Cultura e Spettacoli

Internet secondo Werner Herzog

Lo and Behold apre Internazionale a Ferrara 2016
di Giacomo Borgatti \ 30-09-2016 \ visite: 1098
loandbehold
Locandina del film.
Una fresca ma tranquilla serata di un giovedì di fine settembre. La città ancora non sembra totalmente preparata, ma si comincia già a percepire quell’atmosfera, quell’elettricità pronta a diventare energia nelle prossime tre giornate di Festival tra incontri, workshop, documentari, esperienze uditive e molto altro. E’ fine settembre ed è il momento che si alzi il sipario su una nuova edizione di Internazionale a Ferrara. La decima, per la precisione. Per trascorrere un weekend tra crisi economiche, guerre e diritti. Ma quello è un altro giorno; oggi si inaugura. E cosa se non una bella anteprima nazionale dell’ultimo documentario di Werner Herzog per dare il via alle danze?
 
Una sala Boldini completamente piena accoglie l’ultima opera del regista tedeco dedicata al mondo dell’internet, Lo and Behold, espressione biblica traducibile con “Guarda e ammira”. Oltre un’ora e mezza di immersione nei lati più oscuri, più speranzosi e più fantascientifici di un universo in continua espansione di cui ora conosciamo ancora ben poco. Un interessante viaggio nei meandri della rete dalle sue origini alle previsioni future, coinvolgendo studiosi, scienziati, hacker e vittime in cui il caro Werner sembra voler decidere di fermarsi un momento per tirare le fila di questa faccenda così da poco sviluppatasi ma già così intricata. La rete: dieci capitoli per capirla, dieci capitoli per analizzarla, dieci capitoli per esplorarla e sulla pellicola imprimerla.
 
Dieci capitoli che partono dall’Università della California a Los Angeles, più precisamente in una stanza del dipartimento scientifico dalla quale, il 29 ottobre 1969, venne mandato il primo messaggio tramite Arpanet all’Istituto di ricerca di Stanford. Un piccolo evento destinato a cambiare le vite di miliardi di persone nel giro di qualche decennio. Werner Herzog, con la sua grandissima capacità di analisi e sete di conoscenza, ma anche con un po’ di (auto)ironia e di volontaria ignoranza, cerca di indagare tutti gli aspetti, positivi e negativi, delle conseguenze di quel messaggio trasmesso tra due università alla fine degli anni Sessanta. Un meraviglioso settantenne che si immerge in un universo costellato di scienza e matematica, tentando di semplificarlo e riuscendoci, per la maggior parte delle volte, in maniera egregia. Si veda il tentativo di paragone tra una molecola di RNA ed una camicia.
 
Gli aspetti positivi e negativi. Perché Internet non è solo bene o solo male, c’è una grossa quantità di scale di grigio nel mezzo ed Herzog cerca di farcele gustare tutte, partendo dal gruppo di ricercatori che grazie ad un gioco online, EteRNA, riescono a raggiungere traguardi insperati, passando alla tecnologia utilizzabile in missioni spaziali come quella su Marte auspicata dall’imprenditore Elon Musk (che ha appena promesso che nel giro di qualche anno si arriverà sul pianeta rosso in ottanta giorni e con soli 100mila dollari), proseguendo con analisi della rete neurale umana in cui scienziati paragonano la telecinesi ad una possibile internet cerebrale.
Ma arrivando a toccare anche scenari inquietanti, come quelli accaduti alla famiglia Catsouras, presa di mira via mail con macabre foto del corpo della figlia dopo un incidente stradale, o apocalittici, come la possibile ripetizione di una tempesta geomagnetica o solare, chiamata l’evento di Carrington, con conseguente distruzione delle reti di comunicazione che potrebbero causare una paralisi economica e sociale all’umanità, rispedendolo indietro di secoli. Un po’ di ansia ma passa tutto nell’osservare una piccola partita a calcio tra robot. Un certo numero 8 sarebbe da segnalare a Zhang e Thohir.
 
In conclusione, Lo and Behold è un buon inizio per una decima edizione di Internazionale sempre più all’insegna del documentario e purtroppo orfana di una sezione dedicata al cinema di fiction, sempre presente gli scorsi anni. Il documentario di Herzog riesce ad interessare ed affascinare lo spettatore durante quasi tutta la sua durata: una pellicola la cui unica pecca è forse quella di voler toccare troppi argomenti, perdendosi un po’ e andando leggermente in confusione sui due terzi. Rimane comunque un buon documentario. Vai Werner, continua così. E che Internazionale inizi ufficialmente.

    Condividi questa pagina:

Altri articoli in Cultura e Spettacoli