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La violenza sulle donne è una sconfitta per tutti

La dignità di un uomo non passa per la violenza sulle donne
di Elena Bracchi \ 27-11-2017 \ visite: 284
scarpette rosse
 
“State molti attenti a far piangere una donna: poi Dio conta le sue lacrime! La donna è uscita dalla costola dell'uomo, non dai suoi piedi perché debba essere pestata, né dalla testa per essere superiore, ma dal fianco per essere uguale... Un po' più in basso del braccio per essere protetta e dal lato del cuore per essere amata.”
Tratto dal Talmud
 
In occasione della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne” si è svolta venerdì 24 novembre, nella sala del Consiglio Comunale di Ferrara, il seminario dal tema “La violenza sulle donne è una sconfitta per tutti”.
L’iniziativa è stata organizzata dall’assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Ferrara per fare il punto della situazione e mantenere viva l'attenzione su un problema sociale ancora irrisolto.
Dopo il saluto del sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani e dell’assessore alle Pari Opportunità Massimo Maisto, sono intervenuti all’incontro Liviana Zagagnoni di Udi Ferrara (“Passo dopo passo, dal silenzio alla parola”), Marcella Sorace volontaria del Centro Donna Giustizia (dal master in criminologia “Femminicidio: l’altra faccia della stessa medaglia”), Michele Poli del Centro Ascolto Uomini Maltrattanti (“Sesso e sentimenti degli uomini che agiscono violenza”) e Paola Castagnotto del CDG (“La violenza di genere: non bastano i dati per saperla riconoscere”).
 
Il 25 novembre ricorre la “Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne”, ma in ogni intervento si ribadisce la volontà di non fermare le attività, l'informazione e l'impegno alla sola data commemorativa.
Come ricorda Liviana Zagagnoni di Udi, ci si è appena lasciati alle spalle un'estate calda di stupri e denunce provenienti persino dalle donne del mondo dello spettacolo, che ha lasciato l'opinione pubblicata spaccata a metà. “È una reazione a catena”, dice, “che ha dato la forza di denunciare ed affrontare un tribunale che spesso non è dalla parte della donna”. È il continuo di un cammino a volte solo e silenzioso, a volte rumoroso, come simboleggiato dalla distesa di scarpette rosse allestita da Udi proprio sullo scalone di accesso alla residenza municipale, in ricordo delle vittime del femminicidio.
Ma da dove nasce tanta ingiusta violenza?
Marcella Sorace pone l'attenzione sulla controparte maschile, nel tentativo di definire l'identikit di chi esercita violenza. La ricerca non è però semplice, ogni episodio è influenzato da fattori differenti, specialmente nei casi in cui la donna viene uccisa dal partner o in seguito ad una separazione. Dai dati raccolti emerge che le maggiori cause scatenanti violenza siano gelosia, possessività e l'uso della forza come risoluzione di una lite. Il rischio aumenta notevolmente se il partner ha un background particolare e spesso la maggior parte degli uomini non si rende nemmeno conto di essere violento.
Il vero problema emergente è dunque il modo in cui l'uomo vive una relazione.
“Le donne non sono sole, anche gli uomini si impegnano.” Michele Poli riprende il quesito, citando i numeri degli uomini accolti attualmente al CAM. Molti giungono spontaneamente, una piccola percentuale persino del carcere ed anche alcuni stranieri, le fasce di età media vanno dai 26 ai 35 e dai 36 ai 45 anni. È difficile tuttavia, ancora una volta, ricostruire il volto del carnefice. Dai dati raccolti emerge che la violenza esercitata è soprattutto di tipo psicologico e fisico e che, nei casi di relazioni con figli, anche questi ultimi ne hanno risentito.
Poli sostiene che la violenza non parta da eccessi ma che sia insita nella normalità. Il problema sta nell'uomo che non riesce a separare sesso e sentimenti, che si rifugia nella sessualità come fuga dalla frustrazione e ricerca di potenza e controllo. Quando questi ultimi decadono giunge la crisi da cui scaturisce la vera violenza.
Paola Castagnotto del CDG conclude sostenendo che i dati servono per programmare le politiche e colmare le carenze nell'attesa di un piano ordinario. L'obiettivo è promuovere ancor più attività di formazione, informazione e prevenzione verso operatori sociali, sanitari, forze dell'ordine e scuole per una maggiore diffusione della cultura del rispetto.
Il fenomeno della violenza è trasversale ad ogni società e cultura. Non conosce distinzioni di razza, ceto o religione come dimostrano i progetti stessi del centro, articolati su più fronti: il progetto Uscire dalla Violenza che dal 2001 fornisce supporto a donne vittime di violenza, di genere e/o intrafamiliare, sole o con figli; il progetto Oltre la Strada che dal 2000 sostiene donne vittime  di tratta e di grave sfruttamento in ambito sessuale e lavorativo; il progetto Luna Blu che dal 2001 si occupa di promozione della salute, diffusione di una corretta informazione e facilitazione dell'accesso ai servizi socio-sanitari sul territorio per le persone che esercitano attività di prostituzione in strada e al chiuso.
 
La strada da fare è ancora tanta, l'impegno delle istituzioni e dei centri è quindi quella di lavorare sull'integrazione delle parti all'interno del rapporto e sulla prevenzione, educando i più giovani sulla gestione dei conflitti e sul rispetto.
 
Come negli anni precedenti, grazie alla  partnership dell'Azienda Copma di Ferrara e della Ditta Fermac, in occasione del seminario è stata distribuita ai partecipanti, fino ad esaurimento scorte, la shopper rossa riportante la frase "La dignità di un uomo non passa per la violenza sulle donne". Le shopper saranno date alle Biblioteche comunali per la distribuzione dei prestiti nel periodo comprendente il 25 novembre, sempre fino ad esaurimento scorte.

shopper 25 novembre
 

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