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Orto e dintorni, educare secondo natura

L’orto didattico alla Scuola Santa Agnese V.M. di Gaibanella
di Antonio Vergoni \ 17-09-2018 \ visite: 847
orto didattico gaibanella

C’era una volta una coccinella, il suo nome era Milù. La piccolina era rossa con minuscoli puntini bianchi e le sue ali azzurre saettavano qui e là per la campagna ferrarese. Una volta, lei e la sua famigliola si erano per caso trovate a passare per un orticello nuovo nuovo che le amiche api avevano detto essere speciale perché pieno di bambini. Secondo la voce che si era sparsa per i campi di quella provincia, tra bombi e libellule, farfalle e coleotteri non si faceva altro che parlare del magnifico giardino della vecchia chiesetta. Ed era proprio così, ai margini di una antica chiesa, nel paese di Gaibanella, si stava compiendo un vero e proprio miracolo vegetale. La piccola Milù era decisa a vederlo con i suoi occhi e così un giorno eccola uscire presto nel mattino per scoprire cosa quel posto avesse di così speciale. Le coordinate erano chiare, non avrebbe avuto difficoltà a trovarlo, il profumo di quel paradiso sarebbe stato inconfondibile tra mille e così fu. All’arrivo l’accoglienza della lavanda in fiore, pista per il morbido atterraggio poco più in là tra i fiori di campo e le profumatissime aromatiche. E fu subito amore, si prese tutto il tempo accomodandosi sulle lunghe foglie d’una lattuga, bambini ovunque lì intorno, un’allegra comitiva di piccoli botanici che chiacchieravano tra loro sulla vita che gli cresceva attorno. E lei che non poteva credere ai suoi occhi, era vero tutto quello che aveva sentito su quel magico posto, con tutta quella paglia ovunque poi, strano proprio. Lunghi e sinuosi cespugli con di tutto un po’, s’intrecciavano perfetti nella loro sinergica alchimia. Incantevoli cipolle e fustissimi agli circondavano quelle ciglia erbose, per tutto il confine si alternavano galanti con le timide e indifese insalatine, coraggiose ai loro primi passi in quell’orto delle meraviglie. Una cresta impavida e fiera di fave ondeggiava ritmica in cima al tutto, solleticata da un venticello educato orchestrava coi suoi fiori la sinfonia intorno a lei. Mossa dalla curiosità la coccinella entusiasta decise d’improvviso per un punto più alto dove volare scegliendo per lo stecco al quale placido s’appoggiava un giovane pomodoro. Perfetto, ora si che si poteva vedere bene, la piccolina, dondolante e in equilibrio sgranava gl’occhi confusa e piena di domande. La prima di queste decise di farla al primo che incontrò: “Ehi tu?!”, rivolta ad un bruco nero e blu che risaliva anche lui. “Che si dice?” chiese con tono sbarazzino Milù. Il bruco doveva avere una certa età perché con il giusto tempo e piuttosto affaticato rispose: “Voglio arrivare in cima!” e giù a far fatica riprendeva a piegarsi e allungarsi più convinto di prima. “Perché?” chiese ancora più ostinata Milù. “Perché voglio vedere da lassù come te questa meraviglia!” rispose il bruco nero e blu. Il vecchietto che poco prima sembrava spacciato ora s’era improvvisamente ripreso e si rivolgeva a lei con occhi languidi e commosso “Tu non sai che questo è l’orto dei bambini! L’hanno fatto loro e qui tutti vivono in pace!”. La voce del bruco era d’un vecchio, aveva anche la tosse e tremava un po’, le aveva parlato con il cuore e la coccinella, dall’alto del suo pomodoro e della sua giovane età aveva capito e ne era rimasta colpita. “E perché?” chiese ancora una volta la piccolina. “Voi giovani benedetti, sempre a far domande…” il vecchietto ormai aveva rinunciato ad arrampicarsi a favore di un nodo di legno tutto sommato comodo, dopo un bel sospiro aveva deciso di parlare: “Vedi mia cara, questo è il regno di tutti, chiunque qui può vivere felice e crescere bene, possono le coccinelle e i bruchi, può la camomilla e il rosmarino, può il cavolo e il fagiolo, possono i bambini stessi”. Il vecchio bruco nero e blu aveva guadagnato tutta l’attenzione della giovane coccinella che quasi quasi si ribaltava dal suo rametto dal tanto era interessata e coinvolta. “Devi sapere mia cara che in questo posto il rispetto è l’unica regola, la terra per prima viene rispettata, così come i suoi abitanti, non viene avvelenata né picconata o scavata, viene anzi lasciata libera di creare tutta la bellezza di cui è in grado: il pomodoro si trova bene con l’insalata che cresce protetta grazie all’aiuto dell’aglio; le fave con le loro radici profonde muovono e nutrono la terra, così come fa la cipolla e il porro”. Il vecchio bruco era partito per il racconto… e pronto alla morale, così concludeva: “Qui s’impara il principio del “vivere senza distruggere”(1), i bambini crescono insieme ai loro compagni vegetali, sono insieme a loro ogni momento e li aiutano a diventare piante grandi. Il bambino qui impara ad essere parte della natura, ad essere partecipe della sua bellezza, non come un creatore, non come un padre, bensì alla pari, come un fratello”. Quelle erano state le ultime parole del povero bruco nero e blu prima di sbilanciarsi troppo e volare di sotto, una caduta morbida per fortuna, rimbalzato e graziato da una sottostante famigliola di funghetti chiodini.

orto didattico 2
 
La storiella qui narrata e i suoi personaggi sono ispirati a una delle tante storie di vita che popolano ogni giorno il giardino della scuola materna Santa Agnese V.M. a Gaibanella, in provincia di Ferrara. È qui che grazie all’opera continua e convinta dei bambini e della maestra Sara, da qualche tempo è nato un orto del tutto speciale, creato ispirandosi al metodo di agricoltura sinergica inventato da Emilia Hazelip: “La Sinergia implica il funzionamento dinamico e concertato di vari organi per realizzare una funzione. Questa sinergia è presente anche tra la terra ed i microrganismi che la abitano o nell’associazione tra piante che si danno mutuo beneficio. Questo sistema di agricoltura naturale affonda le sue radici negli insegnamenti di Fukuoka, agricoltore, microbiologo giapponese precursore della Permacultura”. (2)

Sara Partiti è stata l’educatrice di riferimento per il progetto dell’orto didattico, nonché quella che maggiormente si è spesa per la sua realizzazione. Per il sostegno morale e il supporto organizzativo fondamentale al progetto si ringrazia la coordinatrice Maura Pilastrini.

Note
Orto e dintorni è anche il nome del blog curato da Antonio Vergoni e Giulio Veronese, www.ortoedintorni.wordpress.com. Al suo interno il racconto della vita dell’orto biologico e sinergico che dal 2010 vive e prospera nei pressi di Contrapò, in provincia di Ferrara.
  1. Tratto da “ Agricoltura Ecologica, ECOLOGIA PROFONDA ” articolo di Emilia Hazelip, 2003, pubblicato su Agricoltura Naturale, rivista dell’Associazione Basilico e della Libera Scuola di Agricoltura Sinergica di Emilia Hazelip.
  2. Tratto da “L’orto sinergico, coltivare in armonia con la natura”, progetto “La città degli orti” realizzato da Centro IDEA del Comune di Ferrara e CEA Infoambiente del Comune di Piacenza.

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