Attualità e Viaggi

Quella mattina in cui provai BlaBlaCar

Breve racconto del primo contatto con il mondo del car pooling
di Giulia Paratelli \ 20-07-2016 \ visite: 2044
blablacar
Immagine tratta da: L'Eco di Bergamo

Sono le 6e50 di una mattinata afosa di luglio. Cammino veloce sul marciapiedi che conduce alla stazione, vedo una macchina nera che si ferma, mette le quattro frecce. “Sarà lui?” penso. La borsa a tracolla mi comincia già a far male alla spalla “forse non dovevo mettere i sandali e se poi mi ritrovo a dover correre?” Lo guardo, sembra lui, peccato per quella canottiera rossa, sarebbe stato carino vestito in un altro modo.
“Piacere Francesco! Sei in orario!”
Così ha inizio la mia scoperta di BlaBlaCar, un modo di spostarsi che sta prendendo sempre più piede anche nelle nostre città.

Non avevo mai provato ad usarlo anche se devo ammettere che questo genere di servizi mi attira da sempre molto. La cena a casa di sconosciuti, il car pooling, l’utilizzo di Airbnb per essere ospitati sono tutte realtà abbastanza nuove che stanno prendendo piede in tempi di crisi economica (soprattutto per noi giovani che viviamo sempre di più alla giornata, sempre con meno certezze e sempre con meno soldi in tasca) ma nonostante tutte queste buone intenzioni la consueta diffidenza che ci attanaglia mi ha sempre fatto propendere per la scelta della mia auto o del treno, certa che, nella mia solitudine, le cose sarebbero state più comode.
Oggi no, dovevo raggiungere Milano per forza, avevo perso tempo e il prezzo dei treni era aumentato a dismisura così l’unica altra alternativa per non andare in auto da sola era prendere l’auto.. di qualcun altro!
 

Francesco era piovuto giù dal cielo meno di 12 ore prima. Partenza da Ferrara comoda comoda, ritrovo davanti alla stazione, arrivo a Milano all’orario che mi serviva. Costo? 12 euro.
“Dov’è la fregatura? Troppa diffidenza Giulia, troppa diffidenza come al solito.” pensavo mentre inserivo i dati della carta di credito sul sito.
E così, ancora con l’occhio assonnato mi sono ritrovata in auto con questo ragazzo poco più giovane di me che di professione fa il modello che andava a Milano per registrare una puntata di una nota rete televisiva.
Le classiche domande del “che gli dico adesso?” sono sparite dopo pochi km, in un attimo ci siamo ritrovati in autostrada a parlare dei nostri rispettivi lavori, delle nostre vite, delle nostre idee. Parlare di cose proprie con uno sconosciuto è molto più facile che con una persona che ti conosce da sempre perché non si ha la paura dell’essere giudicati.
La situazione si è rilassata e quasi desideravo che quel tratto di viaggio durasse di più perché a Bologna, dopo un caffè al volo, abbiamo caricato altri due ragazzi e la situazione è ripartita da capo: un po’ di freddezza iniziale, poi chiacchiere formali per poi parlare di cose proprie rilassati.
Alessandra e Luca viaggiano anche loro in direzione Milano, lei per prendere un treno che la riportasse a casa, in Piemonte per il fine settimana, lui per andare a trovare la sua ragazza che studia nel capoluogo lombardo.
“Come preferite che si avvicini a voi un ragazzo?” ci chiede Francesco che già si stava immedesimando nella trasmissione a cui avrebbe dovuto partecipare di lì a poco.
“Ma quindi cosa ti ha portato a studiare architettura?” continua poco dopo Alessandra.
Le chiacchiere scorrono leggere come se ci conoscessimo da molto più tempo. Forse sarà lo spazio ristretto, forse l’età simile, non so, ma i km scivolano veloci e poco dopo ci troviamo già imbottigliati nel traffico milanese. Saluto i ragazzi quasi a malincuore, guardo bene i loro volti nel tentativo di imprimerli bene nelle mente cosicché se un giorno dovessi incrociarli per strada possa salutarli.
Entro il metro. Si, avrei fatto bene a non mettere i sandali, devo correre.
 
Alle 18 sono di nuovo davanti ad una stazione, questa volta molto più imponente di quella di Ferrara e cerco Lara, feedback ottimo, tantissimi passaggi dati, prezzo basso ma meno economico del precedente ben 14 euro. Cifre da capogiro.
La trovo, siamo già in quattro in auto fin dall’inizio. Lei lavora sui cartamodelli per diverse aziende tessili, studia le fibre di ultima generazione, tiene corsi ai ragazzi che vogliono intraprendere la stessa professione. Avrà qualche anno più di me, curata, elegante ma senza esagerare, sorride spesso senza mai togliere lo sguardo dalla strada. Dietro c’è una coppia, lui studia Ingegneria a Ferrara, lei lavora nel negozio dei genitori.
Siamo tutti circa della stessa età, nessuno supera i 30, nessuno al di sotto dei 25.
Anche in questo caso l’atmosfera si fa rilassata in fretta squandoprattutto o abbiamo bisogno di prendere la prima uscita in autostrada per fare benzina e nel primo paesino sperduto della campagna lombarda ci imbattiamo in un vecchietto prodigo di informazioni, tutte sbagliate.
Questa volta il viaggio si ferma a Rovigo, dove Lara lascia me e i due ragazzi ad aspettare un regionale che ci riportasse verso casa.
Solo venti minuti di regionale e mi passa la voglia. Treno sporco, in ritardo,  pieno di cartacce e con i sedili appiccicosi del sudore degli utilizzatori precedenti. Rimpiango molto il non aver trovato un passaggio che mi portasse direttamente a Ferrara come all’andata.
Arrivo a casa, stanca, il telefono si illumina più volte, è il solito gruppetto di WhatsApp “Allora com’è andata?” Ti è piaciuto BlaBlaCar? Lo consigli?”
Evidentemente la diffidenza non era solo mia.
 
Costi per mezzi di trasporto:
andata 12 euro
due corse in metro 3 euro
ritorno 14 euro
treno Rovigo-Ferrara 4,50 euro
 
totale: 33,50 euro andata e ritorno da Milano in giornata.

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