Cultura e Spettacoli

Alessandro Cattelan: basso profilo e modi gentili

Amato per la semplicità e l’indubbio talento
di Nicolò Baglioni, Alessio Branchini \ 19-09-2016 \ visite: 662
Cattelan

C’era una volta David Letterman Show. Poi è arrivato Jimmy Fallon.  E poi c’è Cattelan. Alessandro usa il modello “intervista e gag” di Jimmy Fallon e ha la stessa atmosfera divertita della controparte americana. Cattelan ha una lunga gavetta alle spalle in canali tematici come Allmusic e MTV, oltre alle esperienze radiofoniche su 105 prima e attualmente su Deejay. Lo abbiamo incontrato sul track della radio milanese.

Come è iniziata la tua carriera?
“Facendo telepromozioni per il Festivalbar, poi ho fatto il provino per un nuovo canale che cercava volti sconosciuti e mi hanno preso.”

Lavori a radio Deejay, in tv ad X Factor e a E poi c’è Cattelan, dove ti senti più realizzato?
E poi c’è Cattelan è la mia trasmissione preferita in assoluto. Ho una squadra di autori eccezionale, il meglio che c’è in giro, però è un programma in cui ci metto direttamente la faccia. Non faccio interviste per curiosità mie, o perché attraverso la mia domanda devo sembrare intelligente. Il late show è un format, in America ce ne sono anche tre contemporaneamente, tutti uguali, cambia solo il conduttore, ma in tutti ci sono gli stessi elementi. All’inizio c’era un po’ di titubanza, dicevano che qui i late show non hanno mai funzionato molto in Italia e invece siamo alla quarta stagione e con ottimi ascolti.”

Passiamo all’altra trasmissione che ti vede come conduttore. Cosa ci puoi dire della decima edizione di X Factor?
Fedez è il veterano, Arisa credo un gradito ritorno per il pubblico. Ci sono poi due nuove entrate: Alvaro Soler amatissimo dalle ragazzine e non solo che si è dimostrato veramente simpatico e Manuel Agnelli, il simbolo della musica indie italiana. Quest’ultimo secondo me, sarà la vera rivelazione della decima edizione. Ai più è un volto sconosciuto, ma in giuria è sicuramente quello che ha preso con più serietà il suo ruolo.”

Esce del talento vero da «X Factor»?
“Il talento ce lo hanno tutti. Quelli che superano le selezioni sono già tutti cantanti. Quello che conta in seguito sono le canzoni, i testi, il come ci si pone con il pubblico.”

Hai due bimbe. Se a 16 anni ti dicessero «andiamo a un talent» cosa faresti?
“Non credo che le manderei a partecipare ad un talent. Queste trasmissioni sono macchine da guerra, c’è competizione, stress, fatica, o quantomeno non le manderei a 16 anni. Magari un po’ più grandi. Quando sul palco si presentano alle audizioni così giovani, spero sempre che i giudici non le scelgano.”

La delusione più grande?
“Ce ne sono state tantissime. Io ho fatto tanta gavetta e tutti gli scalini uno alla volta, ma c’era sempre qualcuno che mi passava davanti. Oggi però ringrazio di non aver bruciato le tappe.”

Cosa ti aspetti dal futuro?
“Lavorerò ancora per un po’ di anni. Il mio contratto con Sky è già stato rinnovato per altri due anni poi voglio andare a vivere in Brasile con la mia famiglia.  Mia moglie Ludovica è nata in Svizzera, a Locarno, ma ha la mamma brasiliana ed ha vissuto per molto tempo a Porto Alegre».
 
 

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