Cultura e Spettacoli

Inifnity War – La lotta delle ideologie

I fratelli Russo non sbagliano un colpo con Avengers – Infinity War
di Elena Bracchi \ 31-05-2018 \ visite: 333
avengers infinity war
Locandina di Avengers: Infinity War

È difficile parlare di Infinity War anche a distanza di settimane dall’anteprima, dai commenti sui social, dall’attonimento generale dei fan. È difficile perché il ricordo, che sicuramente molti di noi avranno, è quello di una sala silenziosa, immobile, davanti ai titoli di coda che scorrono inesorabili come note di un canto funebre.
Avengers: Inifinity War è l’avvento della distopia, la concretizzazione dello sconvolgente presagio di morte visto da Tony Stark, condizionato dai poteri manipolatori di Scarlet Witch, nei meandri della base segreta di Hydra in Age of Ultron. E proprio come a voler sottolineare la drammaticità di quel possibile futuro, il nuovo atteso film ha un attacco in medias res: la scena di apertura è sul cargo degli asgardiani su cui si trovano Thor e Loki, a confronto diretto con Thanos, desideroso di mettere le mani sulle Gemme dell’Infinito.
In una manciata di pochi secondi gli eventi del film rimbalzano in modo frenetico dallo spazio alla Terra e viceversa, segno che la grande guerra che sta per scatenarsi non è la classica battaglia per la salvezza degli esseri umani, bensì di tutte le creature che popolano l'Universo. Ecco che quindi gli scontri si spostano fondamentalmente su due fronti: sul nostro pianeta, per proteggere la pietra incastonata sulla fronte di Visione e in un qualche punto imprecisato dello spazio dove si trovano Doctor Stange e il suo Occhio di Agamotto.
Fin dalle prime battute è chiaro come il nuovo Avengers, diciannovesimo film del Marvel Cinematic Universe, si prefissi l'obiettivo di diventare la saga cinematografica più importante e redditizia di sempre. E ci riuscirà? Assolutamente sì. Uno dei cardini del mondo dei film Marvel è da sempre la riunione di eroi eterogenei per carattere, provenienza e cultura, che nonostante le divergenze di ideali (come accaduto in Civil War) si unisce sotto il segno dell'azione comune. È il modo in cui gli Stati Uniti raccontano di sé, l'emblema di popoli che imparano faticosamente a convivere per la salvezza di tutti. In Avengers: Infinity War ci sono infatti ben diciannove personaggi protagonisti, compresi un procione (o un coniglio secondo Thor) e un albero in fase adolescenziale per i fan dei Guardiani della Galassia. Sembrerebbe una follia far convergere le storie, le diverse sfumature di commedia di ciascun personaggio in un'unica grande trama, eppure, dopo dieci anni e diciannove film prodotti, è proprio questo il risultato inaspettato. L'intrattenimento cinematografico non punta più solo sull'efficacia di battaglie mozzafiato, ma sul ruolo che ogni gruppo di eroi ha nella vicenda. Ed è così che lo spettatore può apprezzare il nuovo esilarante trio formato da Thor, Rocket Raccoon e Groot che consacra la perfetta integrazione dei Guardiani della Galassia con il resto dei supereroi; il tanto atteso ritorno dei Vendicatori; il neo promosso Avengers sul campo, Spiderman, che pianifica strategie prendendo ispirazione dai film di Aliens... Per non parlare della formazione di una coppia inedita: vedere insieme Robert Downey Jr. e Benedict Cumberbatch, che battibeccano alla Sherlock Holmes, è per molti fan un sogno che si realizza.
 
Ma la vera rivelazione di Infinity War è senz’altro Thanos, il Titano Pazzo, un villain ben diverso da quelli cui il pubblico di Avengers (supereroi compresi) è abituato. Thanos non è dotato di un'indole malvagia come si potrebbe ingenuamente credere all’inizio, anzi, sorprende proprio la sua etica morale, il suo credere fermamente che le sue azioni controverse possano contribuire a rendere l’universo un posto migliore. Thanos ha una personalità, dei drammi, dei sentimenti e dei momenti di vacillamento che si evincono dai brevi flashback. È un personaggio che pondera le sue scelte, che vorrebbe evitare inutili conflitti e che cerca di spiegare ai suoi oppositori la motivazione di una scelta apparentemente brutale: il genocidio di metà dell’universo per ridurre la fame e la povertà che il suo stesso popolo ha patito.
La guerra tra bene e male è in realtà il confronto di due opposte visioni della società, il nocciolo di una guerra infinita. Una guerra che non è mai parsa più viva e brutale, ma che rispecchia perfettamente ciò che ogni nazione vive in campo etico e politico: qual è la scelta più giusta? Chi ha davvero ragione? Ed è questo il dubbio che istilla il finale della prima parte di Infinity War, assieme allo sconvolgimento nell'animo dello spettatore. Ed è inevitabile chiedersi, dopo due ore e mezza di adrenalina allo stato puro: come si giungerà ad una resa dei conti?

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