Cultura e Spettacoli

Tutti pazzi per “La casa di carta”

La serie tv spagnola è pronta per la terza stagione
di Giulia Masoli \ 16-05-2018 \ visite: 752
la casa di carta
Fotografia da Netflix
 
Otto rapinatori che per celare la propria identità si chiamano con nomi di città (Tokyo, Rio, Denver, Oslo, Helsinki, Berlino e Nairobi), guidati da una mente criminale (il “Professore”), che tentano di rapinare la zecca di stato a Madrid, barricandosi dentro con decine di ostaggi.
 
Sembra una notizia di cronaca e invece no, è la trama di quello che sta diventando un vero e proprio fenomeno mediatico, la serie tv prodotta dall’emittente spagnola Antena 3, “La casa di carta” che, attualmente, risulta essere il prodotto non americano più visto sulla piattaforma Netflix.
 
Un mix ben riuscito tra il genere crime/thriller - che emerge nei flashback riguardanti la pianificazione del colpo e durante le trattative con la polizia - e il genere tipico delle soap opera - tra storie d’amore improvvise e inaspettate. Il ritmo sempre serrato, la costruzione densa dei personaggi e la capacità di far provare agli spettatori una profonda simpatia ed empatia nei confronti di coloro che dovrebbero essere considerati cattivi (i rapinatori) e fastidio nei confronti dei buoni (la polizia), sono gli elementi vincenti di questa serie.
 
Dopo essere state mandate in onda le prime due parti, che hanno tenuto incollate allo schermo migliaia di persone, finalmente è arrivata la notizia che tutti i fan stavano aspettando: la messa in produzione della terza stagione, prodotta direttamente da Netflix e che arriverà nelle nostre case nel 2019. L’annuncio è arrivato il 18 aprile scorso e da una città che conosciamo bene, Roma, dove si è tenuto il “See what’s next”, l’evento di presentazione di anteprime e novità legate al futuro della compagnia di streaming. Ad esso sono seguite moltissime storie su instagram dove un personaggio, vestito con la tipica tuta rossa dei rapinatori e la maschera di Salvador Dalì, si aggirava per la città. Che il prossimo colpo venga organizzato proprio nella nostra capitale? Lo scopriremo solo vivendo.

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