Cultura e Spettacoli

Andiamo a cavalcare

Marco Cavallo incontra l’Ippogrifo
di Giulia Tiozzo \ 25-10-2018 \ visite: 395
Marco Cavallo e l'Ippogrifo

Il 19 ottobre 2018 presso Piazza Municipale è avvenuto un incontro inedito fra due folli animali. L’ippogrifo, celebre personaggio ariostesco, incrocio fra cavallo e grifone, ha accolto nella città che l’ha reso celebre grazie all’Orlando Furioso, Marco Cavallo.
La creatura che nel poema accompagnò Astolfo alla ricerca del suo senno, si è dunque trovata ad accogliere nella sua città il simbolo della libertà della follia. Marco Cavallo infatti, enorme installazione caratterizzata dal colore blu come il cielo, è stata realizzata nel 1973 presso il Manicomio di Trieste da Giuseppe dall’Acqua, Vittorio Basaglia e Giuliano Scabia come simbolo che contenesse i sogni e i desideri dei folli lì rinchiusi. Nel momento della prima esibizione esterna dell’opera però sorse il problema delle dimensioni perché il cavallo era più alto della porta d’ingresso al manicomio. Gli ideatori decisero quindi, nonostante le opposizioni delle istituzioni, di abbattere la porta stessa e uscire in un grande corteo guidato da Marco Cavallo, ma seguito da parte dei pazienti del manicomio. Marco Cavallo ha dunque contribuito ad abbattere i muri e le divisioni fra il dentro e il fuori del manicomio ed è diventato un simbolo di libertà.
Marco Cavallo e l'Ippogrifo
Incontrandosi, l’Ippogrifo e Marco Cavallo hanno ricreato un festoso corteo che ha riempito le vie del centro e coinvolto anche passanti ignari, stupiti dalla visione di queste opere. Come Giuliano Scabia ha ricordato: “Marco Cavallo ha una sua forza propria, ora gira l’Italia anche senza di me, ma ovunque porta l’idea della libertà e anche oggi qui, ha lanciato un forte segnale.”
Il pomeriggio è continuato con una conferenza presso la Sala Estense che ha visto partecipare lo stesso Giuliano Scabia, regista, drammaturgo e uno degli inventori di Marco Cavallo, Giovanna Del Giudice, giovane psichiatra ai tempi di Marco Cavallo e ora presidente della Commissione Basaglia a Trieste, e Adello Vanni, psichiatra ferrarese.
Accanto a questi illustri ospiti molti altri presenti hanno preso parola per ricordare gli anni in cui i manicomi furono chiusi, perché le esperienze del passato possono e devono essere ricordate anche nel futuro.

Marco Cavallo e l'Ippogrifo

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