Cultura e Spettacoli

Nel frattempo

Il momento giusto per ascoltare
di Maria Vittoria Molinaro \ 22-03-2018 \ visite: 496
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Ecco credo che due cose fondamentalmente possano mettere d’accordo tutti: il gelato e la musica!! Se non ti piace il gelato è perché finora non ne hai mangiato uno vero, il gelato piace a tutti. Troppo saccente forse, giusto. Ma almeno il cioccolato, la crema, gli Oreo, la pizza, quella con le patatine fritte magari. Nemmeno.
La musica. Ecco. Con la musica siamo tutti d’accordo.
Non importa quale. Sì, lo so che è riduttivo dire così, che c’è musica e un po’ meno musica e a volte, ahimè della musica rimane solo il nome, la sostanza è di quanto più lontano ci sia anche dal rumore.
Onestamente credo che tutto sommato vada bene così. Nel senso se quel pezzaccio, quello che tutti ti dicono che non si può ascoltare perché bla bla bla, a te fa stare bene, allora ascoltalo!! Noi ascoltiamo musica per stare bene. Il bene è ciò che tutti ci meritiamo e a cui tutti dobbiamo ambire. Non è sempre facile ottenerlo ed è una condizione difficile da mantenere tutti i giorni. Basta svegliarsi cinque minuti più tardi e perdere l’autobus. “BeNONe” leggo su una story di Instagram.
Eh sì perché autobus perso, verifica alle prime due ore di lezione, che diventerà una e mezza sempre per la storia dell’autobus perso. Questo implica prenderne un altro. Detta così è facile. Peccato che ce ne sia uno ogni quarto d’ora. Ed è il tempo che devi aspettare. Non c’è nessuno con cui parlare, ma menomale perché stamattina proprio no. Magari dopo.
Ti metti la mano in tasca e ti rendi conto di quanto sei ordinato, preciso, meticoloso e anche dotato di pronoia. Adesso che hai imparato questa parola, ogni occasione è buona per dirla. E tu ne sei dotato. Della lungimiranza!! Ma pronoia fa di più.
Ecco chi è dotato di pronoia stamattina non ha lasciato le cuffiette sulla scrivania. Ma già la sera prima le ha messe nel posto in cui devono stare. In tasca, che è esattamente dove sono. “Cosa dice? A che ora passa l’autobus? Guardi signora, tra 10 minuti è qui, si la metto fuori io la mano, non si preoccupi, l’avviso. Certo, certo stia comoda sulla panchina. Ma si figuri, Grazie signora, buona giornata anche a lei”.
La musica migliora la giornata, migliora le persone.
Naturalmente perché esista la musica ci vogliono i musicisti. Quelli con la chitarra, la batteria, il basso, il sax, la marimba e magari anche un controfagotto. Ciò che conta è che il musicista sappia suonare. E il cantante cantare. E che amino farlo.
Cantare sotto la doccia non fa di noi dei cantanti. E soprattutto tamburellare sul tavolo non fa di noi dei musicisti, ma della gente che arriva dritta dritta al sistema nervoso centrale e te lo fa saltare completamente.
Un musicista arriva dritto dritto al cuore invece. Te lo riscalda e te lo ammorbidisce. Anche solo per quel po’ di tempo che devi aspettare l’autobus. Chissà che farebbe quella nonnina se le facessi ascoltare il pezzo che hai nelle orecchie. In fondo a te era piaciuta la canzone che ti aveva fatto sentire tua nonna quel giorno a casa sua. È forte quel Dalla!! Si tratta solo di dare un po’ di tempo. Fermarsi e ascoltare. E no, non intendo slanarsi sul divano e penzolare compulsivamente quella gamba che te la stacco adesso. Solo smetterla di sentenziare e di polemizzare e ascoltare.
Dare una possibilità. Darti una possibilità.
Ascoltami. Ascolta la mia voce. Ascolta che cosa fanno le mie mani su quello strumento. Saprai prestare attenzione a tante più cose. E avrai la possibilità di essere una persona migliore, una persona che fa stare bene.

Now run, and run, now you throw up your arms, so you can fly, you can fly,with the hand you can touch the sky

La nonnina sorride a sentirti canticchiare. Tu anche. Sei buffo. O forse gli ricordi suo nipote. Proprio come lei ti ricorda tua nonna
È vero che puoi volare e con una mano toccare il cielo.
 
 
 

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