Cultura e Spettacoli

Antonio Rigo Righetti live @Korova Milk Bar

Fra blues, autogrill e Tom Petty
di Paolo Stegani \ 24-01-2019 \ visite: 677
Antonio Righetti al Korowa Milk Bar
 
Grande risposta per il nuovo appuntamento della rassegna musicale “Il Silenzio Del Cantautore”, che lo scorso venerdì 18 gennaio ha visto protagonista Antonio Righetti, per tutti e da sempre “Rigo”, accerchiato nell’angolo di uno stracolmo Korova Milk Bar. Il suono del suo basso è uscito di sicuro almeno una volta dalle casse della vostra radio. È suo il tappeto sonoro di “Certe Notti”, “Vivo Morto o X” , “Happy Hour”: per un decennio è stato infatti al fianco di Luciano Ligabue, dal fortunatissimo “Buon Compleanno, Elvis!” (1995) a “Nome E Cognome” (2005), successo dopo successo.

Tanti anche i progetti da solista, con tre album all’attivo di cui uno, “Cash Machine”, fresco di stampa. “Se dovessi dire l’artista che ammiri di più?”, gli chiedono, e la risposta è “Bruce Springsteen. Non esiste un altro performer come lui.” Dall’intervista pre-set si intuisce tutto l’amore per le sonorità transoceaniche e la grande influenza di Neil Young, Bob Dylan, Johnny Cash. Non ci saranno i cattivissimi Drughi del film Arancia Meccanica né dalle spine si spillano bicchieri di latte, ma è comunque una serata cult quanto il celeberrimo film di Kubrick. Il cantautore emiliano offre nel corso dell’esibizione due diversi approcci: accanto alle canzoni trova spazio il racconto di momenti di vita vissuta. Non soltanto vissuta ma anche trascritta, in un libro biografico e viscerale, intitolato “Schiavoni Blues”, anch’esso di fresca release. Il primo basso, il riff di “Sunshine Of Your Love”, l’esperienza con i Rockin’ Chairs ma anche la collezione di lattine di birra venduta a tradimento, la serata in compagnia di Tom Petty e la importante figura del padre barista. L’esibizione, completamente acustica, non potrebbe risultare più autentica. Chitarra e voce non microfonate, per un’atmosfera onestamente cantautorale, regalano brani folk e pieno di melodia cantati in inglese, nei quali sono racchiusi decenni di esperienze e sensazioni. La Dylaniana “I Shall Be Released” eseguita dietro al bancone è il modo giusto per concludere un set gradevole e pregno dell’atmosfera necessaria per la riuscita di questa interessante iniziativa, che conta ancora 5 eventi in cui poter immergersi nell’intrigante mondo del cantautorato. 

A fine serata mi avvicino per una foto ed un commento sentito:

-  “Te lo devo dire: un bassista come te Ligabue non lo troverà mai più…”
- “Ahia, questa fa male!”

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