Attualità e Viaggi

Una donna da record

Intervista a Ilaria Corli
di Elena Bracchi \ 22-01-2018 \ visite: 1170
Ilaria Corli
 
Una donna forte, determinata e soprattutto libera. È così che si presenta Ilaria Corli, con quel sorriso timido che potrebbe trarre in inganno.
Stiamo infatti parlando di una grande e giovane atleta ferrarese che ha compiuto imprese non da poco: sempre in sella alla sua fedele bicicletta, da primi viaggi in solitaria Barcellona-Ferrara e Ferrara-Oslo fino a toccare la vetta di Caponord, nel 2016 è stata la prima donna italiana finisher nella categoria “solo self-supported” alla Trans Am Bike Race in America. Come se questo non bastasse, con la voglia e la grinta di osare sempre di più, il 28 agosto 2017 ha portato a termine il suo progetto da Guinness dei Primati, il Triathlon più lungo: 7000 km tra nuoto (210 km), bici (5425 km) e corsa (1365 km) lungo il periplo occidentale dell'Europa.
Proprio con il ricordo del giorno in cui io stessa, assieme a tanti altri ferraresi, l'abbiamo vista tagliare questo importante traguardo, incontro Ilaria vicino al campo sportivo dove lavora come allenatrice di Triathlon.
 
È trascorso qualche mese dalla tua ultima impresa. Come è stato tornare alla vita di tutti i giorni?
“Non è stato semplice... Da quando ho iniziato ad allenarmi, verso metà ottobre, pensavo solo a quello in ogni momento della giornata. La motivazione era tanto forte da non farmi pesare l'allenamento e mi spingeva a guadagnare qualcosa in più per poter viaggiare. Ma una volta raggiunto il traguardo, ti senti un gran vuoto dentro e non hai più uno stimolo per andare avanti... Ti spiazza interrompere quella routine. Così come quando ti laurei, ti chiedi “Bene. E adesso che cosa faccio?” .
Quest'anno mi fermerò un po', darò priorità allo studio per conseguire la terza laurea, continuando però a lavorare ed allenarmi.”
 
Accidenti, in bocca al lupo! Ma... toglimi una curiosità: come ti vengono le idee per le tue avventure?
“Quando hai una passione che ti fa scalpitare, così come tu non vedi l'ora di avere tra le mani un libro che vuoi leggere, per me è la stessa cosa.
Mi piace viaggiare e fare sport, per me non c'è cosa più bella di viaggiare facendo sport.
L'anno scorso, con l'idea di partire per un nuovo viaggio, ho deciso di fare un triathlon per cambiare qualcosa dal punto di vista del mezzo dato che sono sempre andata in bicicletta. In più ho visto che se mi fossi lanciata nell'impresa avrei fatto il record e mi son detta “Perché non provare?”.
Le idee sono sempre nate così.
Sai, sin da quando ho avuto la mia prima bicicletta ho sempre desiderato andare a Caponord, una delle mete più ambite da ciclisti e motociclisti, ma non potevo andarci subito perché dovevo allenarmi e fare esperienza... Pian piano, formandomi, sono riuscita ad arrivarci. Dopo mi son chiesta “Cosa posso fare di più?”, ho visto che c'era la gara in America e guarda caso a me interessava proprio vederne la parte interna. Ci sono zone che avrei evitato volentieri, tipo il Colorado dove ho rischiato di rimanere disidratata con un caldo bestiale di circa 53° o in Kentucky dove c'erano i cani liberi a correrti dietro...”
 
Rimango sorpresa e affascinata dai suoi racconti sugli animali incontrati nei vari viaggi o su quella volta che ha pedalato per ventiquattr'ore di fila, ma soprattutto dal suo amore per la parte più selvaggia e naturale di ogni paese che ha visitato; Ilaria si può certo definire una turista fuori dall'ordinario!
 
Ti sei sempre dedicata ad imprese “in solitaria”. Come mai la scelta?
“Per la libertà di decidere quando andare e quando fermarmi, inoltre preferisco portare avanti un progetto con le mie sole forze. È un contatto con sé stessi.
Quando sei da sola sei più predisposta a parlare, conoscere, a farti conoscere... Se sei da sola e sei in difficoltà, c'è sempre qualcuno che ti aiuta... Anche se ci sono pro e contro a viaggiare sola, soprattutto se sei donna. Ma ci sto attenta.”
 
In un mondo dove la dignità delle donne spesso e volentieri è ancora calpestata, le parole di Ilaria fanno riflettere... E mi spingono ad un'ultima domanda, anche se immagino già la risposta.
 
Sei mai stata discriminata per essere una donna sportiva?
“Sì. C'è gente che mette in dubbio ch'io abbia fatto tutta la Trans Am Bike Race in bicicletta... Ma è tutta invidia, sai. A me non interessa, non mi sono dedicata a quest'impresa per essere conosciuta, ma solo per me stessa. Anche se non avessi avuto sponsor o se fossi stata l'unica persona sulla terra, l'avrei fatto lo stesso.”
 
C'è tanta determinazione in ciò che Ilaria afferma e non posso che sorridere pensando che non solo in qualità di sportiva, ma e soprattutto di donna, è un esempio per tutti. Nonché un orgoglio per la nostra bella Ferrara.
“Ti andrebbe di provare a fare triathlon?” mi chiede scherzando mentre l'accompagno verso il centro sportivo, poco prima di salutarci. Ma no, non fa decisamente per me... Preferisco continuare a fare il tifo da casa!

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