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Pokémon Go: una ragione in meno per studiare

Finalmente (più o meno) disponibile l’applicazione per dispositivi portatili che tutti stavamo aspettando
di Giacomo Borgatti \ 08-07-2016 \ visite: 1473
pokemon go
 
La generazione cresciuta negli anni ’90 attendeva questo momento da più di dieci anni. Quel momento in cui va bene crescere, d’accordo cercare di prendere una laurea e ok trovare un lavoro. Ma siamo davanti ad uno spartiacque, ad uno di quegli eventi che per qualsiasi ventenne può voler dire smettere di crescere, ritirarsi dall’università o decidere di rimanere disoccupato. Perché da oggi è possibile sostenere che esiste una vita prima e dopo Pokémon Go. Perché da oggi è possibile ritornare ad essere a pieno titolo un allenatore di Pokémon. E niente sarà più come prima.
 
Dimenticate il Game Boy o il Nintendo DS. Da oggi i Pokémon si controllano con un’applicazione. Pokémon Go è l’applicazione definitiva che, grazie alla realtà aumentata, porta il mondo di Ash Ketchum e compagni nel nostro, quello reale. Il funzionamento non è difficilissimo: si tratta essenzialmente di un navigatore con i Pokémon e le palestre in cui potenziarli, fornendo l’opportunità di scontrarsi con altri giocatori. Sì percorrono le strade delle propria città, di qualsiasi città anche se siete a Giacarta, e, in base alla zona in cui ci si trova ci si imbatterà in creature che potrebbero vivere in quelle particolari condizioni geografiche. Per esempio basterà camminare vicino a un fiume per ritrovarsi sommersi di Magikarp e Psyduck, come se si passeggerà in un parco ci si imbatterà in Caterpie o Rattata. Per catturarli? Si lanciano le Pokéball con un movimento di dita sullo schermo del vostro dispositivo.
 
Il tutto con la magia della realtà aumentata con cui, grazie alla fotocamera, si potranno vedere Pokémon di fianco a bambini che giocano sugli scivoli, catturarne uno che corre sul nastro della cassa del supermercato di fianco a casa, sul bancone del McDonald’s mentre si ordina un hamburger e chi più ne ha più ne metta. I Pokémon sono tra noi e non è mai stato così bello.
 
Ovviamente questo è solo il meccanismo di base. Perché le potenzialità sono molte altre: è possibile personalizzare il proprio avatar, unirsi a gruppi di altri allenatori, conquistare le palestre disposte sul territorio e creare un vero e proprio impero e molto molto altro. Come camminare per due, cinque o dieci kilometri per far schiudere le Pokéuova. E poi dicono che i videogiochi sono passatempi sedentari. Le potenzialità di questa applicazione sono infinite.
 
Certo, i difetti non mancano. La realtà aumentata è ancora così così, l’accuratezza del segnale GPS non è ancora precisissima e il server ogni tanto ci lascia le penne ma le basi sono eccellenti. Considerando, soprattutto, che in Italia l’uscita ufficiale è prevista per il 15 luglio e che, grazie alle meraviglie dell’internet e degli store di applicazioni non ufficiali, è possibile trovare il file APK e installarlo sul dispositivo prima del tempo. Nella speranza che, al contrario delle notizie che iniziano a circolare nel web, la Nintendo non decida di bannare, ovvero cacciare permanentemente dal gioco, gli utenti che hanno scaricato l’applicazione prima della vera data di distribuzione.
 
Ma ora basta, uscite dalle vostre camere, chiudete i libri, alzatevi da sotto l’ombrellone e uscite prima dal lavoro: è il momento di insegnare alle nuove generazioni cosa davvero significa essere un allenatore di Pokémon. E’ arrivato il momento di acchiapparli tutti.
 

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