Cultura e Spettacoli

Movie Of The Week: "The Highwaymen: l'ultima imboscata" (2019)

Il noir abbraccia l'action e stringe forte
di Paolo Stegani \ 05-04-2019 \ visite: 439
Foto promozionale film Highwaymen

In America è certezza, in Italia non ancora: i prezzi degli abbonamenti Netflix aumenteranno. Accettabile se si considera che quantità e qualità aumentano anch'essi anno dopo anno, sin da quel rivoluzionario 2016 in cui la già celebre piattaforma abbracciò anche il tricolore. E' il catalogo film ad avermi sorpreso di più in questi mesi. Ad un notevole aumento della scelta di cult e classici di vecchia data si affiancano le nuove produzioni originali, ormai passate dall'essere un esperimento ad un successo meritato. Ecco perchè c'è voluto (e ci vorrà) ancor più budget, ecco spiegata la maggiorazione di cui prima. La realizzazione di film come "The Highwaymen: l'ultima imboscata" mi permette, da abbonato, di aprire il portafoglio più volentieri. 

Non esistono più i Texas Rangers, la stampa e la gente esaltano la violenza, un'epoca è terminata ed un'altra sta per cominciare. E ci sono un uomo e una donna, in giro chissà dove, armati fino ai denti, tali Bonnie e Clyde, che sono i responsabili di tutto questo. Il quadro generale è subito evidente. E' divertente vedere come il tempo non riesca a rintracciare Kevin Costner, dal carisma immutato: nei panni dell'ex texas ranger Frank Hamer, ormai dedito soltanto alla cura del giardino di casa, viene chiamato alle armi da una Kathy Bates versione governatrice del Texas austera e diffidente. Woody Harrelson, che evidentemente dopo il ruolo del commissario di polizia in "Tre manifesti ad Ebbing, Missouri" si dev'essere appassionato a portare il distintivo in tasca, è il socio Maney Gault: il suo reclutamento è rapido, reso naturale da un dialogo non eccessivo ma sufficiente a creare curiosità sul prima e sul poi. A cosa serve perdere tempo, in una trama basata sull'inseguimento, che deve avere lo stesso ritmo delle ruote e dei ragionamenti di Parker e Barrow. Hamer e Gault partono entrambi sulle tracce della coppia di gangster più famosa del mondo, fucili alla mano  e dialoghi spogli, lasciando immaginare chissà quali scene di combattimento. La vera battaglia invece viene combattuta a parole, con Hamer che non accetta le ignoranti giustificazioni di chi sta dalla parte della morte e copre le utili tracce. Il discorso con il padre di Clyde, lucido nella testa e pieno d'amore genitoriale nel cuore, è forse il momento più intenso di un action movie che distilla filosofia e pallottole in ugual misura. Fra i due rangers ci sono dei trascorsi; accenni sporadici al loro passato ci permettono di saperne quanto basta, cioè che ne è nata un'amicizia profonda, macchiata di peccati ed errori in buona fede, nella quale le due (molto) differenti personalità si bilanciano. Ciò che più affascina è che le vicende narrate attingano alla cronaca, quella vera, di inizio secolo scorso, quando l'America si bagnava del sangue degli uomini di legge e la popolazione festeggiava, fiera dei propri beniamini: il governo è ladro, viva Bonnie e Clyde. I volti dei due criminali vengono mostrati poco e male, rendendone le figure ancor più misteriose e leggendarie, sfuggenti alle forze di polizia quanto allo spettatore. Quante volte si scoprono vita, morte e miracoli del villain di turno dopo 10 minuti dai titoli d'apertura.


Con una linearità sorprendente ed uno stile asciutto e diretto il film riesce a sottolineare solamente i punti fondamentali della vicenda, senza digressioni di forma o contenuto: Bonnie e Clyde continuano a fuggire, Hamer e Gault sono sulle loro tracce, il tempo stringe perchè il confine con il Messico si avvicina. Nessuna mano pesante degli sceneggiatori, e la realtà dei fatti non ne esce svilita. La storia insegna che riusciranno nella cattura, ma l'atmosfera (quasi sotto filtro retrò Instagram) è tanto densa e lo scorrere del tempo tanto realistico che lo si dimentica, prendendo fiato solo a sparatoria avvenuta. "The Highwaymen: l'ultima imboscata" apre, sobriamente, la finestra su uno spaccato del secolo corso in cui bene e male, nel più semplice e popolare degli esempi storici, creavano nella popolazione confusione di intenti e convinzioni. Ben calibrato, perfettamente recitato e dalle molteplici letture: bello.

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