Utilità e progetti

Il Fotoclub Comacchio si racconta

Matteo Samaritani e i fotografi amatoriali di Comacchio
di Valentina Chendi \ 10-08-2016 \ visite: 8301
Fotoclub Comacchio

Prendete un paesino di provincia, valli e saline, un dialetto inconfondibile, e qualche decina di appassionati di fotografia. Nel 2013 nasce un’associazione culturale a Comacchio, punto di ritrovo (e di formazione) per fotografi amatoriali. Io che scrivo sono socia da poco, e una volta comprata una reflex mi sono chiesta: e adesso, come imparo?

Decido di intervistare Matteo Samaritani, comacchiese e presidente del Fotoclub da maggio dell’anno scorso. Mi racconta dell’associazione in modo semplice e modesto, forse senza rendersi conto di quanti progressi e quante collaborazioni può già vantare un gruppo nato da così poco. Il socio più giovane è appena maggiorenne, il più anziano ha più di sessant’anni: la fotografia non ha età, e il gruppo accoglie chiunque sia alle prime armi e abbia voglia di imparare dalle basi. Molto attivo sul territorio, il Fotoclub partecipa alle mostre culturali e le sagre paesane, era presente a Diari di Viaggio 2016 a Ferrara, e ha promosso un concorso fotografico in occasione della Fiera Internazionale del Birdwatching a Comacchio. I membri del gruppo, poi, hanno collaborato anche a progetti culturali con altre associazioni. Matteo mi racconta: “Quando abbiamo saputo che il gruppo culturale dei Raccontastorie di Lagosanto metteva in scena uno spettacolo contro la violenza sulle donne, ci siamo mobilitati. Abbiamo girato il paese muniti di macchina fotografica per scattare primi piani ai cittadini che volessero dire NO ai femminicidi.” E non è finita qui: il ristorante Il Bettolino di Foce ha chiesto di esporre le loro foto e di avere qualche scatto per promuovere tour ed escursioni turistiche; le associazioni del territorio parmense “Chiama l’Africa” e  “Solidarietà-Muungano onlus” stanno organizzando una mostra itinerante dal titolo Minerali Clandestini, e il Fotoclub nel suo piccolo ha dato un contributo. I progetti futuri sono molti, a partire dalla realizzazione di un sito web, per stare al passo con i tempi, ed avere più visibilità, senza escludere la possibilità di esporre qualche progetto fotografico personale dei soci del club.

L’associazione ci tiene a investire sulla formazione, e ad esempio da febbraio a maggio 2016 alcuni soci hanno seguito un corso intermedio di fotografia condotto da Giacomo Brini: ritratto, paesaggio naturale ed urbano, foto di nudo, di moda, di street art, pomeriggi in sala pose. E per concludere, la realizzazione di progetti fotografici personali, per mettere alla prova i corsisti. Il gruppo ama anche ritrovarsi e fare gite ed escursioni fotografiche: uscite serali per fotografare le stelle, all’Abbazia di Pomposa e a Ravenna, e gite culturali a vedere la mostra di Steve McCurry, o girovagare a San Leo, a Venezia e Gradara.
Matteo mi racconta di come il Fotoclub sia l’unica associazione nel suo genere sul territorio comacchiese, e di come stia cercando di integrarsi e farsi conoscere in paese e fuori, non solo per diffondere la bellezza del proprio territorio, ma anche per diventare un punto di riferimento culturale ed essere utile alla comunità. Il gruppo è attivo anche sui social (Facebook e Instagram).

La mia conversazione con Matteo si chiude con una domanda difficile, ma lui risponde sicuro e preparato. "Matteo, se dovessi dare 3 suggerimenti ad un aspirante fotografo amatoriale, cosa gli consiglieresti?" "La prima cosa da fare - mi dice - è conoscere alla perfezione la propria macchina (leggete il manuale d’uso e imparate le funzioni!). In seconda battuta guardate e studiate (e magari provate ad imitare) le foto degli altri fotografi, dai professionisti ai più famosi. Infine bisogna ricordarsi che è giusto conoscere le regole, ma bisogna saperle infrangere, con creatività ed improvvisazione. Iscriversi ad un’associazione come il Fotoclub può senz’altro aiutare a confrontarsi e condividere i segreti della fotografia."

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