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Internazionale 2016: il Brasile, paese del futuro?

Incontro con Eliane Brum, Clóvis Rossi e Bruno Torturra
di Valentina Chendi \ 01-10-2016 \ visite: 621
incontro Brasile Internazionale 2016
Foto di Valentina Chendi
Il Teatro Comunale di Ferrara, un pomeriggio assolato di fine settembre, il primo giorno del Festival di Internazionale: questa è la cornice dell’incontro “L’occasione persa” che ha visto protagonisti tre grandi giornalisti brasiliani, Eliane Brum, Clóvis Rossi e Bruno Torturra.
Il 2016, per il Brasile, è stato l’anno delle Olimpiadi, del virus Zika e della crisi politica che ha portato il Parlamento a destituire la Presidente Dilma Rousseff.
Si tratta dell’ impeachment (qualcuno lo chiama golpe), un’accusa di corruzione mossa dal Parlamento. Ma le notizie che arrivano all’estero sono confuse, qual è la vera situazione politica del Brasile oggi? Quali politici brasiliani sono davvero corrotti? Clóvis Rossi, columnist della Folha de S. Paulo, afferma cinicamente che le speranze del gigante sudamericano si sono infrante già dai tempi della conquista, e nel dicembre 2015 il paese aveva ben 73 milioni di persone che sopravvivevano con circa 20€ al mese. Inoltre si è verificata la seconda maggiore riduzione del reddito pro-capite della Repubblica, e con essa sono cominciate le manifestazioni, il malcontento è cresciuto, fino ad arrivare all’attuale presidente, Temer. Se Rossi si dimostra scoraggiato, Eliane Brum pensa che si possa trarre una nuova forza da questa situazione, la forza di “Fare per un imperativo etico”: giornalista e documentarista che collabora con El País, la Brum demolisce l’immagine diffusa del Brasile allegro, ospitale, pieno di spiagge e belle donne, dipingendolo come un paese che distrugge. È il paese dei genocidi degli indigeni, dell’inquinamento e dello sfruttamento dell’Amazzonia, è il paese della schiavitù e delle disuguaglianze. Un gigante in crisi il cui passato torna a farsi presente. Tanti sono i parallelismi con l’Italia, a partire dall’operazione Lava Jato, l’equivalente della nostra Mani Pulite. Bruno Torturra, giovane giornalista fondatore di Estúdio Fluxo, ci racconta la sua esperienza di giornalismo indipendente e partecipativo, una nuova forma di racconto e comunicazione che rende i lettori soggetti attivi: Torturra ha deciso di affrontare la crisi di credibilità che la stampa brasiliana sta soffrendo oggi, attraverso una “guerra narrativa”, per educare il pubblico al pensiero critico proprio nel bel mezzo della crisi della parola. La Brum e Torturra parlano di nuove sfide, mentre Rossi ci apre gli occhi sul fatto che, a ben guardare, negli ultimi anni il Brasile non ha vissuto dei grandi cambiamenti e le promesse del governo Lula (predecessore di Dilma) non sono state affatto mantenute (nella gestione, ad esempio, dell’istruzione, i trasporti, la salute); esiste anche la questione della corruzione negli appalti pubblici, come l’esempio di Belo Monte, centrale idroelettrica costruita nella foresta amazzonica. Sarà proprio la Brum a raccontarci la storia di coloro che vengono espulsi dalla loro case per fare posto a queste costruzioni, elogiate come grandi progetti economici, ma che in realtà trasformano milioni di persone in profughi nel loro stesso paese.
Impossibile non uscire da questo incontro con la sensazione di aver già sentito parlare di queste questioni ai nostri telegiornali, proprio in riferimento al nostro Bel Paese. E sia di qua che di là dall’Oceano coesistono, da un lato, lo sguardo disilluso di chi pensa che le cose non cambieranno mai, dall’altro l’aria più fiduciosa di chi cerca la forza di farcela, nonostante tutto.

 

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