Attualità e Viaggi

Il Canile Comunale di Ferrara

Tutto quello che è importante sapere prima di adottare un cane
di Giulia Paratelli \ 15-12-2016 \ visite: 1151
Brio del canile
Brio
Fotografia di Nicola Jannucci


Con l’avvicinarsi del Natale molte persone pensano all’adozione di un cucciolo di cane. L’immagine di un cucciolo che esce da una scatola di cartone tra l’emozione dei bambini è fissa nella mente di tutti anche grazie alle innumerevoli scene di film che l’hanno riproposta. Ma come fare per arrivare preparati ad un’adozione consapevole?

Occhiaperti.net è andato a chiedere informazioni direttamente al Canile Comunale della città per chiedere consigli su come fare la scelta giusta.
Paola Cardinali, volontaria presso il  Canile Comunale di Ferrara, ci accoglie nella struttura tra scodinzolii di cani felici e saltelli entusiasti dei piccoli ospiti in cerca di una coccola. Ci spiega che dal 1988 la Regione Emilia Romagna si è dotata di una legge che impedisce l’abbattimento dell’animale dopo soli tre giorni dal suo ingresso in struttura pratica questa che purtroppo prima era imposta dalla legge. Da quel giorno in poi, i canili della regione si trasformano  e diventano un rifugio temporaneo o in qualche caso permanente per gli animali smarriti o abbandonati. La sede viene infatti spostata l’anno successivo, nel 1989 passando da via Foro Boario all’attuale sede in via Gramicia 120. Una simile legge diventerà poi attiva su tutto il territorio nazionale.
Dati alla mano, Paola ci mostra che in media all’anno arrivano duecento esemplari, ma che più della metà restano solo per qualche giorno per poi essere riportati ai legittimi proprietari. “Ciò avviene per merito del microcip, obbligatorio dal 2001, quasi tutti i cani ormai ne sono dotati, per fortuna. Molti cani scappano o si perdono e tanti sono anche quelli che vengono lasciati uscire da soli dai padroni ma che spesso le altre persone incontrandoli per strada a vagare credono che siano stati abbandonati e li portano da  noi al canile. Di solito è lo stesso proprietario che ci contatta per chiedere se il cane è arrivato alla nostra struttura e nel minor tempo possibile vengono a riportarlo a casa.”
Non tutti però, sono così fortunati. Circa un centinaio di esemplari all’anno vengono abbandonati lungo le strade ciò comporta un grave pericolo per la loro incolumità. “Sette dei nostri ospiti hanno purtroppo perso l’utilizzo delle zampe posteriori, ciò accade perché quando vengono abbandonati vagano per le strade e spesso impauriti vengono coinvolti in incidenti stradali. Nella stra grande maggioranza dei casi non c’è niente da fare, se non vengono operati nelle 24ore successive all’incidente il midollo spinale si danneggia definitivamente e loro restano col le zampe posteriori paralizzate.”
I trend sono comunque positivi, il numero dei cani che entrano nel canile sono in discesa ogni anno e anche il numero di cuccioli che vengono ritrovati lungo le strade o in prossimità dei cassonetti nella nostra città è quasi a zero. Tutto ciò indica che le campagne di sensibilizzazione alla sterilizzazione stanno funzionando. “I cuccioli che entrano vengono sempre adottati in fretta e questa è un’ottima notizia ma bisogna ricordare, soprattutto in questo periodo di feste, che un cucciolo è impegnativo, un cucciolo sporca, non è abituato a trattenere i bisogni, ha bisogno di attenzioni e cura molto più che un cane adulto. Un cucciolo ti cambia la vita. Non è una frase fatta, è la realtà. Cambia i tuoi orari, i tuoi impegni, necessita di pazienza e amore e bisogna sempre tenere a mente che un cane vive in media tredici anni ma che ormai molti raggiungono età anche più avanzate quindi chi prende un cucciolo deve avere ben presente che si sta impegnando per un lasso di tempo consistente della propria vita. Per questo il periodo dopo il Natale è il periodo più triste per noi al Canile. Entrano molti cuccioli che sono stati regalati ma che ben presto i proprietari si accorgono che non sono in grado di accudirli.” Va ricordato che la legge regionale dell’Emilia Romagna prevede la cessione al canile dell’animale se questa è supportata da una motivata richiesta. “Questa legge non è uguale in tutte le regioni, in Veneto per esempio, un cane è per sempre, non lo si può portare al canile se non si è più in grado di accudirlo, questo incentiva l’abbandono lungo le strade e anche il numero degli animali con  il microcip di riconoscimento è inferiore nonostante sia obbligatorio per legge. “
Bisogna anche sottolineare come non tutti i cani siano adottabili sin da subito, alcuni cani hanno subito un forte stress a seguito dell’abbandono o in alcuni casi a seguito di maltrattamenti e sono molto diffidenti nei confronti dell’uomo. Molti sono i casi di cani di persone tossicodipendenti che mostrano dentro il rifugio degli atteggiamenti aggressivi dovuti alla vita che hanno condotto in precedenza. “Nessun cane nasce cattivo” ci spiega la signora Cardinali, sono i contesti in cui cresce che lo abituano a certi tipi di comportamenti.  In questi casi si effettua un percorso educativo di fiducia all’uomo e di riduzione dell’aggressività e solo quando si è certi che il cane abbia terminato questo percorso si pensa all’adottabilità.”  È forte anche la presenza di razze di cani da caccia (quasi la metà del totale), spesso abbandonati dai proprietari non appena scoprono che sono impauriti dai rumori forti o che non sono particolarmente bravi a seguire una pista.

Adottare un cane del canile implica il superamento di alcune fasi:
In primis bisogna capire il contesto in cui andrà ad abitare quindi lo stile di vita del proprietario, gli orari, lo spazio della casa, la possibilità di avere o meno un giardino, la convivenza con altri animali o bambini, se il futuro proprietario ha già esperienza con  i cani o gli animali.
Il secondo passo è una proposta in base alle caratteristiche del proprietario di una lista di piccoli amici che possono essere felici di vivere nel contesto offerto.
In seguito comincia la fase di pre-adozione, un periodo molto importante perché in questa fase il cane comincia a conoscere e ad abituarsi alla persona e, al tempo stesso, il futuro proprietario capisce e conosce alcune caratteristiche dell’animale. Questa fase non ha una durata certa, quando la fiducia reciproca si è creata si può passare alla fase finale.
Adozione. Il cane viene portato nella sua nuova casa dove inizierà la sua  nuova vita. Bisogna tenere sempre presente che l’animale dovrà comunque abituarsi ad un contesto nuovo, a non essere più in mezzo ai suoi amici del canile e dover prendere confidenza con spazi e ritmi completamente diversi. In questa fase bisogna aver pazienza, non spaventarsi subito se il cane è spaesato o si lamenta, “quasi nessun cane ritorna in canile ma le prime settimane a casa sono delicate, bisogna aspettare che il cane si adatti alla nuova vita.” Ci spiega la signora Cardinali.

L’adozione di un cane adulto e magari con una certa età comporta diverse facilitazioni: essendo grande non avrà bisogno di una presenza costante come un cucciolo, è già abituato agli orari di uscita, di cibo, sono docili e mansueti ma soprattutto “la riconoscenza e l’amore che riescono a darti i cani adulti che vengono adottati è incredibile. Sono infinitamente grati alle persone che hanno dato loro una seconda possibilità dopo essere stati abbandonati dai precedenti padroni.”
Molto spesso si legge su internet di cani provenienti dalle regioni del Sud d’Italia, si tratta in molti casi di cuccioli di cani  randagi non sterilizzati oppure di cani provenienti da strutture private, spesso non si  sa la provenienza, il comportamento, la dimensione che questi cani raggiungeranno una volta adulti o, purtroppo le condizioni sanitarie. La Leishmaniosi, una malattia canina portata dai Pappataci, non era presente nelle nostre terre ma che si sta sviluppando a macchia d’olio portata dai cani portati dalle regioni del sud. Il Canile Comunale di Ferrara, a differenza di altri rifugi privati, ha l’obbligo per legge di non poter accogliere animali provenienti da altre località se non che da Ferrara e Voghiera “questo perché anche in presenza del microcip è importante non allontanare il cane dalla sua zona d’origine per favorirne il ritorno a casa in caso di smarrimento.”
 

    Condividi questa pagina:

Altri articoli in Attualità e Viaggi