Attualità e Viaggi

I 5 giardini più curiosi da vedere a Interno verde

Il festival organizzato da ilturco che apre i giardini della città
di Nicola Minelli \ 08-09-2016 \ visite: 2001
interno verde
 
Mancano pochissime ore alla prima edizione di “interno verde”, Il festival organizzato dall’associazione Il Turco che aprirà più di 30 giardini del centro storico. ok, ma quali giardini? Abbiamo fatto un salto da loro e ci siamo fatti raccontare i 5 luoghi più suggestivi che non potrete perdervi. E abbiamo scoperto pure una storia splatter..
 
1) VIA PALESTRO 50
E’ un giardino misterioso e “letterario”, che dalla strada non si riesce a intuire la sua presenza, perchè nascosto dietro un’elegante portone cinquecentesco. L’edificio negli anni ha più volte cambiato proprietà e nel 1730 la residenza viene acquistata dalla famiglia Scacerni, di cui tuttora conserva il nome. La stessa famiglia negli anni Trenta accoglieva il romanziere Riccardo Bacchelli, che nella tranquillità del giardino si dedicava alla scrittura della sua saga più celebre, “Il mulino sul Po”. Riconoscente verso i suoi ospiti, Bacchelli decise di attribuire lo stesso loro cognome ai protagonisti dell’opera.
 
2) PALAZZO PROSPERI – SACRATI
E’ il posto giusto per vedere la Ferrara di una volta. Il giardino “segreto” di Palazzo Prosperi-Sacrati, il cui loggiato è stato progettato da Biagio Rossetti, appartiene ad un edificio che fu realizzato in epoca rinascimentale per il medico personale del duca Ercole, messere Francesco da Castello. Il parco in origine comprendeva orti e giardini e si dice persino che i tulipani coltivati nelle sue aiuole fossero più esclusivi e desiderati dei gioielli. Negli anni la superficie di pertinenza si è notevolmente ridotta e anche l’edificio ha visto il susseguirsi di diversi proprietari - ultima la famiglia Prosperi Sacrati. Degli splendidi giardini ciò che resta è solamente un prato d’erba.
  
3) IL TURCO
Il giardino del Turco è senz’ombra di dubbio uno dei posti da visitare durante la manifestazione, un po’ perchè è il luogo in cui è stato concepito il festival, un po’ per le tante storia che ci ruota attorno. E una di queste è addirittura splatter. Si dice infatti che tra gli inquilini del palazzo vivesse anche il medico Giovanni Battista Canani, studioso di cardiologia, chiamato prima a Roma come archiatra da papa Giulio III e successivamente nominato a Ferrara “protomedico degli Stati estensi”. Di notte pare trasportasse presso la propria abitazione i cadaveri della povera gente, morta a causa della peste per sezionarli e successivamente sepperlirli nel florido giardino ora sede del Turco. Il giardino di via del Turco faceva parte di un antico hortus conclusus medievale e dal giardino alimentare, coltivato con i tipici alberi da frutto della tradizione agreste ferrarese è diventato oggi labirinto zen, contemplativo e minimale. 
  
4) CONDOMINIO LA VIGNA
La Vigna è un luogo di incanto e grandissima fascinazione, un tesoro verde nel cuore del centro estense. I graziosi edifici in mattoni che lo compongono risalgono al 1500, erano le antiche dimore dei frati certosini, che coltivavano il terreno attiguo e realizzavano, con le piante, erbe e liquori. L’ingresso è circondato da pruni. Mano a mano che si procede si incontrano ciliegi giapponesi e querce, una siepe sulla destra che alterna noccioli, melograni e filadelfo, chiazze sparse di vistosi lillà delle Indie – alcuni particolarmente alti sorpassano i tetti degli edifici in fondo, vicino al muro che separa La Vigna dal cimitero monumentale della Certosa. Esplorando invece la parte sinistra si incontra un arboreto, più selvatico e incolto, quasi un bosco in miniatura, composto per la maggior parte da alberi da frutto come nespoli, fichi e pruni.  Solo la grande casa che si incontra all’ingresso dell’area è più recente: si tratta di un fienile del 1800. Le otto famiglie che abitano il “condominio” curano secondo il proprio gusto il verde prospicente l’abitazione. Il resto dello spazio è gestito da un giardiniere, sempre lo stesso da quando – nel 1989 – si decise di salvaguardare l’unitarietà del parco e la sua uniformità.
 
5) VIA DELLE VIGNE 16
Questo no, non è un giardino, bensì un vero e proprio parco. Dalla strada non ci si rende conto di quanto sia grande questo spazio, ma appena superate le abitazioni ci si trova di fronte a un prato di cui a malapena si scorge la fine. L'ingresso pavimentato è incorniciato da bassi aceri rossi, piante grasse e limoni in vaso, cespugli di ibisco e ortensie. Un camminamento circolare costeggiato da siepi di agrifoglio conduce all'antico pozzo restaurato, situato nel cuore del parco, la cui vasta superficie è delimitata da numerose piante. Racconta la nonna che, probabilmente per la vicinanza con il cimitero ebraico, la zona deve essere stata usata in passato per seppellire i morti causati dalle epidemie: «è stato mio marito a voler sistemare questo spazio. Era la sua gioia. L'abbiamo ripristinato negli anni Novanta e in quell'occasione abbiamo trovato diverse tracce che ci hanno fatto pensare che, all'occorrenza, venisse usato come cimitero».
 
 INFO
Considerate le numerose iscrizioni, il fulcro di tutta la manifestazione, nel quale poter noleggiare biciclette, iscriversi, acquistare libri e chiedere informazioni, si troverà presso il Chiostro di San Paolo.
 
Per ulteriori informazioni:
www.ilturco.it/interno-verde
internoverde@ilturco.it

    Condividi questa pagina:

Altri articoli in Attualità e Viaggi