Arte e Letteratura

Ai Weiwei Libero a Firenze: 60 opere in mostra

La prima grande mostra italiana dedicata a uno dei più celebri e controversi artisti contemporanei.
di Chiara Ricchiuti \ 24-10-2016 \ visite: 1273
Ai Weiwei

Ventidue gommoni di salvataggio, agganciati alle finestre,  abbracciano Palazzo Strozzi. Il loro colore  arancione attira l'attenzione da lontano, mutando drasticamente l'aspetto dello storico palazzo rinascimentale. L'istallazione, dal titolo "Reframe", vuole stimolare una riflessione sui tremendi viaggi di coloro che scappano dalle loro terre devastate dalla guerra, aggrappandosi alla speranza di trovare un porto sicuro sulle coste europee.
L'esposizione Ai Weiwei Libero esce dalle sale del museo, avvolge il palazzo e si presenta a Firenze con forza, imponendosi nel panorama cittadino. Inaugurata il 23 settembre e in mostra fino al 22 gennaio, è una retrospettiva italiana interamente dedicata al celebre e controverso artista cinese, famoso attivista e performer, che produce la sua arte come strumento di lotta alla censura, alle libertà e alle limitazioni imposte dai governi.

Ai Weiwei

Le sessanta opere esposte occupano Palazzo Strozzi nella sua interezza: ricoprono le pareti interne ed esterne, conquistano il cortile e tutte le sale, compresa la Strozzina.
Installazioni, video, fotografie e sculture riempiono gli spazi, immergendo lo spettatore in un contesto fatto di tradizioni e problematiche diverse ma che non si distaccano troppo da quelle europee. Il confronto tra tradizione e modernità è parte integrante del percorso artistico di Ai Weiwei, che compie gesti come la distruzione di reperti antichissimi, atto di protesta verso il governo cinese e la sua Rivoluzione culturale, ma anche la ricostruzione di elementi simbolo della cultura cinese, tra cui la riproduzione in porcellana de L'Onda di Hokusai.
Ogni atto è arte, la protesta stessa diviene performance artistica, per smuovere le coscienze e produrre un pensiero critico verso coloro che ci governano, le leggi che ci regolano e le abitudini che ci vengono imposte.
L'artista collabora con artigiani e professionisti per la realizzazione delle sue opere ma, oltre alle porcellane e ai legnami pregiati, nelle installazioni di Ai Weiwei sono presenti i famosi mattoncini colorati della Lego, i quali compongono mosaici raffiguranti grandi figure del passato italiano, tra cui Dante Alighieri, Filippo Strozzi e Girolamo Savonarola. Cosa accomuna questi personaggi? Oltre l'aver vissuto nella città di Firenze, l'essere stati dissidenti, esiliati o uccisi. Particolarità di queste opere è il fatto che non sono state assemblate dall'artista, ma da volontari, in questo caso gli studenti dell'Accademia delle Belle Arti di Firenze, direttamente nelle sedi espositive.
Lo stesso titolo della mostra racconta una storia, una lotta per la libertà di espressione. "Libero" perché, dopo essere stato spiato, seguito, torturato e arrestato dal governo cinese nel 2011, solo nel 2015 a Ai Weiwei è stato riconsegnato il passaporto, dandogli la possibilità di lasciare la Cina. Curata da Arturo Galansino, Direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi, ha sottolineato che l'aggettivo è anche da collegare alla totale libertà che l'artista ha avuto nella gestione degli spazi  della loro interpretazione e del modo in cui ha scelto di inserire le opere, alcune delle quali ideate appositamente per l'esposizione fiorentina.
Le opere si estenderanno anche in altri spazi della città: quaranta fotografie sono esposte al Mercato Centrale di Firenze e una simbolica videocamera di sorveglianza, in marmo, nella Galleria degli Uffizi, in relazione al corridoio Vasariano.
"Per esprimersi serve un motivo, ma esprimersi è il motivo".
 

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