Arte e Letteratura

Backup di una piazza: oggi come ieri, il listone al centro della vita dei ferraresi

Con Listonemag in piazza dal 5 all’ 11 giugno un grande esperimento di narrazione collettiva
di Pasquale Matarazzo \ 05-06-2014 \ visite: 2441
Quando si lavora al computer capita di eseguire un’operazione di backup, in maniera preventiva, per evitare di perdere dei dati. Magari occorre un supporto di memorizzazione esterna dove salvare  dall’oblio, causa eventi malevoli “accidentali o intenzionali”, informazioni che reputiamo più o meno utili o che prima o poi ritorneranno ad essere tali.
Un’operazione di backup non riguarda solo il mondo del virtuale, ma può essere applicata anche ai ricordi di luoghi con i quali identificarsi.

Il progetto “Backup di una piazza”, ideato da Licia Vignotto e Riccardo Gemmo, vincitore del bando “Giovani per il territorio” (promosso dall’Istituto per i beni culturali della Regione Emilia-Romagna per la valorizzazione del patrimonio culturale e artistico locale), realizzato grazie all’associazione Listone del magazine Listonemag, ha l’obiettivo di raccontare come nel passato e nel presente la comunità ferrarese ha vissuto il Listone, luogo di incontro e scambio.

Da febbraio a giugno la redazione di Listonemag si è dedicata ad un lavoro di ricerca di immagini e racconti sul passato della piazza; a partire da oggi, giovedì 5 giugno, fino a mercoledì 11, si trasferirà in piazza Trento e Trieste di Ferrara per occuparsi del presente.
Per approfondire meglio le ragioni alla base di questo “piccolo grande esperimento di narrazione collettivaOcchiaperti.net ha incontrato Licia Vignotto, tra gli ideatori del progetto e già penna di Listonemag e Occhiaperti.net.

Licia, il progetto “Backup di una piazza” entra nel vivo con la presenza della redazione di Listonemag in piazza. Com’è nata quest’operazione di salvataggio collettivo con testimonianze e ricordi legati ad un luogo simbolo della città di Ferrara?
L’idea è venuta a me e Riccardo Gemmo alla lettura del bando ‘Giovani per il territorio’. Ci siamo interrogati molto sui luoghi più significativi della città che meritassero di essere valorizzati. E ci siamo orientati sulla piazza. Ci è sembrato giusto così perché la piazza è un po’ il cuore di Ferrara. Si raccolgono lì vari tipi di persone: gli studenti, gli anziani, le famiglie con i bambini. È un posto molto significativo, ma spesso non viene considerato importante da chi ci abita. Sembra quasi ‘data per scontata’ la piazza dai ferraresi. Pensavamo che questo progetto potesse esser utile a far prendere coscienza alla città del significato e del valore di un luogo così centrale”.

Il progetto si divide in due fasi. Nei primi mesi c’è stato un lavoro di ricerca sul passato della piazza, in questa settimana proverete a fare un ritratto di quello che oggi rappresenta il Listone.
“Abbiamo seguito due binari: quello del passato e quello del presente. Per il passato abbiamo svolto una ricerca storica negli archivi, nelle biblioteche e ci siamo rivolti ai privati chiedendo loro fotografie, testimonianze, racconti. Materiale per documentare la piazza non dal punto di vista storico-architettonico, ma sociale. Non ci interessava il censimento degli edifici, ma di chi viveva la piazza nel passato e come la viveva. In questa settimana lavoreremo per documentare il presente con gli strumenti propri del magazine: l’intervista, il racconto, la fotografia, il video, ecc… Oltre alla redazione di Listonemag ci saranno: la classe 4G del Liceo Roiti che scriverà alcuni articoli, i ragazzi del workshop di Area Giovani si occuperanno di produzioni audiovisive; poi lezione pratica di wi-fe con gli iscritti al corso “Pane e Internet”, mentre la fotografa Luciana Ligniti si occuperà di un progetto fotografico dove cercherà di attualizzare alcune foto storiche riproponendo la stessa posizione e prospettiva con personaggi di oggi per una sovrapposizione temporale. Registreremo le tracce audio dei musicisti sotto il volto e della gente del mercato, la ‘memoria uditiva’ della piazza, mercoledì sera ci sarà Backup di una pizza, mentre sabato pomeriggio e domenica spazio agli amanti degli amici a quattro zampe che poseranno per la fotografa Carmen Ciclamini
”. 

Un programma intenso che culminerà a settembre.
Sì, tutto il materiale raccolto verrà confezionato in un prodotto che possa restare come memoria, quindi backup vero e proprio. Per restare in tema di duplice binario, realizzeremo un libro sia in formato cartaceo che ebook. Sarà presentato a settembre con un evento di storytelling sul listone e ci sarà anche una mostra fotografica con gli scatti migliori”.
In questi mesi che tipo di materiale avete raccolto?
“Soprattutto foto di persone: le sorelline vestite ‘bene’, le signore uscite da messa, gli sposi fuori dal Duomo dopo il matrimonio. Ci ha colpito molto il fatto di aver ricevuto che materiale relativo agli anni ’60-’70 e qualcosa anche degli anni ’80, mentre c’è stato poco interesse nel reperire testimonianze degli anni ‘90 e Duemila. In teoria materiale facilmente recuperabile.  Dal mio punto di vista, le persone hanno questo genere di documenti, ma il fatto stesso che questo materiale appartenga ad un’epoca dalla produzione fotografica abbastanza diffusa lo rende meno importante per la gente. Così in un certo senso perde valore. Così abbiamo ricevuto materiale più antico e prezioso rispetto a documenti banali e facilmente reperibili
”.

Quali sono stati gli elementi e i personaggi che in passato hanno caratterizzato la piazza? E la piazza, oggi, rappresenta ancora un luogo importante per i ferraresi?
Abbiamo scoperto la figura di Rosa Angelini, fioraia ambulante nata nel 1824. Lasciò tutto per combattere con i garibaldini e a Ferrara organizzò delle proteste molto forti per far scendere il prezzo del pane e finì anche in carcere. Come lei tante altre piccole storie, non soffermandoci sui grandi avvenimenti, che comunque abbiamo trattato di riflesso. Penso alla vera storia del palazzo della Ragione raccolta in un articolo di Anja Rossi che apparirà su ListoneMag. Se ne sa poco e comunque una versione sbagliata. È le gata a vicende controverse di partigiani e fascisti. Non venne bombardato, ma incendiato, pare, dai fascisti poco prima della fine del conflitto mondiale per eliminare gli archivi al suo interno. Le domande rivolte alle persone della strada sono poi affiancate alle risposte del responsabile dell’Ufficio Ricerche Storiche del Comune Francesco Scafuri. Abbiamo un articolo sull’azione teatrale del gruppo teatro comunitario di Pontelagoscuro sulla Liberazione. E anche un approfondimento sui caffè storici affacciati sul Listone. Il Caffè Milano, degli interventisti o delle foto sulle proteste dei bieticoltori e poi fiere della Coldiretti con le mucche in piazza o iniziative pubbliche contro la tubercolosi o una versione superparcheggio della piazza negli anni Settanta. Per quel che riguarda il Listone di oggi abbiamo intervistato chi lavora in piazza come il commesso di una libreria o il cameriere o il titolare di un fast food. La piazza è cambiata? Non sono un sociologo, non mi permetto di fare un’analisi. La piazza resta il cuore della città. Le persone si incontrano ancora in piazza e lì ci sono i poteri della città: quello politico con il Municipio e il Sindaco, quello religioso con il Duomo e il Vescovo e quello commerciale".

E dopo il backup di una piazza cosa succederà?

Quello che ci piace di questo progetto è  la replicabilità. Siamo voluti partire dal cuore della città però l’idea è assolutamente replicabile. Nei prossimi anni, volendo, si può pensare al backup di un giardino, di una via, del Paolo Mazza.  Il progetto è un format che può essere applicato ad altri spazi sia per cercare la memoria storica del luogo sia di come le persone vivono gli spazi nel presente”.




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