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​“Let's play tchoukball”

Cosa devi fare per giocare a tchoukball
di Luca Greco \ 04-12-2017 \ visite: 320
tchoukball
 
Il tchoukball è uno sport nato in Svizzera nel 1971 da Hermann Brandt. L' idea di questo nuovo gioco nasce con l'intenzione di creare uno sport che limita gli infortuni, infatti nella dinamica di gioco ogni sorta di contrasto o tentativo di ostruire l'azione avversaria è proibito. In seguito l'idea originale si ingrandì a tal punto che Brandt ,insieme alle regole di gioco, scrisse una carta etica a cui ogni giocatore doveva fare riferimento come se fosse un secondo regolamento, la “Carta del Tchoukball”.  In questo documento sono scritte tutte le regole comportamentali che un giocatore deve rispettare dentro e fuori dal campo, celebre la frase di Brandt : “L'obiettivo delle attività fisiche umane non è di costruire campioni, ma piuttosto di contribuire alla costruzione di una società migliore”, cioè ogni giocatore deve rispetto reciproco ad ogni avversario e compagno.
Questo gioco esclude ogni tipo di prestigio personale, il risultato di una partita non è per elogiare il  giocatore più dotato e non deve essere discriminante per il  meno dotato, infatti il gioco è aperto a tutti ed è obbligatorio avere nelle propria una squadra sia un maschio che una femmina.
La carta sottolinea anche il fatto che lo scopo della partita è quello di mischiare le diverse personalità in campo in un'unica identità collettiva, cioè l'obbiettivo è quello di unire i compagni di squadra e di osservare un gruppo chiamato”avversario” ,rispetto al quale bisogna proporre un gioco adeguato, senza innescare qualunque sentimento di ostilità; il tutto si riassume nella frase “il bel gioco richiama il bel gioco”.
Nel tchoukball l'idea del “Fair Play” è così oltrepassata, infatti non si parla di favori fatti all'avversario, ma di azioni comuni che legano le persone attraverso il gioco.
Infine in questo sport il concetto di campione viene sostituito con il concetto di vincente, cioè il giocatore che unisce tattica, tecnica e etica ed  è esempio per gli altri dentro e fuori dal campo, quindi l' obbiettivo finale è quello di giocare per migliorarsi e non per dominare gli altri.
Tuttavia, cosa serve per giocare a tchoukball: è necessario possedere due reti elastiche chiamate pannelli collocate all'interno di un area semicircolare con raggio 3m , un campo della grandezza di uno da basket, un pallone simile a quello da pallamano e due squadre di 7 giocatori l'una.
Nel regolamento è ricorrente il numero tre, poiché un giocatore può effettuare tre passi, può sostare tre secondi con la palla in mano, può effettuare massimo tre passaggi.
Nel gioco il pannello ha la funzione di porta, ma  a differenza di porta normale che trattiene la palla esso la respinge, per fare punto un giocatore deve tirare la palla  contro il pannello e farla rimbalzare fuori dall'area proibita e se atterra all'interno del campo il giocatore ha realizzato un punto. Una particolarità del tchoukball è che non si può intercettare i passaggi o ostruire l' azione avversaria, quindi l'unico modo di difendere è quello di impedire che la palla, successivamente il rimbalzo sul pannello, cada a terra, infatti bisogna agguantare la palla prima che atterri. Una volta ottenuto il possesso della palla la squadra che ha difeso diventa attaccante e può costruire la propria azione. Differentemente da altri sport entrambe le squadre possono tirare su tutti e due i pannelli, di conseguenza ogni squadra si schiererà simmetricamente da una parte all'altra del campo.
La dinamica del gioco ricorda quella della pallavolo perché ogni volta che la palla cade cambia il possesso e il gioco passa in mano all' altra squadra, nell' idea originale di Brandt era quella di lasciare libertà al gesto tecnico, come nella pallavolo. Queste regole regalano al tchoukball una modalità di gioco aperta a tutti, poiché esso regala la possibilità di imparare facilmente le dinamiche ai principianti e di variare le giocate il più possibile agli esperti, di conseguenza il gioco, giocato a livelli alti, assume un aspetto spettacolare poiché racchiude elementi come finte, cambi di gioco improvvisi e ogni giocatore non può distrarsi dallo spostamento della palla.
Infine Brandt, concludeva ogni dimostrazione di tchoukball con l' espressione “let's play”, proprio per esaltare la libertà di giocare nei modi più svariati e spettacolari, in modo da evolvere il gioco sempre di più e trasformarlo in uno spettacolo.

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