleo di approfondimento, fortemente interrelato agli stereotipi di genere, è la percezione di sé e la eventuale influenza dei mass media sulla propria immagine corporea. La magrezza come canone estetico privilegiato dalle giovanissime sembra confermarsi sia nell’autopercezione che nella proiezione di sé: un corpo snello è tenuto in grande considerazione, soprattutto dalle ragazze dai 14 ai 15 anni (68,9%) che, poi, con il passare degli anni, si ritiene di perdere (nel futuro si abbassa notevolmente l’idea di poter avere un corpo snello: 43,4% per le 12enni, 44,9% per le 14enni, e 45,6% per le ragazze di 16 anni). In più, le adolescenti della classe di età intermedia e quelle residenti nei comuni del distretto sud est sembrano essere le più sensibili alla bellezza come valore massimo per una ragazza (rispettivamente per l’8,5% e il 9,2%). La personalità rimane, comunque, l’aspetto più qualificante delle giovani donne anche se sicuramente è un concetto, soprattutto a questa età, molto generale e che contiene molteplici sfumature. Il successo, molto ambito dalla ragazze del basso ferrarese (5,7%), ha una significatività inversamente proporzionale all’età: molto importante a 13 anni (7,8%) diminuisce progressivamente (4,7% a 15 anni e 1,8% a 17 anni).
Incrociando queste risposte con quelle relative alla indicazione della massima aspirazione per il futuro, emerge come l’intelligenza (24,1%) e la personalità (34,5%) siano i due elementi ritenuti fondamentali per la realizzazione professionale e che alla base della soddisfazione di sé e dell’autostima ci sia tutto l’insieme delle caratteristiche individuali delle ragazze (il 60,9% di chi ha come principale aspirazione l’avere autostima ha anche come principio guida la personalità). Ma è altresì sottolineabile che la maggioranza delle intervistate che danno valore massimo alla bellezza, aspira a realizzarsi nel lavoro (17,2%) e lo stesso dicasi per chi ha in cima alla scala valoriale il successo (13,8%). In sintesi, sembrerebbe che l’elemento positivo del perseguimento della realizzazione professionale, che è conquista storicamente e socialmente piuttosto recente, in realtà sia virato alla ricerca della notorietà, in virtù di caratteristiche più estetiche che intellettive.
Per quanto riguarda il tempo libero del campione, l’attività prediletta dalle ragazze è la frequentazione del gruppo di amici, preferenza in notevole aumento al crescere dell’età: dal 42,6% delle 12enni si passa al 70,4% delle 16enni. Ma, al di là dei momenti di socialità, si sposta il raggio di interesse su attività più “solitarie” o comunque autonomamente costruite e create: navigare in internet (soprattutto chat e social network) per il 32,4% delle più giovani e ascoltare musica per il 26,4% delle più grandi. Lo sport detiene un posto molto importante nella quotidianità delle adolescenti, aumentando con costanza dai 12 anni (23,5%) in poi (26,1% a 14 anni e 28% a 16 anni). La TV è rilevante soprattutto per le più giovani (32,4%) perdendo progressivamente di attrattiva, probabilmente a fronte di una maggiore disponibilità di libertà e di indipendenza. Scarsa importanza rivestono le attività culturali (mediamente 1,3%).

Per scaricare la pubblicazione clicca qui
specchio delle donne.pdf

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