Attualità e Viaggi

Viaggio da sola perchè

Intervista alle fondatrici del progetto
di Valentina Chendi \ 04-11-2016 \ visite: 689
viaggiodasolaperchè
 
Nell’estate del 2015 è nata una community in grado di unire e mettere in contatto tra loro le donne italiane amanti del viaggio in solitaria. Alcune sono blogger, altre semplici amanti dell’arte del viaggio, qualcuna intimorita e confusa all’idea di prenotare un volo aereo e girare il mondo da sola. Dalla nascita del gruppo su Facebook, il progetto di Dana Donato, Elena Mazzeschi ed Eliana Lazzareschi Belloni si è allargato con la creazione di un sito e un blog, sempre basati sulla condivisione ed il supporto delle nuove viaggiatrici di questa era. Grazie alla rete e al passaparola, il progetto funziona con successo e dà voce all’universo femminile attraverso la pubblicazione di storie ed interviste.
Dal ritrovo in rete si è poi passate agli incontri di gruppo e ai workshops a Torino e in altre città d’Italia, la redazione conta ormai diverse collaboratrici e travel bloggers, ed io ho il piacere di essere fra queste. Intervisto le tre giovani coordinatrici, le quali mi spiegano che è ancora molto difficile abbattere i pregiudizi e le idee stereotipate che esistono attorno all’idea del viaggio femminile in solitaria.  In breve, nel XXI secolo, in un paese sviluppato come l’Italia, un uomo che viaggia da solo sembra comune, mentre una donna che decide di fare lo zaino e partire senza compagnia lascia ancora perplessi i più.
La strada per modificare la mentalità italiana riguardo a questa tematica è ancora molto lunga, e basta navigare su Internet per rendersi conto che la donna che viaggia da sola è spesso considerata un’incosciente, una ragazza che vuole solo divertirsi senza pensare ai pericoli: c’è chi pensa che l’esperienza del viaggio, se vissuta da sole con sé stesse, possa essere noiosa, rischiosa, imbarazzante o inconcepibile. Tuttavia, negli ultimissimi anni il viaggio indipendente sta affascinando milioni di giovani in tutto il mondo, parlo dell’esercito dei backpackers, visti spesso come impavidi viaggiatori senza timore alcuno e fame di conoscenza. L’Italia non è ancora al passo con il Nord Europa e il Nord America, ma il pensare comune sta cambiando e questa rete lo conferma. Si tratta di donne di qualsiasi età, formazione e  provenienza, che chiedono consigli sugli aspetti più pratici ed organizzativi delle loro avventure, si confrontano su temi legati all’emotività e la gestione dei sentimenti prima, durante e dopo un viaggio. Un gruppo in cui si respira armonia, ci si supporta a vicenda, ci si racconta senza paura.
È il potere della condivisione la chiave vincente di “Viaggio da sola perché”, uno strumento di diffusione di idee quali la libertà e l’autodeterminazione femminile, l’incontro umano con la diversità, il turismo responsabile e l’autorealizzazione dei propri desideri, anche quando non corrispondono con i principi che la società ci impone. Dana, Elena ed Eliana mi parlano dell’importanza del mutuo-aiuto e della solidarietà femminile che uniscono circa 3400 donne ad oggi: Viaggio da sola perché è uno spazio in cui la condivisione avviene quotidianamente, le donne chiedono consigli per il prossimo viaggio oppure raccontano quello in corso, condividono sogni, gioie e dolori. E ricevono risposta, spesso molte risposte: auguri di buon viaggio o parole di conforto, informazioni pratiche o offerte di ospitalità e quanto di più variegato vi possa venire in mente.”
Passo dopo passo il progetto evolve, e sono in arrivo nuove sorprese per questo inverno, quindi vi consiglio di iscrivervi e cominciare a curiosare nel mondo affascinante delle viaggiatrici di VDSP. In un mondo pieno di pregiudizi, discriminazioni e disuguaglianze di genere, la rete diventa strumento di coesione sociale e il viaggio torna ad essere una passione proprio per tutt*. 

    Condividi questa pagina:

Altri articoli in Attualità e Viaggi