Attualità e Viaggi

L'associazione Flowlines Parkour Ferrara ASD

Per saperne di più di questa disciplina
di Giulia Paratelli \ 27-02-2017 \ visite: 737
parkour
Foto presa dalla pagina facebook  Flowlines parkour Ferrara ASD fotografo Vadim Cebotari

Ormai tutti conoscono il Parkour, la disciplina nata in Francia negli anni 90 che prevede spostamenti all’interno della città non aggirando gli ostacoli ma ben si “superandoli” attraverso salti, appoggi, evoluzioni  fisiche. La disciplina è arrivata in Italia a metà degli anni 2000 grazie ai video su internet e grazie ad alcuni programmi TV francesi successivamente ritrasmessi dalle reti nostrane. Ed è proprio in quegli anni che il Parkour sbarca a Ferrara, “Chi lo abbia portato per primo rimane ancora un mistero, l’ipotesi più probabile è che sia arrivato tramite conoscenze e attraverso video in TV o su internet, poi, spinti dalla curiosità alcuni ragazzi hanno cominciato ad allenarsi, creando così i primi gruppi del nostro territorio. Il parkour è in grado di provocarti sensazioni incredibili. Aiuta a superare i propri limiti sia fisici che psicologici, dà fiducia in se stessi e ti riempie di ogni sorta di sensazione positiva esistente nell’universo in un unico momento. È  come tornare all’improvviso bambini al parco giochi. Tutte queste sensazioni, se ci si pensa, crescendo vengono sempre più accantonate a causa della visione di se stessi che la società ci impone. Bisogna uniformarsi ad un unico modello ,per perdere poi progressivamente una parte di noi stessi e scambiando “l’auto-castrazione interiore” col “crescere e diventare adulti”. Capita di vedere persone di 30 o 35 anni rassegante fino al midollo, incapaci di poter immaginare di modificare la propria vita. Qui entra in gioco il Parkour, nel corso di questi anni abbiamo capito che ci sono sostanzialmente due tipi di ragioni che spingono i ragazzi ad avvicinarsi a questo tipo di disciplina: la curiosità e/o l’esigenza. Chi ci avvicina per curiosità, il più delle volte, ha un interesse marginale (almeno inizialmente) che in seguito, entrando a contatto in maniera più approfondita con la disciplina, può evolvere o involvere. Chi, al contrario, viene a contatto con il mondo del Parkour per esigenza ha molte più sfaccettature: c’è chi lo fa perché sente il desiderio di mettersi alla prova, chi ha dei blocchi da superare, chi sente il bisogno di provare qualcosa di diverso per ricercare sé stesso e sviluppare al meglio le proprie capacità.” Comincia così una lunga chiacchierata con Luca Marchini, insegnante del gruppo Flowlines Parkour Ferrara ASD, o per dirla in termini tecnici, un Traceur.

Il Traceur (tracciatore in italiano, ndr) è un termine del mondo del Parkour per indicare un praticante, infatti nel Parkour non ci sono gerarchie o livelli, ma semplicemente persone che vogliono superare i propri limiti, andare al di là degli ostacoli, sia fisici che psicologici. Il Parkour viene concepito come una filosofia di vita, si basa sul rispetto reciproco, sull’amicizia, sull’apprendimento. “Una regola fondamentale del Parkour è “si comincia insieme, si finisce insieme”. Noi, come associazione siamo completamente votati alla filosofia originaria, non vogliamo che praticare Parkour implichi competizione o rivalità. La rivalità divide per definizione, prevede la presenza di un avversario.” continua Luca.
All’inizio, il gruppo di Flowlines ha imparato come autodidatta, in modo molto sperimentale, successivamente, documentandosi e partecipando a vari raduni i traceurs ferraresi sono entrati in contatto con i praticanti più esperti, allenandosi direttamente con loro e imparando le metodologie di approccio a questa tecnica.  Le attività si sono moltiplicate, nel 2014 hanno inaugurato una programma di corsi presso la scuola Don Milani, opportunità questa che permetteva di allenarsi anche durante i mesi freddi in un ambiente chiuso. Esperienza che purtroppo si è conclusa l’anno successivo, lasciando Flowlines senza una palestra invernale. “Abbiamo spostato le lezioni all’esterno, direttamente nell’ambiente urbano. Nel febbraio 2016 abbiamo stretto rapporti con di collaborazione con l’Urban Center e con l’Assessore Simone Merli in merito ad un’iniziativa volta alla riqualificazione urbana di alcune aree della città. Il progetto prevede la costruzione di una struttura sportiva con una piccola area dedicata alla nostra disciplina.” Si sta parlando del piazzale Giordano Bruno, oggetto di un intervento di riqualificazione da parte del Comune di Ferrara che prevede la creazione di un campetto da beach tennis, uno di pallavolo, uno di street basket e un’area dedicata al Parkour appunto. “Non appena sarà pronto cominceremo a svolgere lì le nostre lezioni con l’arrivo della bella stagione. È un progetto molto interessante e non smetteremo mai di ringraziare gli enti che ci hanno coinvolto dandoci la loro fiducia. Speriamo di riuscire a farlo fruttare al massimo del suo potenziale” ci spiega Luca.
Alla domanda di quale sia stato l’aneddoto più particolare in questi anni Luca ricorda, sorridendo “tempo fa abbiamo visto un traceur piccolissimo spiccare un salto talmente alto da scomparire quasi del tutto dal nostro campo visivo. Ci hanno riferito che ora si trova in orbita geostazionaria vicino all’Uzbekistan!”
 
 
 

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