Cultura e Spettacoli

Una commedia gialla

Il mito di Miss Marple arriva a teatro
di Giulia Tiozzo \ 19-03-2019 \ visite: 506
Miss Marple
Foto di Lanzetta Capasso dal sito del Teatro Comunale di Ferrara

Uno dei personaggi più famosi di Agatha Christie è arrivato al Teatro Comunale di Ferrara attraverso il corpo e la personalità di Maria Amelia Monti, protagonista del nuovo spettacolo "Miss Marple - Giochi di prestigio". La detective, da amabile vecchietta, si trasforma così in una signora, di età non ben definita, che gira fra le case delle sue amiche per chiedere ospitalità, ma dove passa lei la morte non manca mai. Raccontando di persone conosciute la protagonista non dimentica mai, infatti, di ripetere a più riprese “e poi è morto”, quasi a farlo diventare un tormentone che il pubblico non può fare a meno di prevedere ogni volta che Miss Marple inizia a narrare delle sue conoscenze.

Un personaggio però, senza altri con cui dialogare, senza una storia da poter sviluppare, non è nulla. Attorno a lei ecco dunque presentarsi una famiglia allargata, super allargata forse anche per i nostri giorni, in cui le parentele e le discendenze si confondono facilmente così come i sentimenti che legano i vari personaggi. Le idee, gli intenti e i sogni dei personaggi prendono così lo spettatore che al momento dell’omicidio ormai non si aspetta più che sia questo il tema principale. Se dunque era un giallo ciò che si voleva portare in scena, lascia perplessi la divisione in atti e lo scorrere delle vicende attraverso questi ultimi, perché il tempo dedicato allo svolgimento ed alla risoluzione dell’enigma è veramente esiguo rispetto a tutto il resto.

Scena Miss Marple
Foto di Lanzetta Capasso dal sito del Teatro Comunale di Ferrara

Interessante la scenografia con l’utilizzo del palco come sala principale, in cui il proscenio sembra una finestra che dà sul parco della casa, e un corridoio sopraelevato che sembra condurre nelle varie stanze da letto dell’enorme villa. Le porte automatizzate, che si aprono e si chiudono ricordando a volte quelle dei saloon western, non fanno altro che ampliare lo spazio immaginato dallo spettatore verso altri luoghi che non si vedono, ma si immaginano.
Le luci e gli effetti scenotecnici sono molto ben congegnati e avvolgono sin dalle prime scene lo spettatore in un luogo intrigante e nebbioso. Allo stesso modo le musiche e i suoni sembrano accompagnare lo svolgimento della vicenda e le varie interazioni fra i personaggi, sottolineando la tensione della vicenda.

Gli attori sono tutti molto abili nei loro ruoli e ognuno riesce a far spiccare al meglio la caratteristica principale del suo personaggio: dalla zoppia, all’essere distaccati, dalla rabbia e l’insoddisfazione, fino alla pazzia: ognuno è unico e inconfondibile. Rimane impresso però il personaggio di Miss Marple, investigatrice forse, senza dubbio donna intuitiva e furba, che continua a seminare morte attorno a sé... persino rompendo le uova.

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