Arte e Letteratura

Dipingere gli affetti

Una scoperta tutta ferrarese
di Eleonora Ghinato \ 26-02-2019 \ visite: 977
Foto mostra Arte Sacra di Ferrara 2019

Una missione, uno scopo, un valore: l'iniziativa “l' arte per l'arte” sorprende il visitatore con una mostra sull'arte moderna ferrarese, che per molti anni è rimasta una confinata nei depositi. La mostra, collocata nel piano nobile del Castello Estense, ospita quelle opere della quadreria ASP (azienda Servizi della Persona) che dal 1974 sono depositate presso i Musei Civici di Ferrara e oggi riportate alla luce grazie ad una serie di lavori e restauri. In questo percorso espositivo il visitatore entra a conoscere quelle opere che originariamente erano collocate presso i vari istituti religiosi che si occupavano dell'assistenza verso gli orfani (e orfane, necessaria in questo caso la divisione) e di coloro che si ritrovavano ai margini della società. Il nome della mostra richiama infatti quel sentimento di pietà verso gli ultimi e gli emarginati, coloro che erano soli al mondo. Dal punto di vista della resa artistica, le opere sono segnate dalle riforme imposte dal Concilio di Trento, punto di svolta fondamentale per quanto riguarda il percorso storico - artistico. In questa mostra il visitatore entra anche in contatto con la tematica del restauro e del suo valore, processo che molte volte passa in secondo piano a favore del risultato finale. L'importanza del restauro è fondamentale perché permette agli studiosi di riscoprire le tecniche, la cronologia e i materiali utilizzati dall'artista. Tra le opere presenti in questo percorso espositivo una in particolare mette in risalto questa delicata procedura, il “San Carlo Borromeo in adorazione della beata Vergine di Reggio” del 1620. Originariamente collocata in un altare della chiesa di San Giovanni Battista, l'opera prima del restauro presentava diverse problematiche dovute ai pigmenti utilizzati e al trascorrere dei secoli. Grazie alle opere di manutenzione finanziate dal Comune di Ferrara, dall'ASP e dal CIAS dell'università di Ferrara, questa tela sta riscoprendo ora il suo splendore attraverso un processo di restauro che tutt'ora è in corso e visibile anche nei riquadri lasciati in evidenza (si noti in particolare la differenza tra i quadri 1,2,3 e 4 che rappresentano i diversi processi di pulitura, mentre il riquadro 5 riporta la fase ultimata dei lavori).

Per quanto riguarda i pittori della scena moderna ferrarese che troviamo in questa mostra, possiamo riconoscere alcuni artisti come Giuseppe Mazzuoli (detto Bastarolo), Ippolito Scarsella (detto Scarsellino) e Carlo Bononi. Nella terza sala del percorso museale è suggerito un intelligente confronto, attraverso una vicina collocazione della medesima scena biblica rappresentata dai primi due artisti qui elencati, la “Decollazione del San Giovanni Battista”. Analizzando la tela del Bastarolo del 1572 per il Conservatorio di Santa Barbara, si nota come la resa delle figure e dei colori siano un forte richiamo alla Maniera cinquecentesca, che l'artista ha saputo rappresentare al meglio. Di diverso stile e resa è invece l'opera del Scarsellino realizzata per un altare della chiesa di San Giovanni Battista: questa tela si avvicina ad uno stile maggiormente rivolto alla pittura seicentesca.

Foto mostra Arte Sacra di Ferrara 2019

Particolare valore va dato anche alle opere realizzate da Carlo Bononi, artista ferrarese che ha saputo anticipare quello stile che sarà tipico del periodo barocco: a sostenere tale affermazione si può far collegamento con l'opera “Cristo in gloria tra i Santi Pietro e Paolo venerati dai mendicanti” realizzata tra il 1615- 1620 per l'altare della chiesa dei Santi Pietro e Paolo. In questa tela l'artista pone le figure intorno al crocifisso posto al centro, in atti veneranti e con una enfasi tipica del periodo seicentesco. A rafforzare il tutto è anche la resa drammatica della luce e del colore ricercato, che si contrasta con lo sfondo scuro del resto dell'opera.

Foto mostra Arte Sacra di Ferrara 2019

Si potrebbe ancora parlare delle altre opere qui esposte, ma sarebbe togliere ad una persona la capacità di raccontare la propria vita: in questo caso si andrebbe a privare la città di Ferrara a raccontare la sua storia ed il suo patrimonio di inestimabile valore. Si consiglia quindi una prosecuzione attraverso la visita della mostra, al fine di poter visionare di persona questo tesoro.

    Condividi questa pagina:

Altri articoli in Arte e Letteratura