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Cosa resterà degli Europei di Francia?

Dieci cose da ricordare del torneo continentale
di Pasquale Matarazzo \ 10-07-2016 \ visite: 1227
Erano anni che non seguivo con tanta partecipazione un Europeo di calcio. Da Euro 2000, dalla finale persa dall’Italia contro i cugini transalpini a trenta secondi dalla fine con il gol di Wiltord (valse il pari, ma stroncò gli azzurri, poi Trezeguet firmò il golden gol ai supplementari). Nemmeno nel 2012, con l’Italia che arrivò in finale, avevo seguito tutte le gare (o meglio, quelle trasmesse da MammaRai). Un Europeo col rischio attentati, con le manifestazioni francesi contro la legge sul lavoro,  con l’Italia più scarsa da vari decenni a questa parte, la prima volta di 24 nazionali con i debutti di Albania, Islanda, Galles, Irlanda del Nord e Slovacchia e l’idea che per la vittoria sia un affare tra Germania, Francia e Spagna.
Alla fine trionfa il Portogallo culone.
Ma del mese pallonaro in Francia cosa resterà? Una piccola personalissima lista:
10- FRANCIA COPIONA- Okay, quando tutti allo stadio cantano la Marsigliese al momento degli inni o durante la gara, i cugini francesi sono da brividi. Qualche limite di fantasia i transalpini lo mostrano nel festeggiare e quindi copiano, male, le esultanze altrui. Vanno di poporopopopo  sulle note di Seven Nation Army dei The White Stripes, colonna sonora della vittoria italiana ai Mondiali del 2006 (anche noi presa dai tifosi belgi del Bruges) o addirittura la “geyser sound” della new entry Islanda.
9-PORTOGALLO CULONE- Arriva ial trionfo vincendo una sola partita su sette entro i novanta minuti, in semifinale contro il Galles. Agli ottavi vince ai supplementari, ai quarti servono i rigori contro la Polonia. Cristiano Ronaldo, il top player del torneo, non brilla, ma è decisivo. La Dea si sbenda nell’ultimo atto. Ronaldo si scassa dopo venti minuti. E deve uscire. Un popolo è in lacrime. Ma nei supplementari, la Dea si benda di nuovo ed Eder, un attaccante che segna col contagocce e che gioca in Francia, sigla il gol decisivo. Senza parole.
8- EURO SFATA TABù- L’Italia non batteva la Spagna dai Mondiali del ’94 e negli ottavi di finale sfodera la migliore prestazione dell’era Conte, l’arcinemica Germania si sveglia dall’incubo azzurro. La vittoria ai rigori contro l’Italia è un risultato storico: i crucchi non avevano mai battuto gli italiani nelle grandi tornei. I tedeschi non fanno in tempo a festeggiare, perché cedono ai francesi: non accadeva dal mondiale svedese del ’58. Infine, il Portogallo supera la bestia nera Francia. Aggiornare le statistiche, prego.
7- HOOLIGAN-Sarà un Europeo blindato”. Oltre agli attentati dell’Isis si temono i tifosi croati. A Marsiglia però a menarsi sono inglesi e russi. Città devastata dai tifosi. Anche il post Francia-Germania registra scontri tra tifosi e forze dell’ordine. Ma gli Hooligan non erano scomparsi?
6- FRATELLI CONTRO- Tra le cartoline di questo Europeo ci sono quelle personali della famiglia Xhaka. In campo si affrontano i fratelli Granit e Taulant, origine kosovare, poi durante la guerra, papà indipendentista, si trasferiscono in Svizzera. Granit gioca per i rossocrociati del paese d’adozione, mentre Taulant, dopo la trafila nelle nazionali giovanili elvetiche, sceglie la nazionalità di origine, quella albanese. Sugli spalti mamma Xhaka mostra le due anime della famiglia.

5- “WILL GRIGG’S ON FIRE”- Dimenticate gli Hooligan. I tifosi di Irlanda del Nord, Eire, Islanda, Galles e Svezia riempiono di colore le strade di Francia. Impazzano sul web i video degli irlandesi che cantano la ninnananna in metro a un bambino o provano una stonata serenata ad una ragazza. Spettacolo. Il tormentone è “Will Grigg’s on fire”, il coro per il centravanti nordirlandese, da “Freed from desire” di Gala, pezzo dance degli anni ’90.
4-IL BELLO DELLE DEBUTTANTI- I puristi del calcio hanno storto il naso per la formula a 24 squadre: “Arriveranno squadre scarse”. Olanda, Danimarca e Grecia che hanno vinto degli Europei sono a casa. Islanda, Galles, Irlanda del Nord, Slovacchia e Albania in Francia. E tutte hanno ben figurato. L’Albania ha sfiorato il passaggio del turno, ma i giocatori sono stati comunque festeggiati al rientro in patria. Slovacchia e Irlanda del Nord salutano tra gli applausi agli ottavi. Ai quarti, dopo aver battuto i ‘maestri’ inglesi tornano tra i vulcani gli Islandesi (questo il commento dell’ex attaccante inglese Lineker: “hanno più vulcani che giocatori”). In semifinale si arrendono i Dragoni del Galles, non erano arrivati così lontano nemmeno con Speed e Giggs.  
3- SQUADRA ITALIA- Sulla carta sembrava la Nazionale più scarsa degli ultimi decenni. Scetticismo e funerali già pronti al termine del gironcino. Eppure gli Azzurri coinvolgono il pubblico, non bellissimi, ma sanno essere squadra. Le favorite Belgio e Spagna battute con personalità, poi ai quarti la corazzata tedesca campione del mondo in carica passa solo ai rigori ad oltranza. Purtroppo la danza di Zaza e la figuraccia di Pellé resteranno nella mente di tutti.  
2- LE CACCOLE DI LOW- Il tecnico tedesco disgusta il pubblico ingerendo caccole, annusandosi le ascelle e ravanandosi nelle parti intime. Lo “show” diventa virale.

1- LA GEYSER SOUND – Lo spettacolo più bello degli Europei di Francia è la marea blu del popolo islandese. I tifosi della Terra dei ghiacci e dei vulcani al seguito di Gunnarsson e compagni erano circa il 5% della popolazione (320 mila gli abitanti islandesi). Come se 3 milioni di italiani avessero seguito la squadra di Conte. Spettacolo. La “geyser sound” e il legame tra Gunnarsson, la squadra e il pubblico sugli spalti ha dato i brividi. Ma il ritorno in patria è stato S-P-E-T-T-A-C-O-L-A-R-E!!!! Solo applausi! IMMENSI! HUH!

 P.S.: VIETARE AI GIOCATORI CON LE SCARPE DI COLORE DIVERSO DI SCENDERE IN CAMPO
P.P.S.:  Rivogliamo tutte le partite di Europei e Mondiali in chiaro su MammaRai. E’ servizio pubblico. Il calcio è lo sport, piaccia o no, più seguito in Italia. Quando il curling avrà cinquantamilioni di appassionati faremo le nostre battaglie per le trasmissioni delle gare mondiali dello scopettone su ghiaccio. Devo poter dire a mia moglie: “Non esco, questa sera c’è Burkina Faso-India”. Comunque in favore di MammaRai un plauso per “I giorni di Parigi” e il ritorno in grande stile della Gialappa’s.


  foto di copertina da Il Post

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