Cultura e Spettacoli

L’arte dell’ascoltare

La rassegna di Mondoascolti ad Internazionale 2018
di Elena Bracchi \ 10-10-2018 \ visite: 328
mondoascolti internazionale

Internazionale 2018 si apre con la notizia dell’assegnazione del Nobel per la Pace 2018 a Nadia Murad e Denis Mukvege per i loro sforzi per mettere fine alle violenze sessuali nei conflitti armati e nelle guerre. Nadia è sopravvissuta alla schiavitù sessuale dei militanti dell’Isis, un’esperienza di cui è stata coraggiosa testimone al primo consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per richiamare l’attenzione sulla drammatica situazione vissuta da tante giovani donne ancora prigioniere. Denis, “l’uomo che ripara le donne”, è il ginecologo fondatore nel 1998 del Panzi Hospital ed è il massimo esperto mondiale nella cura di danni fisici causati da violenza sessuale.
Le loro sono storie che vanno soprattutto ascoltate - perché, per rubare le parole a Paul Conroy, forse siamo così abituati a vedere nuda e cruda violenza da non esserne più scioccati. Ma forse, proprio perché ci soffermiamo solo sulle immagini, non ascoltiamo, non prestiamo attenzione ai suoni o al tono contraddittorio della nostra stessa voce.
"Non mi accorgevo di come il mio no suonasse... sensuale?"
Con l’immaginazione bene o male siamo bravi tutti, quindi perché non chiudere gli occhi (il che fa solo bene dopo ore di lavoro davanti al pc) e semplicemente ascoltare?
Il mondo del podcast mi era sconosciuto fino a qualche mese fa, quando mi sono ritrovata ad ascoltarne uno quasi per caso. Il termine podcast deriva principalmente da due parole distinte: pod, dall’iPod di Apple, e cast, termine inglese che indica la possibilità di pubblicare in autonomia una sorta di programmazione dei contenuti. Si tratta quindi di un sistema che, sfruttando i feed RSS, permette di pubblicare file audio in serie. I podcast infatti sono spesso composti da vari episodi che raccontano una storia o riferiscono ad uno stesso tema. In passato sono stati utilizzati per rendere disponibili online le puntate di programmi radio, ma al giorno d’oggi sono usati per approfondire temi di attualità, raccogliere consigli o, più semplicemente, raccontare storie.
Ogni anno uno degli appuntamenti imperdibili di Internazionale è Mondoascolti, la rassegna di audiodocumentari curata da Jonathan Zenti. Rassegna che quest'anno mi ha permesso di fare un interessante viaggio in tutte le parti del mondo, udendo diversi accenti e storie. Molte di queste accomunate da un no, chiaro e sincero, un no come dovremmo imparare a dirlo noi stessi di fronte a certe situazioni. Non viviamo per accettare passivamente il confine illusorio tra legalità e violenza psicofisica, "Voglio essere l'ultima donna al mondo con una storia come la mia" ha detto Nadia Murad e da lei, come dalle storie che ho udito, si può imparare a combattere con le unghie e i denti per quel no.
I no possono costare la vita, come quello incastrato nel sussurro "Non la stavo tirando fuori la pistola" di un morente Philando Castile. 74 seconds: the traffic stop è il progetto podcast di Jon Collins Riham Feshir (Mpr) che narra lo svolgimento del processo contro Jeronimo Yanez, il poliziotto che ha ucciso Castile in una notte del 2016 sotto gli occhi della sua fidanzata e della figlia di quattro anni. Un caso molto rappresentativo delle uccisioni troppo facili di altri afroamericani da parte delle forze dell’ordine. Un omicidio in presa diretta in quanto la fidanzata, una volta fermata dalla polizia a sua volta, attiva una live Facebook che presto fa il giro del mondo. Ed è attraverso i suoni di questo video che la vicenda viene ricostruita - forse il punto più scioccante di questa tragedia raccontata tra narrazione e giornalismo.
Anche Tom Banks dice basta. Basta alla menzogna, basta al nascondersi dietro falsi profili nell'infida rete delle chat per incontri, basta cercare di essere chi non ha mai potuto sperimentare di essere. E perché? Perché Tom Banks è affetto da una paresi cerebrale e sappiamo ahimè bene quanto spaventi la disabilità, al punto tale da demonizzarla e calpestarla. Tuttavia ciò non rende le persone affette da disabilità invisibili nè incapaci di amare o di essere amate. Tom prova a dire questo, se vi sforzate, è difficile lo so, riuscirete a comprendere almeno le sue parole. The real Tom Banks di Jesse Cox (Abc Radiotonic), è un omaggio al giovanissimo pluripremiato radioproducer morto appena un anno fa. Il contenuto di questo podcast tratta tematiche inedite, ossia la sessualità per disabili con tutti i limiti e i tabù che il protagonista ha dovuto abbattere. La sensibilità emerge dalla realizzazione delle tre voci di Tom, emblema delle identità dietro cui si nasconde: la sua voce reale, quella del sintetizzatore e infine quella di un attore.
Tanti no Kaitlin Prest li ha trasformati in No, uno degli episodi del suo podcast The Heart. Ripercorre la storia dei suoi incontri intimi con altri corpi, dei momenti in cui di fronte ai suoi “no” qualcuno ha insistito per valicare i limiti da lei imposti, della sua rabbia nei confronti di chi ha violato la sua intimità. Ed è così che esplora le dinamiche attraverso le quali il consenso diventa terra di conquista e malinteso, rendendo difficile delineare il confine tra accettazione e violenza.
C'è un ultimo personaggio che esprime il suo no, a suon di muggiti. Una mucca che Pejk Malinovski insegue in A cow a day. Mentre cammina all’alba per le strade di Varanasi, in India, decide di seguire una mucca e di vedere la città con gli occhi del suo animale più sacro, restando al suo fianco fino al tramonto. Insieme attraversano cerimonie, mercati e il set di un film Bollywood. Un'ironica ed accattivante riflessione sul piacere di abbandonarsi al puro ascolto.
E se lo fa intendere una mucca... Ci possiamo provare tutti, no?

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